Informatica e diritto, I Annata, Vol. I, 1975, n. 1, pp. 36-89
Angelo Gallizia, Enrico Maretti, Paola Pitrelli
Strumenti alternativi di descrizione e comunicazione nel diritto
Alternative Media of Description and of Communication in Law
Il primo passo verso la "meccanizzazione" in senso lato del diritto è costituito dall'elaborazione di forme ausiliarie al linguaggio naturale allo scopo di migliorare la comprensione e la concisione ed evitare i punti cruciali dell'ambiguità. Nell'articolo vengono delineate due forme scelte per le loro qualità di elementarità ed estendibilità: i diagrammi di flusso e le tavole di decisione. Essi non sono proposti come alternativa al linguaggio naturale, ma semplicemente come mezzi per evidenziare nelle norme alcuni elementi ritenuti importanti ma di difficile enunciazione nelle situazioni complesse, quali le dipendenze logiche e temporali. Il diagramma di flusso serve a rappresentare in forma sintetica una serie di prescrizioni o ordini, mettendone in luce la successione logica e temporale. Le prescrizioni che compongono un diagramma possono essere o assolute (ordine di eseguire una data azione) o condizionate (ordine di accertare se una certa condizione si sia verificata o meno). Per mezzo dei riquadri e delle linee di collegamento orientate è possibile costruire diagrammi di flusso che rappresentino qualunque norma per quanto complessa. Superato un certo grado di complessità, però, il diagramma assume proporzioni tali da renderne impossibile una visione d'assieme e si rende quindi necessario ricorrere ad espedienti abbreviativi. Rilevato che il diagramma rappresenta una procedura, si osserva che esso costituisce il mezzo di rappresentazione più efficace nel caso in cui la procedura stessa consista in una serie di prescrizioni esclusivamente o prevalentemente assolute; qualora invece ci sia una prevalenza di prescrizioni condizionali, e a seconda delle combinazioni degli esiti seguano diverse prescrizioni (una sola o comunque pochissime per ogni combinazione), il diagramma diventa eccessivamente ramificato e risulta più conveniente usare un altro mezzo di rappresentazione, in cui siano più evidenti i rapporti di dipendenza fra condizioni implicanti e azioni implicate e sia invece lasciato in ombra l'aspetto procedurale delle prescrizioni. Tale mezzo di rappresentazione è costituito dalla tavola di decisione; predisposto preliminarmente un elenco delle condizioni e delle possibili azioni conseguenti, la tavola di decisione indica quale decisione bisogna prendere in relazione ai diversi esiti ("convalide") delle condizioni. Si conviene di chiamare regole di decisione le varie combinazioni di convalide dell'insieme delle condizioni. Nella costruzione delle tavole di decisione è possibile seguire il metodo globale (consistente nel preparare un elenco delle condizioni e delle azioni, nel comporre la tabella delle convalide, ricavare le azioni corrispondenti a tutte le regole di decisione, unificare per mezzo della convalida indifferente tutte le regole in cui ciò è possibile e riesaminare la tavola per scoprire le eventuali incoerenze e contraddizioni) o il metodo progressivo (consistente nel costruire una per una le varie regole di decisione - comprese le azioni conseguenti - usando già in partenza la convalida indifferente). Aumentando il numero delle condizioni cresce il rischio di commettere degli errori e, quindi, anche la difficoltà di controllarli; è preferibile pertanto frammentare la tavola in diversi pezzi, ciascuno comprendente solo una parte delle condizioni, collegando poi i singoli pezzi mediante rinvii. Un altro mezzo di coordinazione è costituito dalla cosiddetta regola riassuntiva che riassume tutte le possibili combinazioni di convalida, escluse quelle già scritte. Ad ogni regola di decisione possono corrispondere anche due o più azioni. Esistono, infine, tavole costruite in tutto o in parte con condizioni a più di due convalide (rispettivamente "tavole allargate" e "tavole miste"), anziché con condizioni a due sole convalide ("tavole ristrette"). Le enunciazioni didattiche vengono volta per volta illustrate con una ricca esemplificazione relativa a vari articoli del codice civile.
The first step towards the general «mechanization» of law consists in the elaboration of auxiliary media to natural language in order to improve understanding and conciseness and to avoid the most evident ambiguities. Two media of expression, which have been chosen for their simplicity and wide applicability, are described in the article: the flow chart and the decision table. These have not been proposed as alternatives to natural language but only as media capable of stressing some important elements appearing in the rules. Such elements would otherwise be difficult to enunciate in intricate situations (i.e. in the logical and temporal dependencies). The flow chart represents synthetically a series of instructions or orders, showing their logical and temporal successions. The instructions forming a chart can be either absolute (i.e. the order to perform a certain action) or qualified (i.e. the order to perform a certain action) or qualified (i.e. the order to ascertain whether or not a certain condition has occurred). Even the most complicated rules can be represented in a flow chart by the use of squares and oriented connecting lines. However, beyond a certain degree of complexity, the chart becomes so large that a comprehensive view of it is impossible. It then becomes necessary to resort to means of abbreviating it. Ascertained that the chart shows a procedure, we then observe that it is the most efficient medium for representing a procedure consisting exclusively or predominantly of absolute prescriptions. Where, on the contrary, there is a prevalence of qualified prescriptions and according to the combinations of results from different prescriptions (one or a few for each combination), the chart tends to branch excessively, it is more convenient to use a different medium of representation, which emphasizes the interdependence between the conditions and the actions involved leaving the procedural aspect of the prescriptions in the shade. Such medium of representation is the decision table. After drawing up a list of conditions and of possible consequent actions, the decision table indicates which decision is to be taken in relation to the various results or «validations» of the conditions. The various combinations of validations related to the totality of conditions are called «decision rules». In order to draw up a decision table two methods can be employed: the global or the progressive. The former requires the preparation of a list of both the conditions and the actions, of a table of the validations to find the actions corresponding to each decision rule, the unification of all rules by indifferentiated validation where this is possible and, lastly, the revision of the table to find eventual inconsistencies and contradictions. The latter method consists in setting up the various decision rules and the resulting actions one by one using the indifferentiated validation from the beginning. As the number of conditions increases so does the risk of mistakes and consequently also the difficulty in checking them. It is, therefore, better to divide the table into different parts, each including only a portion of the conditions, and to link the single parts. together by recalls. Another medium of coordination is the so-called «summary rule» by which all the possible combinations of the validations can be summed up, excluding those already mentioned. Two or more actions can correspond to each decision rule. Finally, there are tables partially or totally drawn up with upwards of two validations (respectively «enlarged tables» and «mixed tables» in place of tables with only two conditions of validation (concentrated tables). A wide selection of examples based on articles of the Civil Code supports the theory.