
La legimatica si occupa (o aspira ad occuparsi) della modellizzazione del ragionamento e delle procedure relative alla produzione legislativa, rispetto alla redazione dei testi legislativi (studio ora prevalente), all'attività politico-decisionale, all'analisi di fattibilità, alla verifica d'efficacia. Si rifà alla teoria normativa del diritto, utilizza metodologie logiche, linguistiche e pragmatiche (in particolare le tecniche legislative) per l'analisi dei testi normativi. Ha per scopo l'informatizzazione del processo di produzione normativa. Si propone di offrire conoscenze e strumenti informatici alle assemblee legislative e più in generale a tutti i produttori di norme.1
Allo stato dell'arte è improponibile l'implementazione e la gestione di un sistema informatico che assista il giurista, abbracciando tutto il percorso della norma giuridica 2 .
Esistono tuttavia territori dell'attività giuridica che hanno raggiunto, per la certezza delle conoscenze, per il ripetersi dei meccanismi di produzione e decisione, per la precisa definizione del campo d'intervento, un grado di formalizzazione, che consente l'implementazione di modelli informatizzati.
Si tratta di piccoli segmenti del percorso giuridico (che potranno nel tempo ricongiungersi), in qualche caso già individuati dagli informatici, in altri da scoprire, seguendo l'indicazione dei giuristi. L'informatico, o meglio l'ingegnere della conoscenza, non deve stancarsi di chiedere ai giuristi di riflettere se vi siano e quali siano i settori, le procedure in stato avanzato di modellizzazione.
Il drafting legislativo è uno di questi segmenti, che il lavoro dei tecnici della legislazione ha portato, negli ultimi anni, ad un livello di modellizzazione ormai maturo per l'informatica 3.
La determinazione di regole tecniche per la redazione delle leggi tende a stabilire la certezza formale della norma, attraverso l'adozione di formule univoche, comuni a tutti i produttori normativi.
La tecnica di redazione legislativa o legistica, nell'ultimo decennio, ha svolto un ampio lavoro di recupero, razionalizzazione ed omologazione di regole e modelli4.L'informatica potrà trasformarsi in strumento docile, disponibile e profittevole al servizio della tecnica legislativa.
Il computer potrà consentire interventi più rapidi e precisi per evitare, individuare e correggere forme linguistiche imprecise, costruzioni sintattiche oscure o complesse o più semplicemente articoli o commi troppo lunghi e banali errori di ortografia. Forse non è particolarmente rilevante, ai fini della successiva comprensione, applicazione ed interpretazione della norma, che si individui automaticamente in fase di redazione un "annalisi" e si possa fare l'immediata correzione con "analisi". Può avere un altro peso l'individuazione che "Caratteristiche chimiche e fisiche degli affluenti emessi dagli stabilimenti industriali..." è invece da intendersi come: "Le caratteristiche chimiche e fisiche degli effluenti emessi dagli stabilimenti industriali...". Se poi una formula, utile alla determinazione dell'acido cloridrico come sostanza inquinante, è stata riportata in appendice ad un decreto del Presidente della Repubblica come "HC1010 4" anziché come "HC10 4" allora l'errore può mettere in serio imbarazzo chi deve applicare la norma 5.
Il caos normativo è però imputabile, più che alla cattiva formulazione e strutturazione del testo, all'affollarsi di leggi tra loro sconnesse o collegate solo da riferimenti cifrati, generici o del tutto incomprensibili per ambiguità ed oscurità.
L'informatica potrà proporre sistemi di navigazione all'interno del labirinto "legislativo", da utilizzare sia nella fase di compilazione sia, a posteriori, per la manutenzione e il consolidamento della normativa in vigore.
L'informatica offre senza dubbio il vantaggio di svolgere rapidamente queste operazioni; consentirà, ad esempio, la verifica immediata linguistica e tecnico-giuridica, di un emendamento presentato all'ultimo minuto.
Non è comunque pensabile di affidarsi all'informatica per la creazione di modelli e strutture del testo legislativo, delegando alla macchina i problemi di vaghezza, incertezza, scarso coordinamento delle norme. Questi compiti restano all'ingegnere legislativo e vanno affrontati con conoscenze giuridiche, linguistiche, logiche, politiche...
L'informatica consentirà la gestione delle soluzioni predisposte dal tecnico della legislazione in modo più sicuro, rapido, aggiornato, omogeneo, anche da parte di soggetti sprovvisti delle conoscenze che l'esperto di redazione legislativa possiede.
La legistica negli ultimi anni con modelli codificati in disposizioni normative o proposti dalla dottrina, ha ripreso vitalità dopo essere stata offuscata dal primato della teoria dell'interpretazione.
La relazione del prof. Rescigno ha offerto un quadro esauriente delle numerose iniziative in corso all'interno delle assemblee legislative, nella Pubblica amministrazione, nell'Università e, in generale, nel campo della ricerca e della didattica.
L'informatica mette a disposizione della legistica nuovi algoritmi, nuovi strumenti e la legistica sta scoprendo l'informatica come strumento idoneo a gestire i modelli che essa ha prodotto. Si può anche affermare che tanto più tali modelli sono tecnicamente efficaci e tanto più sono computabili.
Un primo confronto tra esperti d'informatica giuridica e legisti è avvenuto nel 1989. Rescigno indicò la natura del rapporto tra informatica e legistica: "... da ora in poi è bene che coloro i quali discutono di questioni relative alla tecnica di redazione degli atti normativi dialoghino costantemente con coloro che possono offrire strumenti informatici. Ciò non vuol dire che dobbiamo diventare tutti esperti in informatica giuridica: vuol dire che l'esperto in diritto collabora con l'esperto in informatica giuridica e viceversa..."6
Negli ultimi anni questa collaborazione non è mancata. Da una parte vi è stata la partecipazione di giuristi informatici alla stesura finale del Manuale di regole e suggerimenti per la redazione dei testi normativi. Non è stato facile conciliare le esigenze del computer con quelle del draftsman e del legislatore e, dove non era possibile una conciliazione, hanno giustamente prevalso queste ultime. Ritengo infatti che il metodo giusto non sia quello d'imporre schemi informatici, ma di rendere computabili i modelli elaborati dal giurista. Dall'altro lato sono stati i tecnici della legislazione ad esporre agli informatici le loro esigenze. Già in una prima giornata di studio, promossa dall'Istituto per la documentazione giuridica nel 1989, è emersa l'indicazione che il drafting non può essere isolato ed affrontato dall'informatica, separandolo da tutti gli altri aspetti della produzione normativa.
Su queste riflessioni iniziali, svolte in comune da giuristi e informatici, si sono innestate una serie di collaborazioni e attività che, accogliendo queste fondamentali indicazioni, hanno portato ad alcune prime realizzazioni. I primi sistemi realizzati sono tutti basati su un nucleo d'aiuto alla redazione del testo normativo ed arricchiti con funzioni documentarie, informative e simulative.
Nell'arco tra il 1989 ed il 1992 è stata avviata l'esecuzione di alcuni sistemi informatici sperimentali per la redazione delle leggi. I relativi lavori sono stati presentati nel 1992 in un convegno a Bologna, organizzato dal CIRFID, diretto dal prof. Pattaro, in collaborazione con l'IDG 7. L'iniziativa ha segnato la fine dello stadio pionieristico e ha dato inizio alla fase d'attuazione.
Oggi funzionari ed esperti degli organismi legislativi stanno esaminando la possibilità di realizzare supporti informatici per la redazione di leggi ed atti amministrativi, nonché la loro integrazione con gli strumenti documentari e di gestione già in uso. Citiamo l'attività del gruppo "Drafting e analisi di fattibilità delle leggi" 8 voluto dal "Coordinamento permanente dei sistemi informativi statali e regionali", che sta costruendo un modello di sistema informatico di supporto al drafting. Segnaliamo l'iniziativa della Regione Valle d'Aosta, che sta preparando, per i suoi redattori legislativi una "Scrivania elettronica" 9.
All'estero il Ministero della Giustizia olandese è già dotato di un sistema informatico di consulenza per i propri draftsmen. Ne parlerà, questa mattina Wim Voermans dell'Università di Tilburg.
Tutto ciò, come detto, si accompagna ad una crescente attenzione dell'Università ed altri centri di ricerca alla razionalizzazione della produzione legislativa. Basti ricordare il Progetto strategico, promosso dal Comitato nazionale per le scienze giuridiche e politiche del CNR, su "Modi di formazione delle leggi" e la nascita di una rivista come Iter legis che si occupa di produzione legislativa ed in particolare di drafting, oltre a farsi promotrice di convegni e attività didattiche.
Si possono considerare come primi sistemi informatici sperimentali specificamente ideati per l'aiuto alla redazione delle leggi Leda, Iri-Al, Lexeditor, e Lexedit.
Il prototipo dimostrativo Lexedit, progettato presso l'Istituto per la documentazione giuridica ed implementato con la collaborazione del CSI Piemonte, è la prima proposta di strumento automatico per agevolare la redazione dei testi legislativi. Il progetto ha introdotto l'idea di un programma di videoscrittura specialistico per testi legislativi, nonché di un ambiente di normazione, inteso come stazione informatica di lavoro per il redattore legislativo. Comprende funzioni d'aiuto e controllo linguistico e tecnico-legislativo, di sostegno alla formulazione di disposizioni, di strutturazione ed organizzazione del testo, di simulazione di aspetti dell'impatto normativo. Ha cercato in sostanza di:
a) coprire con funzioni informatiche di varia natura il maggior numero possibile di esigenze del normatore;
b) applicare varie tecniche elaborate in particolare dall'intelligenza artificiale e dalla linguistica computazionale;
c) riunire in un unico sistema strumenti nati per finalità diverse, andando verso la strategia dell'integrazione crescente delle tecniche informatiche, in sintonia con quanto avviene in ambito internazionale 10.
Per conto della Regione Friuli Venezia Giulia, il "Laboratorio progetti speciali" dell'Insiel, con sede a Gorizia, ha realizzato "Lexeditor". È un programma, che, oltre a funzioni analoghe a quelle di Lexedit, cui si è ispirato, permette anche la gestione contemporanea, a fronte, del testo del provvedimento modificante e di quello modificato. Completano il sistema altre procedure, autonome anche se complementari, sia per accessi più facili ed efficaci a banche dati, sia per valutazioni circa l'impatto della nuova legge sulla realtà regolata 11.
