Informatica e diritto, VIII Annata, Vol. VIII, 1982, n. 2, pp. 5-18
Viktor Knapp
Sul problema dell'indifferenza logica nel diritto. Riflessioni sulla logica giuridica deontica
The Problem of Logical Indifference in the Law, Reflections on Legal Deontic Logic
L'A. approfondisce alcuni problemi specifici della logica giuridica e, in particolare, della logica giuridica democratica, assumendo come punto di partenza il modello della cosiddetta norma giuridica "completa", che prevede una sanzione per l' ipotesi in cui non venga rispettato l'obbligo. La logica giuridica deontica opererebbe contemporaneamente - anche se non necessariamente in ogni caso - con enunciati e con proposizioni obbligatorie; inoltre essa si distinguerebbe dalla logica deontica generale per il fatto di riferirsi sempre a un comportamento umano e d' essere - almeno nella concezione marxista - inseparabile da una valutazione sociale di questo. Nell'ambito della logica giuridica deontica sarebbe poi possibile distinguere quattro tipi diversi di "permesso": il permesso esplicito d'una certa azione in presenza di date condizioni, il permesso esplicito riducibile alla costatazione che sono esplicitamente permesse un'azione e la sua negazione, il permesso consistente in una prescrizione condizionata e il permesso implicito nell' obbligo. Isolata così la nozione di permesso esplicito all' intero di quella generale di permesso, l'A. sostiene che un comportamento che non sia nè prescritto, né vietato, né esplicitamente permesso - che, quindi, non sia affatto regolato dalla legge - è ipso jure tacitamente permesso: l'equivalenza tra indifferenza e permesso tacito non solo sarebbe valida, ma di essa sarebbe possibile anche una dimostrazione logico-giuridica. La logica giuridica deontica sarebbe riducibile alle sole modalità del permesso generico e del divieto: un comportamento umano, dal punto di vista giuridico, potrebbe essere solo o permesso o vietato (tertium non datur), però non risulterebbe sempre valida l'equivalenza tra il permesso d'una azione e quello della sua negazione.
The A. examines closely some specific problems in legal logic and, in particular, in legal deontic logic, taking as his starting point the model of the so-called «complete» legal norm, which provides a sanction for the hypothesis in which the obligation is not respected. Legal deontic logic, even if not necessary in every case, deals contemporaneously with rules and obligatory propositions. Apart from this it is distinguished from general deontic logic by the fact that it always refers to human behaviour and is - at least in the Marxist concept - inseparable from a social evaluation of this behaviour. In the ambit of legal deontic logic it is possible to distinguish four different types of «permission»: explicit permission for a certain action in the presence of given conditions; explicit permission which are an explicitly permitted action and its negation; permission consisting of a conditioned prescription and the implicit permission in the obligation. Having identified in this way the explicit permission within the general notion of permission, the A. holds that a behaviour which is neither prescribed, nor forbidden, nor explicitly permitted - which is, therefore, not regulated by the law - is ipso jure tacitly permitted: the equivalence between indifference and tacit permission is not only valid, but a legal logic demonstration of it would also be possible. Legal deontic logic could be reduced to only modalities of the generic permission and of the prohibition: that is, a human behaviour, from the legal point of view, could only be either permitted or forbidden (tertium non datur). However, the equivalence between permission for an action and permission for its negation is not always valid.