Breve nota alla Decisione del 19 aprile 2012 del Comitato dell’Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità
UN Committee on the Rights of Persons with Disabilities, Decision of 19 April 2012
23 novembre 2012
Si sottolinea innanzitutto che questa non è una sentenza, bensì è una decisione del “Comitato dell'Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità”, che non è un organo giurisdizionale. Tuttavia questo documento lo abbiamo inserito nella giurisprudenza (da intendersi in questo caso in senso molto lato, ovvero molto più simile al termine inglese “jurisprudence”), perché è una decisione presa su un ricorso individuale e c'è l'obbligo dello Stato controparte (nel caso in esame la Svezia) di adeguarsi.
In questa decisione ci sono due punti che sembrano di particolare rilievo.
Innanzitutto, quando ciò è necessario per l'eliminazione di una discriminazione nei confronti dei disabili e non comporta un onere irragionevole, i piani urbanistici/edilizi devono essere adeguati alle esigenze dei disabili.
In secondo luogo il Comitato ha stabilito che quando la controparte non indica che la soluzione chiesta dalla parte ricorrente costituisce un onere irragionevole, è da intendersi che non vi sia l'irragionevolezza dell'onere. Insomma, se c'è di mezzo un onere irragionevole, la controparte lo deve dire subito, altrimenti vuol dire che l'onere è ragionevole. E quindi, se la controparte non ha dichiarato che l'onere è irragionevole, ne consegue che ha fatto una discriminazione perché non si è adeguata all'obbligo di sostenere un onere ragionevole per eliminare l'elemento discriminatorio.
L'interrogativo sorge dal fatto che, tra le lingue ufficiali del Comitato in questione non c'è l'italiano. In proposito, per quanto riguarda l'eventuale onere irragionevole, nella versione inglese della decisione viene scritto che esso deve essere “indicated”, e nella versione francese della decisione viene scritto che esso deve essere “indiqué”. Il quesito è se la controparte deve soltanto indicare che l'onere è irragionevole? Oppure deve provare l'eventuale irragionevolezza dell'onere? Stando ad un'indagine fatta sulle traduzioni del termine parrebbe si intenda che l'esistenza dell'irragionevolezza deve essere provata. Del resto, se questa non fosse l'interpretazione corretta, sarebbe troppo semplice per la controparte eludere gli obblighi della Convenzione.