Presso il CIRFID (Centro Interdipartimentale di Ricerca in Informatica, Filosofia e Diritto) di Bologna sono state avviate iniziative legimatiche e in particolare è stato realizzato un sistema d'aiuto alla redazione dei testi normativi (IRI-AL), in collaborazione con esperti della Regione Emilia Romagna. Il sistema consente di redigere i provvedimenti legislativi, mediante un programma di videoscrittura specializzato, che agevola l'applicazione delle prescrizioni dettate dal Manuale di "Regole e suggerimenti per la redazione dei testi normativi" 12.
Si tratta di un prototipo realizzato presso l'Università di Tilburg e adottato in via sperimentale dal Ministero della giustizia olandese. È un sistema d'aiuto e consulenza al drafting legislativo ideato per l'accesso in modo sistematico alle "Raccomandazioni per la redazione delle leggi" olandesi, offrendo il supporto di basi di conoscenza strutturate. Presenta quattro funzioni principali:
Questi quattro sistemi si sono ispirati all'idea di un "ambiente informatico di normazione". Propongono ciascuno soluzioni originali ed approfondiscono aspetti diversi. Lexeditor ha sviluppato in particolare la connessione tra l'ambiente di normazione e i sistemi di documentazione, mentre IRI-AL ha dato soprattutto risposte interessanti alla redazione assistita (o "generazione") di particolari enunciati o disposizioni del testo normativo. Lexedit ha introdotto l'idea di uno strumento d'aiuto al drafting e costituisce punto di partenza verso la proposta di un "Ambiente di normazione" a supporto dell'intero processo legislativo.
Questo nuovo settore dell'informatica giuridica non è ancora sufficientemente emerso all'attenzione del mondo della ricerca a livello internazionale. Oltre al sistema LEDA abbiamo comunque notizia di alcuni progetti e prodotti. Un esempio è il sistema di aiuto al drafting di testi giuridici Justus, realizzato in Gran Bretagna 14, dove si prospettano altre iniziative. Negli USA, al di là dei noti lavori di Allen e Sprowl 15, che afferiscono alla legimatica solo parzialmente, si ha notizia di numerosi prodotti per la redazione agevolata di testi legali 16.
Dal 1991 il Manuale "Regole e suggerimenti per la redazione dei testi normativi", rappresenta un punto di riferimento imprescindibile non solo per la legistica, ma anche per la legimatica.
Con il volume "Elementi di legimatica" si è cercato d'illustrare come uno strumento informatico, ispirato ai primi prototipi realizzati, possa aiutare ad applicare le prescrizioni e le indicazioni contenute nel Manuale 17.
Alcune delle applicazioni informatiche qui prospettate richiedono un ambiente informatico evoluto, nel quale il software per la redazione delle leggi sia integrato con sistemi documentari. Tuttavia, la disponibilità di strumenti avanzati per la documentazione giuridica automatica non rappresenta un presupposto necessario per l'uso dell'informatica nell'attività legislativa. Molte funzioni informatiche per l'assistenza alla redazione delle leggi, in particolare le funzioni redazionali in senso stretto, attinenti alla confezione del testo, possono essere sviluppate anche con una dotazione informatica elementare (un personal computer isolato).
Il rigoroso rispetto delle prescrizioni del Manuale accresce la possibilità di ricorrere all'informatica nella documentazione giuridica e nell'applicazione del diritto. Ciò non significa, tuttavia, che la finalità della tecnica legislativa consista nella predisposizione delle condizioni dell'informatizzazione. Esigenze di chiarezza, rigore, ed uniformità (che si fondano, in ultima istanza, sul valore della certezza del diritto) debbono costituire gli scopi primari del redattore delle leggi. Quanto più questi scopi saranno realizzati, tanto più sarà possibile estendere l'uso dell'informatica in ambito giuridico.
1. Videoscrittura (Editore di testi normativi)
Dovrebbe essenzialmente trattarsi di un programma di word processing, con competenze specialistiche aggiuntive rispetto ai programmi di questo tipo in commercio. I sistemi di video scrittura sono strumenti di lavoro correnti anche nella Pubblica amministrazione e consentono di trasmettere da ufficio ad ufficio i testi su supporto magnetico anziché su carta. Funzionano con qualsiasi tipo di hardware e trasformano il computer in una macchina per scrivere in grado di svolgere facilmente e velocemente alcune operazioni impossibili o macchinose quando si scrive su carta. Tutte operazioni sono banali, ma di grande utilità per il trattamento di testi (come i provvedimenti legislativi) che passano attraverso una lunga serie di esami e riesami, da parte di organi collegiali, subendo correzioni, aggiunte, inserimenti, revisioni.
Il programma proposto, oltre ad agevolare la scrittura del testo e la sua correzione ortografica come fa qualunque word processor, dovrebbe svolgere altre quattro funzioni fondamentali:
- costituire una comoda scrivania elettronica, con strumenti di consultazione
linguistici e giuridici;
- effettuare un controllo di correttezza non solo ortografica, ma anche e soprattutto
tecnico-legislativa;
- agevolare la formulazione di espressioni standardizzate o standardizzabili;
- contribuire all'organizzazione del testo, sia formale sia sostanziale (o funzionale
che dir si voglia).
Lo sviluppo di tali programmi è possibile là dove le attività sono razionali, o razionalizzabili, e sufficientemente standardizzate. Lo sforzo del "legista" (esperto di tecnica legislativa) italiano, nel formulare il Manuale, ha reso possibile disegnare un software specifico.
2. Scrivania elettronica
La scrivania elettronica metterà a disposizione del redattore strumenti di lavoro e anche supporti di consultazione giuridica e linguistica. La composizione di questa piccola biblioteca elettronica potrà e dovrà adattarsi alle esigenze ed abitudini di lavoro di ciascun utente. Ci limiteremo quindi a questo proposito a dare alcune indicazioni orientative.
Le prescrizioni del Manuale, che concernono gli aspetti terminologici, si propongono di promuovere la chiarezza, la semplicità, la comprensibilità dei testi di legge, senza pregiudicare l'univocità e la precisione degli stessi (obiettivi primari della tecnica legislativa).
I dizionari informatizzati rappresentano il principale strumento terminologico del redattore legislativo. Tutti i dizionari rilevanti disponibili sul mercato (vocabolari della lingua italiana, thesauri, terminologie specialistiche, ecc.) debbono essere accessibili agevolmente al redattore, senza costringerlo ad uscire dall'ambiente informatico di redazione. È opportuno procedere alla preparazione dei seguenti tipi di dizionari informatici specializzati:
- Definizionario della legislazione. Un dizionario, che raccolga tutte le definizioni legislative, potrà contribuire considerevolmente all'uniformità e alla coerenza del linguaggio legislativo. La realizzazione e l'aggiornamento del definizionario potranno avvenire in connessione con l'attività di redazione assistita dall'elaboratore: il redattore alimenterà il dizionario qualificando enunciati del testo normativo come definizioni.
- Dizionario delle espressioni sconsigliate. Per accrescere la precisione terminologica del linguaggio legislativo, potrà essere utile un dizionario che contenga le espressioni da evitare nella scrittura dei testi normativi (in quanto imprecise, ambigue, desuete, ecc.). Il dizionario potrebbe altresì correlare le espressioni sconsigliate a sinonimi suggeriti in alternativa a tali espressioni (tale estensione trasformerebbe il dizionario in un thesaurus elementare).
Il dizionario delle espressioni da evitare potrebbe essere interrogato dal redattore, ma anche usato da procedure automatiche intese ad individuare i termini sconsigliati.
- Dizionari specifici. In molti casi è utile fornire al redattore elenchi di sigle, nomi, denominazioni di vario tipo. Il software dovrebbe consentire al redattore d'operare l'aggiornamento e la consultazione di tali elenchi e d'inserire i termini scelti nel testo in redazione.
- Dizionario del linguaggio della legislazione precedente. Potrà essere utile fornire un elenco di tutti i termini già usati nella legislazione precedente. Ciascun termine potrà essere collegato con l'indicazione del numero delle relative occorrenze e dei testi legislativi in cui compare. Tale dizionario potrà servire per un controllo automatico della presenza nel testo di termini nuovi o poco usati. L'assenza di un termine nella legislazione precedente potrà indurre il redattore a riflettere sulla scelta terminologica compiuta e, se possibile, a scegliere un termine diverso, che già appartenga al linguaggio legislativo, o a fornire la definizione del nuovo.
- Thesaurus del linguaggio legislativo. Il dizionario delle espressioni sconsigliate potrà essere esteso in un thesaurus che comprenda, oltre alla relazione di preferenza (sinonimia) anche altre relazioni terminologiche (gerarchia, associazione, ecc.). Un thesaurus del linguaggio legislativo potrà servire al redattore per ricerche terminologiche, ed anche a procedure automatiche per valutare, ad esempio, l'omogeneità terminologica dei testi legislativi.
- Correttori ortografici: i correttori ortografici sono programmi informatici che individuano i vocaboli scritti con grafia errata, confrontando ogni parola contenuta nel testo con un dizionario della lingua italiana. Quando il correttore trova un'espressione non contemplata nel dizionario, la segnala all'utente e indica i vocaboli più vicini a quell'espressione.
In ambito legislativo si possono prospettare peculiari applicazioni delle tecnologie del controllo ortografico. Ad esempio, il linguaggio dei testi di legge si potrà controllare attraverso un vocabolario legislativo comprendente i vocaboli usati nella legislazione fino ad oggi, o solo quelli usati con una certa frequenza. In questo modo saranno segnalati non solo gli errori, ma anche le innovazioni terminologiche introdotte nelle leggi. Spetterà poi sempre al draftsman stabilire se il nuovo vocabolo è necessario per esprimere un nuovo concetto o per ottenere una maggiore precisione, o se invece, è un inutile sinonimo di un termine già in uso nel linguaggio legislativo.
