
Quest'opera, cronologicamente limitata alla lingua italiana antica (cioè all'anno 1375
come terminus non post quem fissato dall'Accademia della Crusca), ha due sezioni,
di cui la prima (sette volumi previsti, più una per gl'Indici) contiene il corpus
dei testi che dovranno essere spogliati per redigere il Glossario, la seconda
sezione. Gli ottantadue testi, di varia ampiezza e articolazione, sono documenti inediti
scelti per formare un insieme abbastanza rappresentativo di tutti i rami del diritto e
delle particolarità del linguaggio giuridico come, per es., atti notarili di vario tipo
con parti o aggiunte coeve in volgare, testi normativi (statuti, ordinanze e altri),
registrazioni in libri d'amministrazione varie, lettere d'ambasciatori. Il criterio di
scelta tematico - i documenti sono prodotti dagli organi degli ordinamenti di
Montepulciano oppure da quelli d'altri ordinamenti ma concernono Montepulciano - è stato
adottato per mettere insieme un corpus di fonti non troppo ristretto né troppo
ampio.
Dell'opera sono già usciti i primi 4 volumi.
Il volume I contiene, fra l'altro, l'esposizione del metodo adottato per trascrivere e
pubblicare i documenti; le varie regole, presentate anche in forma di lista alfabetica,
sono in molti casi nuovi e, per quanto siano in una certa misura suggerite dalla natura
giuridica dei documenti, cioè, in sostanza, dal fatto che sia nei "discorsi del
diritto" sia in quelli "sul diritto" si vuol raggiungere una certezza del
testo anche formale che non coincide sempre con quella che si cerca nei testi letterari,
possono essere estese all'edizione di qualsiasi manoscritto (specialmente se in esemplare
unico).
Il volume II ha, nella parte introduttiva, osservazioni sui rapporti fra i testi volgari e
quelli latini, sui testi in genere come fonti storiche e, infine, sulle peculiarità
linguistiche d'essi, con alcune inevitabili proposte di revisione d'opinioni comuni sulla
grammatica dell'italiano antico.