Finanziato nell’ambito del VII Programma quadro, il progetto mira a elaborare strumenti per i policy-makers, la polizia e le forze di sicurezza. L’intento è quello di promuovere il miglior approccio alla progettazione di sistemi di smart surveillance e alla loro regolamentazione, sulla base del principio di efficacia e del rispetto dei diritti fondamentali e delle aspettative dei cittadini.
OBIETTIVO:
Il progetto SMART è un progetto finanziato nell’ambito del 7° Programma quadro, realizzato da un consorzio internazionale e multidisciplinare, che include, oltre al CNR, università ed enti di ricerca di vari paesi europei ed esperti di sociologia, psicologia, ICT, diritto e nuove tecnologie, politiche pubbliche della sicurezza. SMART riguarda la “smart surveillance”, cioè l’uso delle tecnologie di riconoscimento automatico di persone o di fattori/comportamenti di rischio/pericolo predeterminati per analizzare le informazioni raccolte da sensori, quali, ad esempio, i sistemi di video sorveglianza. Particolare attenzione in questo contesto è rivolta alle c.d. decisioni automatizzate, intese come decisioni basate unicamente su un trattamento automatizzato di dati destinato a valutare taluni aspetti della personalità della persona interessata.
Gli obiettivi del progetto sono:
I due risultati finali cui mira il progetto SMART sono quelli di (i) contribuire alla revisione delle normative esistenti a livello dell’Unione europea (intervenendo nel dibattito sulle proposte di Regolamento che istituisce un quadro generale dell’Unione per la protezione dei dati, aggiornando la disciplina prevista dalla direttiva 95/46 – doc. COM(2012) 11 – e di Direttiva sulla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati a fini di prevenzione, indagine, accertamento o perseguimento dei reati e nell’ambito delle connesse attività giudiziarie, aggiornando la disciplina prevista dalla Decisione quadro – doc. COM(2012) 10 -) e dei singoli Stati membri; (ii) elaborare un modello di legge che potrebbe essere adottato in tutta Europa, che offra un sistema modulare di norme che prevedano anche specifici strumenti di tutela con riguardo ai casi di smart surveillance, anche alla luce dell’art. 7 della vigente decisione quadro 2008/977/GAI relativa alla protezione dei dati personali nel settore della cooperazione di polizia in materia penale.