- Correttori sintattici. I correttori sintattici sono programmi che verificano il rispetto delle regole relative alla strutturazione della frase. I correttori sintattici per la lingua italiana, disponibili sul mercato, non sono in grado di tener conto di tutte le regole della nostra sintassi, ma segnalano alcuni errori (concordanza tra soggetto e verbo, tra nome e aggettivo, ecc.). Correttori sintattici più avanzati (seppure ancora limitati) esistono per la lingua inglese. Tuttavia, le conoscenze teoriche e i metodi di elaborazione della linguistica computazionale possono consentire di realizzare analizzatori sintattici sufficientemente completi, affidabili, efficienti per una parte rilevante delle regole della lingua italiana. I controlli sintattici possono infatti variare da alcune semplici verifiche sull'uso della punteggiatura per la suddivisione delle frasi e dei periodi al ben più complesso accertamento del rispetto delle regole sulla costruzione della proposizione e del periodo.
Per quanto attiene alle ambiguità sintattiche, la linguistica offre metodologie per analisi intese a stabilire se ad un testo siano ascrivibili più interpretazioni sintattiche alternative, a causa dell'ambiguità nell'uso delle congiunzioni, delle preposizioni, dei riferimenti anaforici, ecc. Tuttavia, altre indagini sono necessarie per valutare la concreta fattibilità (anche sotto il profilo dei costi e dei benefici) di strumenti per l'analisi automatica delle ambiguità sintattiche dei testi legislativi.
- Analizzatori stilistici. Non è certo realizzabile (e forse nemmeno consigliabile) un programma in grado di redigere testi normativi "in bello stile". È utile invece una procedura che individui strutture sconsigliate (ad esempio, inutilmente complesse, ridondanti, prive di significato), e faciliti l'intervento dell'utente, quando lo ritiene utile.
- Dizionari giuridici specializzati. Non esistono a tutt'oggi dizionari giuridici su supporto informatico. Tuttavia, lo sviluppo di tali dizionari non presenta problemi informatici, ma linguistici per individuare e definire i termini giuridici (i vocaboli che assumono accezioni peculiari nel discorso giuridico). Una prima forma di dizionario giuridico informatizzato potrà essere il "definizionario legislativo". L'uso del definizionario potrà aiutare l'attività definitoria del legislatore, fondamentale per la precisione e la coerenza delle leggi.
Possiamo consultare i dizionari cartacei sfogliandone le pagine o mediante indici. Con i dizionari "informatici" possiamo compiere ricerche "per profilo", che fanno riferimento, cioè, non al definendum, ma al definiens: la chiave d'accesso diventa l'intero testo, o una parte di questo, e il risultato consiste nell'evidenziare sullo schermo tutte le parole che, secondo il dizionario consultato, contengono un particolare attributo, profilo o caratteristica (vocaboli già oggetto di definizione legislativa, arcaici, dialettali, ecc.). I dizionari informatizzati, inoltre, consentono all'utente aggiornamenti ed integrazioni. Specifiche forme d'aggiornamento potranno essere previste per i definizionari legislativi. Ad esempio tutte le espressioni, qualificate dal redattore come definizioni, potranno essere inserite automaticamente nel definizionario.
- Thesauri. I thesauri sono lessici strutturati che organizzano i termini di un settore disciplinare secondo relazioni di vario tipo, che tradizionalmente sono quelle di gerarchia (iperonimia), sinonimia, e generica associazione di significato. Vedremo che si tratta di strumenti disponibili su supporti informatici che offrono una vasta gamma di soluzioni.
3. Documentazione
Essa si realizzerà con il perfezionamento dei collegamenti alle basi dati. L'utente sarà assistito nella formulazione delle richieste, nell'uso dei relativi codici e nella valutazione delle risposte. Si tratterà di mettere a disposizione del normatore un'interfaccia intelligente o, in altre parole, un sistema esperto su aspetti della documentazione legislativa automatica.
Ogni nuova legge viene ad inserirsi nel corpus delle leggi preesistenti, con le quali entra in complessi rapporti. Causa principale d'incertezza nella produzione e applicazione della norma è proprio la difficoltà di combinare le prescrizioni che si susseguono nel tempo.
L'accesso "intelligente" a basi dati e, in particolare, alla banca dati della legislazione vigente, potrà essere strumento fondamentale per risolvere queste incertezze.
Ai fini dell'individuazione delle funzioni informatiche da realizzare è opportuno distinguere tra attivazione del collegamento ed interrogazione.
3.1. Attivazione del collegamento e interrogazione
A questo fine sarà sicuramente utile predisporre la selezione, tramite menù, della base-dati cui accedere. Il sistema dovrà, quindi, collegarsi e aprire una finestra dalla quale l'utente possa interrogare la base-dati.
Idealmente sarebbe preferibile che il sistema consentisse l'uso di un'interfaccia uniforme e, meglio ancora di un unico linguaggio per interrogare tutte le banche dati collegate. Si tratta tuttavia di un compito di tale impegno che meriterebbe un apposito progetto. Inoltre andrà definito il coordinamento con altri progetti, oggi in corso, e in particolare con le ricerche volte a costituire un linguaggio d'interrogazione unificato per le basi di dati giuridiche a livello, sia nazionale, sia comunitario.
3.2. Attivazione automatica di interrogazioni standardizzate.
Più semplice sarà seguire una via già percorsa da altri sistemi documentari. Si potrà automatizzare alcune query standard sui database, in pratica quelle interrogazioni che il redattore esegue nella gran maggioranza dei casi. Si tratterà, presumibilmente, delle richieste di reperimento dei testi legislativi oggetto di citazione o rinvio, o di ricerca di tutti i testi contenenti un certo vocabolo (in modo da fare anche una ricognizione di tipo linguistico sulla coerenza del suo uso rispetto alla legislazione precedente). Lo strumento ideale prevederà la possibilità di selezionare un determinato riferimento normativo o un determinato vocabolo e attiverà direttamente, con un unico comando, l'interrogazione per recuperare i testi oggetto del riferimento, o che contengono il vocabolo in più basi-dati.
3.3. Strumenti di "navigazione"
Tali strumenti sono però spesso insufficienti per districarsi nel labirinto delle norme, seguirne la trasformazione nel tempo, rilevarne incongruenze ed effetti indesiderati, o per comprendere il collegamento della legge con altre norme. L'ambiente di normazione dovrà mettere a disposizione uno strumento per penetrare e muoversi agilmente nella legislazione, "navigando" tra i testi mediante i loro riferimenti. Si tratta d'organizzare il materiale normativo in modo tale da rendere disponibile tutta la legislazione vigente e individuare tutti i richiami ad altre norme con riferimento, sia alle diverse fasi procedurali, sia alle diverse versioni succedutesi. Mediante un'analisi giuridica a monte, possono essere evidenziati e poi trasformati in strumenti di "navigazione" i riferimenti normativi, sia attivi, sia passivi, sia espliciti, sia impliciti (tali differenze dovranno essere assolutamente evidenti e trasparenti).
Essenzialmente i sistemi di questo tipo si propongono di fornire all'utente la normativa non solo storica, ma anche vigente, in altre parole nella versione che risulta dall'applicazione delle modifiche susseguitesi nel tempo (abrogazioni, deroghe, sostituzioni, integrazioni, ecc.). Essi consentono di "navigare" negli archivi legislativi e la loro fattibilità e convenienza sono dipendenti dalla quantità di leggi coinvolte.
3.4. Informazione sull'iter legislativo
Per informazione intendiamo qui le notizie sul processo di produzione normativa, mentre la documentazione fornisce al normatore dati sulle leggi,. Ci si riferisce a qualunque informazione su attività e attori legislativi. Strumenti di tal genere dipendono dal grado d'avanzamento raggiunto dall'organizzazione e automazione degli uffici che si occupano del processo legislativo. Dove questa è particolarmente sviluppata, è possibile predisporre conseguenti strumenti informativi, in grado di fornire al legislatore notizie di qualunque tipo circa il processo normativo. Si tratterà d'integrare e collegare strumenti di office automation a programmi di supporto alla preparazione e redazione di atti normativi.
Di particolare interesse ci sembra il conoscere la posizione nel tempo (in quale fase si trova) e nello spazio (presso quale organo) di una determinata proposta normativa, nel corso del suo iter: dalla presentazione del relativo progetto, alla pubblicazione della legge. Inoltre l'accesso all'iter di formazione e approvazione potrà agevolare anche il processo decisionale, permettendo un'interpretazione più approfondita del testo sulla base delle versioni che si sono succedute.
Strumenti di questo tipo esistono già. Si tratterà di renderli disponibili nella fase di drafting.
4. Partizioni e strutturazione "formale", "gerarchica" e "funzionale" del testo
La Commissione Barettoni affrontò il tema della strutturazione dei testi legislativi. Rilevò come nella legislazione italiana, specialmente in quella più recente, non sia raro imbattersi in veri e propri mostri di tecnica legislativa: articoli contenenti decine di commi, di lunghezza pari ad alcune pagine, commi divisi in lettere, lettere divise in numeri, commi contenuti in lettere e numeri, ecc.
I rimedi principali proposti dalla Commissione sono i seguenti:
(a) la numerazione dei commi, che oltre ad agevolare l'individuazione dei singoli
commi, induce il redattore a spezzare articoli eccessivamente lunghi;
(b) l'intitolazione degli articoli, che spinge i redattori verso l'omogeneità
contenutistica;
(c) i limiti alla lunghezza degli articoli e dei commi.
Secondo la Commissione, i rimedi appena indicati sarebbero dovuti essere esplicitamente prescritti da una legge ordinaria.
La strutturazione dell'atto normativo è stata poi regolata dalla Circolare emanata nel 1985 da Camera, Senato, e Presidenza del Consiglio.
Il Manuale riprende in modo organico ed articolato la problematica della strutturazione dei testi legislativi, sviluppando le esperienze precedenti.
Si possono distinguere tre profili per meglio intendere le prescrizioni in materia.
1. Strutturazione formale: la distinzione tra il "corpo della legge" che contiene le disposizioni normative (le prescrizioni destinate ad innovare l'ordinamento giuridico, con i relativi allegati) e le "informazioni sulla legge" (indicazioni che identificano l'atto normativo e lo collocano nell'ambito del sistema delle fonti: data di promulgazione dell'atto, fonte cui esso appartiene, ecc.).
2. Strutturazione gerarchica: l'organizzazione del corpo della legge nelle partizioni gerarchiche tradizionali (parte, titolo, articolo, comma, ecc.).
3. Strutturazione funzionale: la suddivisione del corpo della legge in enunciati che svolgono funzioni distinte (finalità, definizioni, disposizioni sostanziali, disposizioni sanzionatorie, ecc.).
