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Disambiguazione
dei polisensi: livello linguistico e livello ontologico
Una delle funzioni più interessanti della metodologia
wordnet è la distinzione dei significati nei termini polisensi,
sia all’interno del dominio che in relazione al linguaggio
comune. Per es.: canone a livello giuridico significa sia una
prestazione in denaro o in natura, corrispettivo di un contratto,
sia, secondo il diritto canonico, una norma giuridica dal carattere
universale; il termine mora è inteso sia come “il
ritardo ingiustificato nell’adempimento di un’obbligazione”
sia come “la stessa somma di denaro dovuta come sanzione
per lo stesso”. Il lemma alimento cambia sostanzialmente
il significato se considerato al singolare come “nutrimento”
o al plurale come “prestazione obbligatoria in ambito divorziale”.
Il lemma alienazione nel contesto giuridico è un atto giuridico
mentre nell’italiano corrente ha svariate accezioni, tutte
lontane (disgiunte) da quella tecnica. Rendendo esplicite le differenze
di significato si consente all’utente di costruire le domande
per la ricerca di informazioni in modo più preciso.
Spesso le distinzioni di senso non risiedono solo a livello di
linguaggio, ma da assunzioni diverse sulla percezione della realtà:
ad esempio per distinguere in un concetto il ruolo o la funzione
rispetto alle componenti fisico-sostanziali: il lemma Presidente
della Repubblica indica sia la persona fisica (riferita ad una
precisa dimensione spazio-temporale), sia l’organo costituzionale,
sia il titolare della funzione statale. Un altro esempio, molto
comune nel diritto è la distinzione fra il contenuto normativo
e la entità fisica: il contratto può essere contemporaneamente
catalogato come un rapporto giuridico, come un entità fisica
(il documento cartaceo), come un contenuto informativo; il lemma
ricorso contiene al suo interno il senso dell’istanza rivolta
al Giudice, e quello del documento scritto che contiene la stessa
domanda. Il lemma ufficio indica la funzione ricoperta ed il luogo
fisico in cui è svolta.
I criteri di organizzazione dei concetti risiedono perciò
su assunzioni esterne al linguaggio, che devono essere parimenti
esplicite, in modo che l’utente conosca la ‘prospettiva’
in base a cui a cui i concetti vengono differenziati: è
questo il ruolo svolto dalle ontologie. Per spiegare la funzione
delle ontologie, si consideri che nel lessico di JurWordNet sono
stati inseriti termini utilizzati dalla manualistica giuridica
con scopi sistematici, normalmente troppo generici per la ricerca
del dato giuridico, che costituiscono categorie integrative appropriate
per il dominio; per esempio, termini usati nella ricerca come
fondazione, associazione, comitato, ecc. sono aggregati sotto
la classe istituzione, che è un concetto creato dalla dottrina,
ma che non compare tra i corpora lessicali.
Termini come istituzione, che raccolgono il livello più
alto degli alberi tassonomici di JurWordNet, coincidono con le
entità giuridiche fondamentali, che possono essere considerate
comuni a tutti gli ordinamenti giuridici; per esse è possibile
esprimere una serie minima di proprietà, condivise da tutte
le accezioni specifiche di ogni ordinamento e/o linguaggio. Essi
compongono una ontologia fondamentale (Core Ontology ) per il
diritto, che ha la funzione di organizzare le tassonomie concettuali
di JurWordNet in base a criteri esterni al linguaggio. Disporre
di un nucleo di conoscenza giuridica condivisa rende possibile
il confronto, l’integrazione, la comprensione della conoscenza
giuridica elaborata e prodotta dai sistemi giuridici particolari,
e garantisce che i criteri di organizzazione delle classi concettuali
siano fondati giuridicamente e condivisibili. Essi sono inoltre
consistenti con una ontologia
sociale già definita.
Attraverso tale processo è possibile, fra l’altro,
stabilire corrispondenze fra termini di linguaggi diversi. Tale
approccio è particolarmente efficace nel dominio giuridico,
ove la corrispondenza non è fra termini di lingue diverse,
quanto fra concetti, o spesso fra istituti giuridici: in diritto
è più appropriato parlare di versioni multilingue
di un testo legislativo piuttosto che di traduzioni. Spostare
l’attenzione dall’espressione linguistica al contenuto
consente di confrontare i concetti attraverso le proprietà
(e metaproprietà) e di verificare non solo se lo stesso
concetto esista in differenti contesti ma anche come lo stesso
sia stato elaborato in strutture normative diverse. Per fare un
esempio, il lemma capacità giuridica, non ha un equivalente
nella lingua inglese, in quanto, all’interno del common
law non è stata elaborata una teoria generale della capacità
giuridica che sia confrontabile con l’istituto del diritto
italiano.
La Comissione Europea, sensibile alla necessità di strumenti
per consentire l’accesso ad informazioni normative multilingue,
ha recentemente finanziato nell’ambito del programma e-Content,
il progetto LOIS (indirizzo nel sito) è l’oggetto),
che produrrà un database multilingue costituito da wordnet
giuridici in cinque lingue europee (inglese, tedesco, portoghese,
ceco, italiano), linkate fra di loro attraverso l’inglese.
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