La strutturazione del testo normativo, nelle tre forme appena indicate risponde a molteplici esigenze.
a. Induce il redattore ad uno sforzo in direzione di chiarezza e coerenza.
b. La suddivisione del testo in porzioni ben definite, sotto i profili formali
e contenutistici, potrà consentire l'uso di strumenti generativi.
c. Un testo strutturato agevola il lettore, sia nell'individuazione delle porzioni
d'interesse, sia nell'interpretazione di queste.
d. I testi strutturati potranno essere oggetto di ricerca su sistemi di documentazione
automatica mediante interrogazioni selettive che utilizzino la strutturazione
di quei testi.
È opportuno realizzare una gestione informatica della struttura gerarchica dei testi normativi. Anche a questo riguardo, l'approccio più promettente è quello generativo con strumenti che consentano d'organizzare il testo durante la redazione. La strutturazione generativa non solo garantisce il rispetto delle prescrizioni del Manuale, ma agevola l'attività del redattore, che può individuare e manipolare i blocchi di testo strutturalmente distinti. Si tratta di una funzione disponibile nei migliori programmi per l'elaborazione di testi (dove viene, di solito, denominata con il termine inglese outlining, variamente tradotto in italiano) e che consente non solo d'individuare facilmente le componenti del testo (capitoli, paragrafi, sottoparagrafi, ecc.), ma anche di manipolarle come oggetti unitari.
Tale funzione dovrà essere adattata alla peculiare struttura dei testi di legge. Le procedure informatiche per la strutturazione dei documenti normativi dovranno:
- consentire al redattore di qualificare le parti del testo (inserito o da
inserire) mediante il rispettivo ruolo gerarchico (parte, titolo, capo articolo,
comma, lettera, ecc.), e provvedere quindi a predisporre automaticamente il
formato opportuno (tipo di carattere, rientro, ecc.);
- inserire le intitolazioni previste per le varie partizioni (ad esempio, Art.,
Titolo, ecc.) e la relativa numerazione;
- affrontare situazioni anomale, come l'inserimento successivo di nuove partizioni,
che vengano ad inserirsi tra le precedenti (un nuovo articolo, comma, ecc.),
eseguendo automaticamente la riorganizzazione e rinumerazione dell'intero testo.
Nella redazione di un nuovo testo gli strumenti generativi sono preferibili ai controlli successivi. Questi ultimi rappresentano, invece, l'unica soluzione quando il draftsman deve intervenire su un testo prodotto all'esterno dell'organo legislativo. Tali casi sono frequenti, poiché il potere di presentare proposte di legge compete formalmente, oltre che ai membri dell'organo legislativo, anche all'esecutivo, ai cittadini, e ad altri soggetti. Nella realtà poi la redazione del provvedimento legislativo avviene in sedi ancor più frammentate ed ancor meno individuabili. Infine, spesso le nuove leggi nascono dalla rielaborazione di normative vigenti (specie in ambito regionale, dove sono spesso ripresi provvedimenti già proposti o adottati in altre Regioni).
Questa situazione rende opportuna la diffusione del software legimatico anche presso i soggetti che esercitano l'iniziativa legislativa (in particolare l'esecutivo). Quando non vi sarà modo di ottenere un testo già correttamente composto, sarà necessario predisporre strumenti in grado di attribuire al testo in modo (semi)automatico la strutturazione corretta. Tali strumenti dovranno proporsi di rendere meno oneroso il lavoro d'organizzazione formale che, in ogni caso, compete (o dovrebbe competere) ai funzionari dell'organo legislativo.
Anche per alcuni dei suggerimenti non puramente formali dettati dal Manuale, a questo proposito (ad esempio il richiamo alla brevità degli articoli), sarà facile predisporre strumenti di controllo automatico.
Il Manuale affronta il tema della strutturazione funzionale sotto due profili connessi:
- l'individuazione delle diverse funzioni svolte dalle disposizioni contenute
nei documenti normativi;
- la strutturazione dei testi di legge in parti che riuniscano gli enunciati
dotati di caratteristiche funzionali simili. È un'organizzazione opportuna soprattutto
nei provvedimenti intesi a stabilire la disciplina organica di una determinata
materia.
La classificazione funzionale delle disposizioni di un testo normativo si può ottenere in modi diversi, che rispondono a diverse finalità:
- Alle disposizioni già redatte, a prescindere dalla loro posizione nel testo, il redattore (o un documentalista che intervenga sul testo già redatto) potrà attribuire particolari qualifiche funzionali. In quest'ipotesi la strutturazione funzionale resta esterna al testo normativo (e quindi irrilevante a fini interpretativi), pur essendo utilizzabile a fini documentari. La qualificazione funzionale dei singoli enunciati del testo legislativo è qui vista come un elemento informativo. Tale elemento, una volta registrato nel database legislativo, potrà consentire di realizzare nuove forme di ricerca (ad esempio, ricerche intese a selezionare gli enunciati caratterizzati da una particolare funzione: definizioni, sanzioni, ecc.), o di produrre speciali archivi ausiliari (come il già ricordato definizionario).
- Il testo potrà essere redatto grazie ad un modello che proponga la suddivisione del documento legislativo in partizioni successive, ciascuna destinata a contenere le prescrizioni che svolgano una particolare funzione (ad esempio, nell'ordine suggerito dal Manuale: finalità, definizioni, ecc.). Questa suddivisione, oltre che utilizzabile a fini documentari, potrà aiutare l'interprete a cogliere il significato del testo, così come risulta dalle connessioni tra gli enunciati.
- Strumenti generativi potranno consentire di produrre, secondo modelli prestabiliti, disposizioni caratterizzate da determinate funzioni (definizioni, disposizioni sanzionatorie, disposizioni modificatrici, ecc.). In quest'ultima ipotesi le qualificazioni funzionali implicite nell'uso degli schemi generativi si tradurrebbero in precise caratteristiche strutturali delle singole disposizioni, che verrebbero a conformarsi a schemi-tipo corrispondenti alle loro funzioni. Ad esempio, una volta individuato uno schema per la redazione delle disposizioni di tipo definitorio, tutte le definizioni prodotte in modo semiautomatico potranno uniformarsi a tale schema, lasciando in ogni modo al redattore ampia discrezionalità. L'uso di strumenti generativi, oltre ad offrire la possibilità di usare le qualifiche funzionali a fini documentari, consentirà d'accrescere la precisione, l'uniformità, e il rigore dei testi normativi.
Dalla combinazione:
- della struttura formale (con le relative procedure informatiche per la redazione
delle indicazioni accessorie che accompagnano il testo normativo);
- della struttura gerarchica (con le procedure per la divisione del testo nelle
partizioni gerarchiche);
- della struttura funzionale (con le procedure per la qualificazione funzionale
degli enunciati e per la redazione di enunciati caratterizzati funzionalmente),
deriva un primo, elementare, modello concettuale del testo di legge gestito dall'elaboratore.
Tale modello potrà essere guida attiva per il redattore e costituire l'ossatura nella quale organizzare i contenuti dell'atto. Offre anche alcuni strumenti per redigere l'atto e codificarlo in strutture riconoscibili dall'elaboratore. Accanto ad un modello (o, meglio, più modelli) per i testi legislativi, si possono proporre modelli per altri tipi di provvedimenti (regolamenti, delibere, ecc.).
In questa prospettiva, i prodotti e i prototipi informatici presentati più avanti vanno considerati come prime e timide realizzazioni di un progetto ambizioso per lo sviluppo di modelli concettuali dei testi normativi.
5. Funzioni generative di formule e di proposizioni strutturalmente standardizzate
Saranno realizzabili programmi informatici secondo le due direzioni già viste: (a) strumenti "generativi" da impiegare durante la redazione del testo; (b) strumenti per il controllo del testo redatto.
In generale, gli strumenti generativi sono più efficaci nella redazione di espressioni standard. Consentono, infatti, di ottenere subito il risultato desiderato, e agevolano il redattore, fornendo, informazioni specifiche (termini, formule, ecc.) da inserire in tali espressioni (ad esempio, il titolo della legge citata) e predisponendo strutture sintattiche uniformi. Tuttavia, questi strumenti presuppongono che il redattore - per formulare ogni espressione standard - interrompa la digitazione del testo, attivi la funzione competente per tale espressione, e fornisca al sistema le informazioni eventualmente necessarie. Quindi, tali strumenti sono antieconomici nella redazione di espressioni brevi, semplici, o d'uso molto comune. In questi casi è preferibile non interrompere la scrittura del testo e provvedere, invece, ad un controllo successivo.
Nella predisposizione del software legimatico sarà importante aver presenti entrambe le possibilità (la generazione del testo e il suo controllo successivo) e preferire l'una o l'altra, secondo il tipo d'intervento. In certe situazioni sarà opportuno costruire strumenti informatici che offrano al redattore entrambe le scelte.
Le tecniche di controllo offrono strumenti per la valutazione del testo a posteriori, in base alle regole elaborate dai tecnici della legislazione, mentre con le procedure generative s'introduce nel sistema un'attitudine propositiva.
Laddove le regole di redazione trattano in modo univoco la formulazione di espressioni normative standardizzate, sarà possibile e proficuo fornire al normatore una serie di strumenti per guidarlo, o quantomeno assisterlo, con autorevolezza e trasparenza nella stesura di una formula giuridica. Ciò diviene ancora più utile se l'utente è ancora inesperto in materia di tecnica legislativa.
Si possono ipotizzare due diverse strategie:
a) produrre direttamente formule giuridiche, basandosi su un modello prestabilito
e dopo un accurato dialogo con l'utente.
b) offrire al normatore un formulario da consultare, cui ispirarsi e da cui
poter prelevare espressioni da copiare nel testo.
La seconda soluzione, più semplice, è idonea solo nei casi in cui l'espressione o formula in questione è fissa e non contiene (o contiene parzialmente) elementi variabili.
Il primo approccio, quello generativo, è più complesso, ma praticabile quando la standardizzazione delle espressioni coinvolte è sufficiente.. Si tratterà d'individuarne la struttura e gli elementi costitutivi degli enunciati, progettando poi uno "schema espressivo" adeguato. Citazioni, clausole d'abrogazione, modifica, ecc., norme condizionali, enumerazioni, sembrano prestarsi particolarmente ad interventi di questo genere.
Funzioni semiautomatiche di redazione del testo, come quelle appena illustrate, non pongono soverchi problemi per la realizzazione del relativo programma. Il loro impiego potrà però rivelarsi, in certi casi, macchinoso e controproducente. Ad esempio nella scrittura di formule particolarmente semplici, tale procedimento automatico finirebbe per costituire un fastidioso intralcio al lavoro di redazione. Diverso è il caso di formule complesse, dove la procedura generativa potrà inglobare e mettere a disposizione del redattore una notevole quantità di "conoscenza" tecnico-legislativa. Inoltre l'adozione di strumenti di questo tipo consentirebbe, tra l'altro, notevoli progressi nell'uniformità e nel rigore della formulazione dei testi.
Abbiamo parlato impropriamente di generazione, ma solo allo scopo di avvicinare il lettore a tale concetto. Si tratta in definitiva di un continuum, che va da tecniche elementari a tecniche complesse, per la costruzione semiautomatica di proposizioni in linguaggio naturale. Si passa dal semplice assemblaggio di espressioni fisse prestabilite e variabili (ottenute dal dialogo con altri programmi), alla generazione vera e propria. La procedura si configura come un sistema esperto che, basandosi su un modello, e acquisendo conoscenze esterne al modello stesso, riesce a costruire testi in linguaggio naturale. Si tratta di un tema di ricerca fra i più interessanti e promettenti della linguistica computazionale. La prima condizione di successo risiede nella possibilità di operare in campi applicativi, dove la modellizzazione dell'enunciato già s'intravede o è facilmente raggiungibile.
Un editore specializzato nell'aiuto alla redazione di testi normativi potrà agevolare il rispetto delle regole formali di organizzazione del testo e l'uso corretto del lessico tecnico giuridico. Ciò fatto, testi legislativi depurati da orpelli inutili e, a volte, dannosi, potranno rivelarci che i modelli di enunciati normativi non sono così imprecisi, oscuri, complessi e imprevedibili come ce li fanno ritenere una lettura, forse poco attenta o forse prevenuta.
Prodotti e strumenti per la redazione delle leggi
Grazie ai primi prototipi progettati ed al lavoro del gruppo "Drafting e analisi di fattibilità, sono in grado di descrivere brevemente programmi e procedure, che svolgono alcune delle funzioni d'aiuto al drafting, appena descritte. Sono strumenti nati (o in costruzione) per questo scopo, oppure realizzati per la documentazione automatica e l'office automation o ancora sviluppati nell'ambito delle applicazioni dell'intelligenza artificiale al diritto. Possono in ogni modo costituire moduli integrati dell'editore di testi legislativi, conservando la loro autonomia e la massima adattabilità e flessibilità alle varie esigenze e situazioni d'uso.
Non è necessario disporre di tutti questi moduli contemporaneamente e sappiamo bene che esistono, o si possono sviluppare, altri strumenti per svolgere le stesse funzioni in modo diverso o altre funzioni. Lo scopo è quello di proporre un prototipo, che contenga alcune procedure operative, ma che soprattutto possa configurare una specie di contenitore standard per sistemi in via di attuazione, suggerendo l'uso di programmi sempre integrabili e coordinabili.
Illustrerò brevemente questi programmi, cercando d'inquadrarli nello schema tracciato nel paragrafo precedente
1 Videoscrittura
Word processing. È stato proposto da più parti l'uso di WORD PER WINDOWS nella versione più avanzata, in quanto WP evoluto, flessibile, integrabile con altri programmi e molto diffuso in ambiente MS-DOS. Altri sistemi di videoscrittura sono ugualmente flessibili e potenti È comunque importante garantire la massima trasferibilità dei dati da e per altri editori di testi (sia in ambiente MS-DOS, sia in altri ambienti per PC o mainframe).
Forse è più costosa e complessa la progettazione di un WP ad hoc: potrebbe essere uno strumento, nell'immediato, più completo e mirato, ma presentare maggiori problemi di aggiornamento e d'integrazione con gli strumenti esistenti e con nuovi prodotti.
Menù principale o front end. Si può utilizzare un menù con sistema c.d. a tendine e finestre, come quello realizzato per il prototipo LEXEDIT2 (vedi fig. 2) ed ormai diffuso per una vasta gamma di applicazioni. Il menù principale potrà a sua volta consentire l'accesso ai vari strumenti a disposizione, compreso il WP (vedi il sistema LEDA), oppure si aggiungeranno bottoni e finestre al menù dell'editore fino a trasformarlo in front end dell'intero sistema.
Gestione testi a fronte. Gli attuali WP consentono di gestire, contemporaneamente su video, due testi affiancati: ad esempio la legge vigente che si vuole modificare ed il progetto che la modifica.
Anche LEXEDITOR, realizzato in ambiente Windows, offre il trattamento simultaneo di due testi su colonne affiancate e consente l'allineamento automatico dei due testi a livello di articolo-comma (scrolling). Provvede anche alla fusione dei due testi e alla creazione di un nuovo testo, composto dalla prima versione del documento integrato con le modifiche apportate dalla seconda.
Correttori ortografici standard. I correttori ortografici individuano i vocaboli scritti con grafia errata, confrontando ogni parola contenuta nel testo con un dizionario della lingua italiana. L'Istituto per la documentazione giuridica ha messo a punto un segnalatore d'errori, SIGNER 18, particolarmente puntuale nel controllo ortografico dei testi giuridici perché basato su un dizionario ricavato dall'analisi automatica di documenti legali.
I correttori ortografici oggi corredano tutti i sistemi di videoscrittura. Forniscono suggerimenti e aiuti per la correzione e sono in grado di segnalare anche:
- errori nella punteggiatura come mancanza del punto a fine capoverso, errata
inclusione di spazi tra segno d'interpunzione e parola, puntini di sospensione
in numero diverso da tre, ecc.;
- la mancata chiusura o la presenza scompagnata di parentesi e virgolette;
- la mancanza della lettera maiuscola dopo il punto fermo, errori di battitura
come maiuscole raddoppiate o anomale;
- la ripetizione di una parola due volte di seguito;
- errori nella sillabazione per la divisione delle parole a fine rigo;
- numeri scritti in cifre anziché in lettere. All'interno di un testo è infatti
preferibile scrivere i numeri in lettere, specie quelli inferiori a cento, utilizzati
come aggettivi quantitativi.
Questi correttori possono segnalare, con semplici integrazioni, anche la presenza di altri segni tipografici sconsigliati nei testi legislativi come l'asterisco (*), la barretta (/), il simbolo di paragrafo (§), le parentesi quadre, ecc.
Correttori ortografici tecnico-legislativi. Il programma Marka 19 (oggetto di una relazione in questo convegno) ed, in via sperimentale, Lexedit1 20 e Lexeditor consentono di verificare la presenza, l'esatta successione e scrittura della numerazione di articoli, commi e delle altre partizioni del testo legislativo.
Esistono procedure per l'individuazione e il controllo della correttezza formale dei riferimenti normativi, delle sigle e abbreviazioni che segnalano date e citazioni improbabili o impossibili (ad es. legge 32/13/134, n. 17.000) 21 o inesistenti ed anche sigle o abbreviazioni mai usate, poco conosciute o scritte in modo scorretto. Ad esempio il sistema di controllo dei documenti giuridici immessi nella banca dati DOTTR, prodotta dall'IDG e distribuita dalle reti Cassazione e Camera, dispone di un semplice programma che individua sigle ed abbreviazioni usate nei documenti e le confronta con una lista di quelle ammesse.
Controllo lessicale, sintattico, stilistico standard e tecnico legislativo. Un buon editore di testi dispone di funzioni per segnalare ed aiutare la correzione:
- di parole logore e abusate, termini volgari, complicati, parole straniere,
parole dialettali, neologismi e arcaismi, parole ridondanti o inutili perché
già espresse da altra parola o concetto nella frase;
- dell'uso errato o improprio di articoli, preposizioni, congiunzioni, avverbi,
pronomi, aggettivi qualificativi, numerali, comparativi e superlativi;
- della doppia negazione;
- dell'uso improprio o errato di tempi e modi dei verbi;
- dell'uso eccessivo o scorretto di verbi servili e ausiliari, di verbi malformati
mutuati dal gergo burocratico o da altri gerghi o erroneamente adattati da lingue
straniere;
- l'uso eccessivo di forme verbali passive che appesantiscono la frase;
- ripetizione della stessa parola all'interno di una frase;
- frasi eccessivamente lunghe (l'utente può decidere la lunghezza, in parole,
delle frasi da segnalare) e frasi formulate in maniera poco leggibile;
- mancata concordanza in genere e numero fra articoli, preposizioni articolate,
aggettivi, pronomi e sostantivi;
- mancata concordanza in genere e numero fra verbo e soggetto;
- frasi che non contengono il verbo o con soggetto implicito o frasi collegate
in modo errato (congiunzione mancante o scorretta, punteggiatura sbagliata);
- mancanza di concordanza nei tempi verbali tra proposizioni principale, coordinate
e subordinate.
L'editore può offrire anche una serie di statistiche che aiutano a valutare la comprensibilità e leggibilità del documento:
- numero di caratteri, parole, frasi, paragrafi dell'intero documento o di
parte di esso;
- la media di caratteri per parola, sillabe per parola, parole per frase, frasi
per paragrafo;
- la percentuale di parole fondamentali, comuni, meno diffuse presenti nel testo,
basandosi su dizionari di frequenza o indagini sull'uso delle parole come quelle
svolte da Bortolini, Tagliavini e Zampolli 22, De Mauro 23
ed altri;
- il calcolo di indici di leggibilità con formule come Flesch, Kincaid, Dale
Chall 24 che forniscono valori che sono espressione sintetica
dei dati statistici appena ricordati o che si basano su altre analisi linguistiche
quantitative.
All'inizio degli anni ottanta programmi come WRITERS WORKBENCH e CLARIFY 25 disponevano di alcune di queste funzioni per la lingua inglese. Oggi editori come WORD 6.0 PER WINDOWS svolgono controlli di questo tipo in modo più completo, rapido e di facile uso, anche per la lingua italiana.
Grazie a queste procedure di analisi linguistica ed a procedure come Marka e Lexedit, in grado di individuare e "marcare" le partizioni del testo normativo, è sufficiente un minimo sforzo per ottenere alcune statistiche sulla struttura del testo legislativo, utili a valutarne la buona formulazione e la comprensibilità. Lo stesso utente potrà integrare il programma per avere informazioni quali:
- numero di articoli per provvedimento legislativo;
- numero di commi per articolo;
- numero di lettere per comma;
- numero di numeri per lettera;
- numero di periodi, per articolo, per comma o sottopartizioni;
- numero di parole, sillabe, caratteri per articolo, comma, lettera e numero.
2. Libreria di redazione
Dizionari generali I dizionari della lingua italiana Ed altri strumenti di consultazione linguistica (dizionari dei sinonimi, dizionari tecnici, di altre lingue, ecc).su CD-ROM sono oggi distribuiti da molte case editrici ed hanno già una diffusione consistente. A titolo d'esempio citiamo "Lo scaffale elettronico Dizionari" su CD-ROM, distribuito dalla Casa editirice Zanichelli che è la versione su supporto magnetico di una serie di dizionari e manuali editi dalla casa bolognese. Comprende: N. Zingarelli, "Il nuovo Zingarelli minore. Vocabolario della lingua italiana". G. Pittano, "Sinonimi e contrari. Dizionario fraseologico delle parole equivalenti analoghe e contrarie". G. Ragazzini, A. Biagi, "Il nuovo Ragazzini/Biagi concise. Dizionario inglese-italiano italiano-inglese". R. Boch, "Il Boch minore. Dizionario francese-italiano italiano-francese". Virginia Browne, "Odd Pairs and False Friends. Dizionario di false analogie e ambigue affinità tra inglese e italiano". "Les faux amis aux aguets. Dizionario di false analogie e ambiguità fra francese e italiano" ed "Il manuale di stile".
Dizionari legislativi e giuridici. Non abbiamo notizia di dizionari di termini giuridici né di dizionari di definizioni legislative su supporto magnetico. Citiamo comunque due strumenti che potrebbero essere un'utile base per facilitare l'estrazione da un corpus normativo dei termini propri del linguaggio legislativo e delle relative definizioni.
L'Istituto per la documentazione giuridica ha memorizzato gli spogli preparatori per la creazione di un dizionario storico-giuridico. Si tratta di alcune migliaia di termini registrati con il contesto in cui compaiono in testi legislativi antichi ed attuali. Possono già costituire un utile strumento di consultazione su PC e la base per un dizionario della legislazione vigente e passata.
L'Istituto di linguistica computazionale del CNR ha costruito un data base testuale (DBT) 26 con un linguaggio d'interrogazione che fornisce, per ogni termine, il numero di frequenza ed altre procedure per l'analisi testuale, utili all'individuazione dei contesti ed all'estrazione di termini tecnici o molto diffusi, di uso raro, ecc.
Thesauri Anche questo strumento viene fornito con i migliori word processing e può essere facilmente usato per la ricerca di sinonimi, termini più appropriati e per una generale verifica del lessico durante la redazione del testo.
Tra i thesauri giuridici possiamo ricordare il thesaurus del sistema ITALGIURE-FIND 27 della Suprema Corte di Cassazione, che copre tutto il linguaggio giuridico, e il thesaurus THES-BID 28 in materia di informatica giuridica e diritto dell'informatica, realizzato presso l'IDG.
Ipertesti. Al sistema di videoscrittura si collegano guide e strumenti di consultazione che hanno caratteristiche simili a quelle dell'help di programma e, generalmente, struttura ipertestuale. In altre parole offrono la possibilità di una consultazione non sequenziale, ma attraverso indici e legami che permettono di "navigare" all'interno del testo, secondo collegamenti concettuali o di altro tipo. Il lettore può stabilire, di volta in volta, questi link fino a reperire più informazioni associate e coordinate 29.
Tre tipi d'ipertesti possono essere particolarmente utili al draftsman.
a. Ipertesti, come IPERINFLEX, per la ricerca e la consultazione delle regole, suggerimenti e documentazione di tecnica legislativa.
b. Ipertesti per la consultazione rapida e molto flessibile ed amichevole del proprio dominio normativo di riferimento. Ad esempio l'ufficio legislativo di un assessorato regionale all'ambiente dovrebbe avere sulla propria "scrivania elettronica" un Ipertesto come HYPERLAW,30 che consente di "navigare" nella legislazione ambientale e nella relativa documentazione di settore (sentenze, articoli di dottrina giuridica, dati ed informazioni sull'inquinamento ambientale, ecc.).
c. Check list 31 ipertestuale, che lo stesso redattore può crearsi, per controllare la sequenza delle attività nella stesura del progetto di legge, sia di natura procedurale (è stato acquisito il parere della Commissione X?), sia di natura più strettamente testuale (è stato correttamente inserito l'allegato?), sia di analisi di fattibilità (esiste copertura amministrativa?), ecc.
Gli ipertesti consentono anche d'importare, con operazioni di "taglia e incolla" molto funzionali, porzioni di documento, formule, espressioni nel testo in redazione. Costituiscono quindi anche uno strumento generativo di primo livello come vedremo nel paragrafo in cui è descritto IPERINFLEX.
3 Documentazione
Banche dati, sistemi informativi e collegamenti telematici. Le banche dati, che contengono informazioni utili per il redattore di testi legislativi, sono migliaia. Si presuppone infatti che il draftsman possa aver bisogno, oltre che d'informazioni giuridiche e legislative, di alcuni dati sulle materie che le leggi di volta in volta regolano. Rimandiamo, per le sole basi dati legislative e giuridiche italiane in rete, alla Guida, completa anche d'istruzioni per l'interrogazione, curata da M. Ragona, L. Serrotti, P.L. Spinosa ed edita dall'Istituto per la documentazione giuridica 32.
Il collegamento con la rete telematica INTERNET offre la possibilità d'accesso alle banche dati pressoché di tutto il mondo.
Interfaccia per interrogazioni standard. Come abbiamo detto sono molteplici le basi dati e gli strumenti di documentazione cui il redattore di testi legislativi deve accedere. È necessario quindi dotare la scrivania elettronica di un'interfaccia che faciliti l'accesso, non costringa a riformulare la domanda in più linguaggi d'information retrieval, permetta d'interrogare più banche dati contemporaneamente e d'inserire agevolmente i dati ottenuti con le ricerche nel testo in redazione. Sistemi che semplificano queste operazioni sono QUERYSYS e LEXVIEW 33, realizzati presso il Laboratorio progetti speciali (INSIEL- Gorizia), diretto da Gilberto Marzano. Questi strumenti aiutano a:
- sottomettere automaticamente a più banche dati la medesima query senza doverla
riformulare per ognuna di esse;
- visualizzare contemporaneamente gli output provenienti dall'interrogazione
di banche dati diverse;
- tenere aperte più ricerche nello stesso tempo con la possibilità di riprenderle
e continuarle;
- manipolare dati provenienti da banche dati eterogenee, anche dislocate su
host diversi.
Anche Lombardia informatica ha sviluppato, per il sistema informativo della Regione Lombardia, un'interfaccia sperimentale per agevolare e coordinare l'interrogazione di più banche dati.
Navigazione Con questo termine intendiamo strumenti di reperimento che permettono collegamenti tra informazioni e "percorsi concettuali" all'interno della base di dati come nel caso degli ipertesti appena descritti. Un esempio di tali strumenti è quello realizzato per la banca dati legislativa Arianna ed adottato dal legislatore piemontese, così motivato e presentato: "L'obiettivo è quello di permettere al legislatore di sapere qual è il testo vigente in un determinato momento, di conoscere tutti i riferimenti e i richiami tra le diverse disposizioni normative, onde poter prevedere gli effetti indotti da eventuali modifiche, di ricostruire, anche a fini di corretta interpretazione della legge, l'iter formativo dei vari provvedimenti e gli eventuali rinvii governativi con le relative motivazioni, di disporre, infine, se necessario, di «testi unici» che, se pur non dotati della valenza giuridica dei testi unici statali, possono comunque costituire un utile strumento di lavoro"34.
Informazioni sull'Iter legislativo. I sistemi informativi di Camera e Senato dispongono di basi-dati (ITER) che forniscono la situazione aggiornata dell'iter legislativo di disegni e progetti di legge. Citiamo anche la procedura AULA 35 del Consiglio regionale del Piemonte che memorizza tutte le fasi dell'iter dei progetti di legge, delibere, interpellanze, nozioni, ordini del giorno e consente ai consiglieri ed ai funzionari, tramite la consultazione di un apposito archivio su personal computer, di avere costantemente il quadro aggiornato dei lavori dell'assemblea legislativa regionale e la procedura "Gestione iter" del SIDAF 36 (Sistema informativo degli atti formali) della Regione Lombardia.
4 strutturazione
Struttura formale e gerarchica. Tutti gli editori di testi sono dotati della procedura di outlining che consente, non solo d'individuare e suddividere facilmente gli elementi del testo (capitoli, paragrafi, sottoparagrafi, ecc.), ma anche di manipolarle come oggetti unitari.
Presso il Dipartimento Statistica Elaborazione Dati Documentazione della Regione Toscana (SEDD) viene utilizzata la procedura MARKA che segnala:
- errori ed inversioni nella suddivisione dell'articolato in Parti, Titoli,
Capi, Sezioni;
- errori nella numerazione sequenziale degli articoli dall'inizio alla fine
dell'atto;
- errori nella suddivisione interna di commi con salti di lettere o numeri;
- presenza o meno della rubrica degli articoli ed omogeneità delle partizioni
all'interno dello stesso provvedimento normativo.
Integrata con il sistema di outlining, la procedura MARKA può essere impiegata anche in modo interattivo per la strutturazione del testo legislativo durante la redazione.
Anche la prima versione del prototipo LEXEDIT effettuava, in via sperimentale, controlli e segnalazioni sulla struttura dell'articolato.
Strutturazione funzionale. Abbiamo parlato della possibilità di qualificare o marcare enunciati che svolgono specifiche funzioni (definizioni, abrogazioni, sanzioni, ecc.) per individuarli e trattarli informaticamente (isolare, memorizzare, richiamare, spostare, modificare, riorganizzare, confrontare). Procedure di questo tipo non sono disponibili, ma la loro realizzazione è tecnicamente elementare. È invece disponibile un linguaggio standard di "marcatura informatica" di documenti, diffuso internazionalmente, denominato SGML 37.
Disponibili sono anche semplici programmi a Flow chart che aiutano graficamente la strutturazione del documento secondo la tecnica della diagrammazione a blocchi, applicata, con successo, da Losano e da altri per l'analisi logico-concettuale dei testi normativi 38.
5 generazione
Primo livello (formulario). Per generazione di primo livello intendiamo la possibilità di ricercare, modificare, inserire nel testo in redazione informazioni non strutturate, parti di altri documenti, formule ed espressioni ricorrenti. A questo livello sono disponibili strumenti d'aiuto alla generazione.
Le procedure, cui abbiamo accennato per la ricerca e il controllo dei riferimenti normativi, possono essere utilizzate anche per la scrittura agevolata delle citazioni.
Ipertesti, nati come strumenti di consultazione, funzionano anche da contenitori per espressioni e formule che, con sistemi ben congegnati di taglia e incolla, possono essere trattate ed importate nel testo in preparazione. Descriviamo qui IPERINFLEX proprio per l'aiuto alla generazione del testo che, in questo senso, può offrire.
IPERINFLEX è una versione ipertestuale del manuale "Regole e suggerimenti per la redazione dei testi normativi". Oltre al testo dell'articolato e degli allegati contiene pagine aggiuntive, collegate a singoli articoli o gruppi di articoli con note, esempi ed altre informazioni. Vi si trovano le note e gli esempi già presenti nel testo ufficiale. L'utente può aggiungere altri esempi di formulazioni corrette (ed anche errate) di frasi, espressioni ricorrenti, commi, articoli. Può inserire informazioni utili da richiamare durante la redazione. Ad esempio è spesso difficile ricordare il nome e l'ordine gerarchico delle partizioni dell'articolato. Trovare la formuletta mnemonica SE CAP TI PAR LI, con una rapida consultazione dell'ipertesto, potrà essere utile, se non al redattore esperto, senza dubbio allo studente o al non professionista che, per qualche motivo, ha a che fare con il drafting legislativo.
La caratteristica principale di IPERINFLEX è quella di suggerire all'utente una struttura di base ben definita, omogenea, e facilmente comprensibile, sulla quale costruire od ampliare documentazione in forma ipertestuale.
In IPERINFLEX i documenti sono organizzati secondo la metafora di un comune libro cartaceo, e quindi costituiti da "pagine" le quali possono contenere testi e immagini grafiche.
Alcune delle funzionalità disponibili sono:
- gestione indici;
- collegamenti di pagine con altre pagine;
- hotwords, cioè parole che rimandano ad altre parti del documento, oppure visualizzano
finestre con altri testi. Questi testi possono a loro volta contenere altre
hotwords;
- gestione di pagine di note, allegati, esempi, o altri testi e il loro collegamento
ipertestuale con le pagine cui si riferiscono;
- funzionalità di ricerca su testo;
- collegamento tra più manuali;
- possibilità d'integrazione con altri applicativi (per esempio wordprocessing);
- funzione di taglia incolla per l'esportazione di parti di testo.
L'utente ha disposizione varie possibilità d'accesso e uso dell'ipertesto, quali:
- consultazione di un ipertesto già creato;
- consultazione ed accrescimento o integrazione di un ipertesto esistente;
- creazione di un ipertesto ex novo.
IPERINFLEX lavora in ambiente grafico MS Windows 3.1. Il motore ipertestuale è costruito su Asymetrix ToolBook 3.0. È stato sviluppato dall'Istituto per la documentazione giuridica con la collaborazione del Centro Toscano Informatica di Firenze.
Secondo livello (produzione). La nota tecnica di normalizzazione, con il relativo software (NORMALIZER) 39, ideata da Layman Allen aiuta la redazione di enunciati benformati evitando l'introduzione di ambiguità sintattiche e contraddizioni logiche.
Disegno di una possibile architettura informatica complessiva
L'attività del gruppo "Drafting e analisi di fattibilità delle leggi" ha anche portato a configurare un primo schema dell'architettura informatica, in cui si possono raccordare ed integrare le procedure e gli strumenti passati in rassegna. Naturalmente il pacchetto software potrà anche comprenderne una parte o inserirne altri già esistenti e qui non menzionati o ancora da progettare. La struttura può essere sintetizzata in tre elementi.
a. Un word processing evoluto con l'estensione di alcuni suoi strumenti per funzioni specifiche (ad es. l'integrazione del dizionario del correttore ortografico con abbreviazioni e sigle ammesse nel testo legislativo).
b. Funzioni interne da integrare programmando Macro con lo stesso linguaggio del WP e che faranno parte integrante del sistema di videoscrittura.
c. Funzioni esterne a loro volta riconducibili a:
c1. programmi realizzati ad hoc o esistenti da collegare nel modo più "amichevole" possibile (apertura di finestre, collegamenti ipertestuali ecc.) al WP;
c2. collegamenti per l'accesso a banche dati con la maggior integrazione possibile, ricorrendo, se necessario, al reperimento o alla realizzazione di programmi ad hoc per ottenere un'interfaccia molto amichevole.
Conclusioni
Certamente la realizzazione dello strumento informatico, tracciato in queste pagine non esaurisce i compiti della legimatica. Le ricerche, i contatti sviluppati hanno portato, anzi, ad individuare nuovi settori nei quali l'uso di strumenti informatici potrà offrire ulteriori supporti alla produzione legislativa. Di questi sviluppi, in parte già in corso, in parte appena proposti, parleranno le relazioni dei colleghi Biagioli e Sartor.
Il mio obiettivo era, invece, descrivere lo stato dell'arte. Ormai le tecniche informatiche per la redazione delle leggi sono una realtà a tutti gli effetti, come meglio spiegheranno alcune delle comunicazioni di questa giornata. Rimane la necessità di perfezionare gli strumenti a disposizione, ma soprattutto d'integrarli seguendo, a mio avviso, due fili conduttori.
1. Completare il progetto di un software standard per tutti i redattori di testi legislativi che sia un reale aiuto all'armonizzazione di una produzione legislativa pluralista, decentrata e interconnessa, ma non più dispersiva, complessa, ingarbugliata, oscura. Per quest'obbiettivo sta lavorando il Gruppo "Drafting e analisi di fattibilità", coordinato da Giuseppe Giachi, che raccoglie l'iniziativa e l'interesse di draftsmen che appartengono a tutte le Assemblee legislative nazionali e regionali.
2. Fornire a tutti i produttori di norme che utilizzano, o stanno per utilizzare, programmi legimatici, collaborazioni, conoscenze, formazione per realizzare o ampliare il proprio sistema d'aiuto al drafting, in modo idoneo alle proprie esigenze, alla propria organizzazione. Non è necessario, anzi può essere controproducente, precostituire o imporre gabbie informatiche, sempre troppo larghe o troppo strette.
Per mantenersi in soddisfacente equilibrio tra i due fili, credo sia necessario diffondere ulteriormente una cultura informatica nei centri di produzione legislativa, senza per questo trasformare draftsmen, legislatori e giuristi in professionisti del computer. Sarebbe sufficiente che le iniziative, ormai non più sporadiche, di formazione e aggiornamento dei tecnici della legislazione, fornissero anche nozioni d'informatica giuridica e informassero sulle novità rilevanti in questo settore in continua evoluzione.
Forse è ancora più importante approfondire ed estendere i contatti e le collaborazioni, rafforzando i canali d'informazione e d'incontro, che già svolgono un ruolo fruttuoso. In campo legimatico questo agevolerebbe l'integrazione e la compatibilità degli strumenti avvicinando, anche telematicamente, coloro che operano all'interno delle assemblee legislative nazionali e regionali e gli esperti dell'Università, della ricerca, delle professioni.
Sono sicuro che, dalla proposta di Giuseppe Ugo Rescigno per un'associazione di legisti, anche gli strumenti e i servizi legimatici trarrebbero impulso.
1 Cfr. Losano M.G.; Corso d' informatica giuridica; Unicopli, Milano, 1984.
2 Lombardi Vallauri L.; Verso un sistema esperto giuridico integrale; relazione introduttiva al Convegno: Verso un sistema esperto giuridico integrale, organizzato dall' Istituto per la documentazione giuridica, Firenze, 1-3 dicembre 1993.
3 Rescigno G.U., Dal rapporto di Giannini alla proposta di manuale unificato per la redazione di testi normativi, adottata dalla Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali; Informatica e diritto, 1993, I, p. 26.
4 Per una rassegna di regole ed indicazioni di tecnica legislativa prodotte da organismi legislativi italiani ed europei vedi: Pagano R. (a cura di); Normative europee sulla tecnica legislativa; Camera dei Deputati, 1988 Per un' ampia bibliografia sulla legistica o tecnica legislativa si rimanda a: Pegoraro L.: Linguaggio e certezza della legge nella giurisprudenza della Corte Costituzionale; Milano, Giuffré, 1988 e soprattutto a: Ainis M. e R. Pagano (a cura di); Indicazioni bibliografiche sul drafting legislativo; in D'Antonio M. (a cura di); Corso di studi superiori legislativi 1988-1989; Padova, CEDAM, 1990.
5 Vedi Errata- corrige (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 11.9.1971, n. 229), al decreto del Presidente della Repubblica 15 aprile 1971, n. 322.
6 Rescigno G.U.; Relazione di sintesi; Atti del Seminario: Fonti, tecniche legislative, fattibilità, implementazione delle leggi e sistemi informativi, Palermo 27-29 aprile 1989, in Quaderni a cura del servizio studi legislativi e promozione culturale dell'Assemblea regionale siciliana, 28, 1990, pp. 753-754.
7 Cfr.: Biagioli C., P. Mercatali, G. Sartor (a cura di); Atti del seminario IDG-CIRFID "Tecnica della legislazione: metodologie e strumenti informatici; Bologna, 4 maggio 1992, in Informatica e diritto, 1993, I, pp. 6-199.
8 Cfr:: Gioria L.; Proposte per la realizzazione di procedure informatizzate di supporto alla redazione di atti normativi regionali; relazione al Convegno "L' informatica al servizio dei Parlamenti statali e regionali", Milano, 23,24 maggio 1994 in Informatica e documentazione, 21, 1994, 1-2, pp.163-171.
9 Poletti M.; L' informatizzazione del centro direzionale per gli affari legislativi della Regione autonoma Valle d' Aosta; in questo volume.
10 Biagioli C., P. Mercatali, Strumenti automatici per redattori di testi legislativi: Lexedit2 in ambiente di normazione; Informatica e diritto, 1993, I, pp. 107-122.
11 Marzano G., Le opportunità tecnologiche per il legal drafting e la ricerca legislativa, Comunicazione presentata al Convegno "Banche dati di legislazione e loro interconnessione informatica", Milano 9-10 maggio 1991.
12 Cfr. Baldini P., A. Capelli, G. Sartor, F. Tura; Prototipo di ambiente informatizzato per la redazione di testi legislativi; in questo volume.
13 Cfr. Voermans W.; Modelling the draughtman's crafts: the LEDA-project (Legimatics and legimatica-projects in the Netherlands); in questo volume.
14 Cfr. Wilson E.; A System for Experts v. an Expert System; An International Conference on Law and Artificial Intelligence, Bologna, 3-5 maggio 1989.
15 Cfr: Allen L.E.; Una guida per redattori giuridici di testi normalizzati, in Informatica e diritto, 1978, 4 (2): 61-114, e Allen L.E.; Towards a Normalized Language to a Clarify the Structure of Legal Discourse; In Deontic Logic, Computational Linguistics and Legal Informations Systems, a cura di A.A. Martino, Amsterdam: North Holland, 1982, pp. 349-407.
Sprowl, J.A., Assembling Standardized Legal Documents in a Semiautomatic Fashion with a Rule-Based Expert System; An International Conference on Artificial Intelligence and Law, Bologna, 3-5 maggio 1989.
16 Sull' uso del software per la gestione dei documenti ed il trattamento dei testi negli studi legali statunitensi, vedi ad es. Marks D. R.; Future Docs. The Video Revolution in Briefs, Contracts and Wills; The ABA Journal, August 1993, pag. 56.
17 Biagioli C., P. Mercatali, G. Sartor, Elementi di legimatica, Padova, CEDAM, 1993. Nel volume è contenuta una più ampia illustrazione del progetto di uno strumento legimatico.
18 Per una presentazione di SIGNER cfr.: Abba L., C. Biagioli, P. Mercatali; SIGNER: la rilevazione automatica degli errori ortografici; in P. Mercatali (a cura di); Computer e linguaggi settoriali. Analisi automatica di testi giuridici e politici, Milano, F. Angeli, 1988.
19 Castagnini A., P.L. Spinosa; Strutturazione automatica di testi normativi; in questo volume.
20 Il primo prototipo di Lexedit è stato distribuito su floppy disk, a scopi dimostrativi, ai funzionari degli uffici legislativi regionali e statali. Il prototipo, realizzato in collaborazione con l'Elea-Olivetti, ha tradotto in funzioni di controllo automatico alcune delle regole contenute nella circolare della Presidenza della Camera dei Deputati del 18 febbraio 1986. Si tratta delle norme che riguardano la suddivisione del testo del disegno di legge in articoli, commi, lettere e la relativa numerazione, la titolazione delle varie partizioni, la correttezza formale dei riferimenti normativi, rinvii, citazioni e date (Cfr: C. Biagioli, P. Mercatali; Per la redazione automatica di testi legislativi, in Informatica e diritto, XVI, 1, gennaio-aprile 1990, pp. 111-130).
21 Fiandanese F.; I riferimenti normativi. Revisione degli standard; relazione al Convegno "L' informatica al servizio dei Parlamenti statali e regionali", Milano, 23, 24 maggio 1994 in Informatica e documentazione, 21, 1994, 1-2, pp.163-171.
22 Bortolini U., C. Tagliavini, A. Zampolli; Lessico di frequenza della lingua italiana contemporanea; Garzanti, Milano, 1972.
23 De Mauro T.; Guida all' uso delle parole; Editori Riuniti, Roma, 1980, pp. 147-180.
24 Per una rassegna delle formule di leggibilità cfr. Klare R.G.; The Measurement of Readability; Iowa State University Press, Ames, Iowa, 1963.
25 Frase L.; The Writers Workbench: Computer Aids for Text Analysis; IEEE Transactions on Communications, 30.1, jan. 1982 e Vaiano E.M., N. Shapiro, Lacasse M.; Clarify: an On-line Guide for revising technical Prose; Rand Corp., 1983, Rapporto interno.
26 Picchi E.; D.B.T.: A Textual Data base System; in L. Cignoni and C. Peters (eds.); Computational Lexicology and Lexicography. Special Issue dedicated to Bernard Quemada. II, Linguistica computazionale, VII, 1994, Pisa, Giardini Editore, pp.177-205.
27 Per la versione originale del thesaurus, che viene periodicamente aggiornato in linea, vedi: Suprema corte di cassazione (a cura di); Sistema ITALGIURE di ricerca della giurisprudenza. Teoria e metodi della ricerca; Stamperia nazionale, Roma, 1972.
28 Ciampi C., E. Fameli, G. Trivisonno; THES-BID. Thesaurus d' informatica e diritto con rinvio alla terminologia inglese; Giuffré, Milano, 1984.
29 Per una illustrazione degli ipertesti vedi: Berk E., J. Devlin (eds.); Hypertext/Hypermedia Handbook; McGraw Hill, New York, 1991.
30 Colotti R., R.M. Di Giorgi, B. Inghirami, R. Nannucci; Knowledge-based Hypertext for Legal Documentation; Informatica e diritto, 2, 1994.
31 Per un esempio di Check list vedi:Rescigno, G.U.; Le tecniche di progettazione legislativa; Studi parlamentari e di politica costituzionale, 66, 4, 1984, p. 530.
32 Ragona M., L. Serrotti, P.L. Spinosa (a cura di); Banche dati d' interesse giuridico consultabili dal nodo IDG; IDG, Firenze, 1992.
33 G. Marzano, S. Franzin, G. Gregori, E. Silli; Visual information retrieval: verso la definizione generale di un approccio operativo;. Informatica e diritto, 1993, I pp. 83-106.
34 Rovero M., M.L. Gioria, E. Fenoglio, E. Valle, G. Segre (a cura di); Arianna. La banca dati delle leggi della Regione Piemonte; Quaderni di documentazione del Consiglio regionale del Piemonte e del CSI, n. 4, 1991, pag. 65.
35 Rovero e altri, op. cit., nota 34.
36 De Ruvo V., Il sistema informativo del Consiglio regionale della Lombardia; Atti del Seminario "Fonti, teecniche legislative, fattibilità, implementazione delle leggi e sistemi informativi" tenutosi a Palermo dal 27 al 29 aprile 1989 pubblicati in "Quaderni a cura del servizio studi legislativi e promozione culturale dell'Assemblea regionale siciliana", 28, 1990, p. 427).
37 Blaquier M.A.; Il linguaggio di marcatura generalizzata SGML e la sua applicazione alla legimatica; in questo volume
38 Losano M.G, op. cit., nota 1.
39 Allen L.E.; Towards a Normalized Language to a Clarify the Structure of Legal Discourse; in Deontic Logic, Computational Linguistics and Legal Informations Systems, a cura di A.A. Martino, Amsterdam: North Holland, 1982, pp. 349-407.
14
Legimatica: dal drafting al processo di produzione legislativa
CARLO BIAGIOLI, PIETRO MERCATALI, GIOVANNI SARTOR
Introduzione
A due anni dal convegno di Bologna, ci sembra che le proposte legimatiche avanzate in quella sede abbiano avuto una buona accoglienza. Da allora non sono mancati impulsi, suggerimenti e iniziative da parte di redattori delle leggi, esperti di tecnica legislativa e studiosi di informatica, molti dei quali presenti anche oggi.
Tutto ciò ha consentito di far intravedere o aprire nuovi settori di intervento, nuove metodologie, nuove sperimentazioni e realizzazioni, nel campo delle applicazioni dell'informatica alla produzione legislativa.
Quale prima mappa di orientamento nelle ricerche di informatica legislativa, proponiamo uno schema di sintesi che evidenzia la connessione tra le fasi del processo legislativo, i contenuti tipici dell'attività legislativa e le aree emergenti della legimatica.
Lo schema si compone di tre elencazioni: la prima distingue alcuni momenti caratteristici dell'attività legislativa, la seconda riporta le fasi tipiche nelle quali si sviluppa il processo legislativo, la terza presenta possibili aree di intervento della legimatica.
Nella seconda elencazione, accanto a ciascuna fase dell'attività legislativa si sono indicati i momenti che ad essa afferiscono (mediante riferimenti dimensionati a seconda del rilievo della connessione).
Nella terza elencazione, accanto a ciascuna area di intervento della legimatica, si sono indicati i corrispondenti momenti dell'attività legislativa e le corrispondenti fasi del processo legislativo.
I. Contenuti tipici dell'attività legislativa:
a - valutazione impatto reale:
- preventiva: analisi fattibilità,
- consuntiva: analisi efficacia;
b - valutazione impatto normativo:
- valutazione coerenza interna,
- valutazione coerenza esterna;
c - valutazione impatto giuridico
(interpretazione normativa);
d - elaborazione tecnico-legislativa
(drafting)
II. Fasi del processo legislativo:
1. - decisione politica (a, b, c),
2. - drafting (d),
3. - controllo progetto (b, a, c)
4. - verifica legge (a, b)
III. Settori d'intervento legimatico
A - Legimatica decisionale (a, 1, 3, 4)
B - Legimatica redazionale (d, 2)
C -Legimatica diagnostica (b, c, 3)
D - Legimatica documentaria (1, 2, 3, 4)
Nel tentativo di presentare un quadro dello stato della legimatica e delle sue tendenze di sviluppo, abbiamo suddiviso il nostro contributo in tre parti.
La prima parte presenta un bilancio delle realizzazioni legimatiche finora portate a termine, e pone l'accento sul drafting, l'oggetto principale della legimatica di prima generazione.
La seconda è dedicata all'analisi delle prospettive di sviluppo della nostra disciplina: uno sviluppo verticale, cioè il potenziamento delle funzioni di drafting, e uno sviluppo orizzontale, rivolto ad altri aspetti dell'attività legislativa.
La terza cerca di individuare alcuni profili paradigmatici dell'esperienza legimatica, che delineano una metodologia forse suscettibile di essere trasferita in altri ambiti dell'informatica giuridica.