Informatica e diritto, XV Annata, Vol. XV, 1989, n. 1, pp. 37-54

Jerzy Wrˇblewski

Il legislatore razionale: teoria generale ed esperienza socialista

Nel saggio sono prese in considerazione la teoria generale della formazione razionale delle leggi e l'esperienza socialista nel risolvere i problemi a essa attinenti.
Gli obiettivi della formazione delle leggi possono essere qualificati come "omeostatici" - quando si risolvono nella tutela dell'equilibrio sociale - e come "strumentali" - quando si concretano in un cambiamento controllato del contesto sociale in cui la legge opera. Collegata agli obiettivi Ŕ la concezione della politica della formazione delle leggi: si parla di "concezione minimalista" quando la legge Ŕ considerata solo come uno strumento per realizzare obiettivi giÓ decisi, e di "concezione massimalista" quando, invece,  oggetto d'analisi sono anche le finalitÓ conseguite dalla legge e, pi¨ in generale, i valori inerenti alla politica sociale complessiva. All'interno di queste due concezioni si possono distinguere "dichiarazioni valutative" di tipo diverso: "fondamentali" (attinenti alle finalitÓ ultime della legge), "strumentali" (semplici o complesse: X ha valore in quanto Ŕ strumentale alla finalitÓ Y o a pi¨ finalitÓ insieme), "condizionali" (semplici o complesse; X ha valore in quanto Ŕ condizione peril raggiungimento della finalitÓ Y o  di pi¨ finalitÓ insieme) e "relativizzate sistematicamente" (X ha un valore S secondo il sistema assiologico AS).
Esistono, inoltre, diversi "modelli di formazione delle leggi" ("descrittivo", "teorico sistematico", "teorico informativo-decisionale", "decisionale-procedurale") e diversi "modelli normativi di formazione delle leggi", basati ciascuno su una distinta ideologia (modello "normativo giuridico", "normativo politico", "normativo etico" e "normativo dottrinale").
Il "modello di formazione razionale delle leggi" richiede che le decisioni legislative siano legittimate (o legittimabili) sulla base della loro coerenza con le premesse (conoscenze teoriche e prioritÓ valutative) del legislatore; esso consiste nella determinazione d'uno o pi¨ obiettivi, nell'individuazione degli strumenti (soprattutto giuridici) necessari al loro conseguimento e nella formulazione ed emanazione delle norme giuridiche ritenute funzionalmente pi¨ idonee. In un approccio dinamico alla formazione delle leggi si devono per˛ prendere in considerazione anche l'eventuale modificazione degli obiettivi iniziali, la conseguente verifica degli strumenti e l'ordine di successione delle attivitÓ di formazione delle leggi.
La regolamentazione giuridica dell'attivitÓ di formazione delle leggi dovrebbe avere a suo fondamento il "modello di formazione razionale delle leggi" sopra descritto; essa pu˛ ispirarsi alla "concezione direttive" (limitandosi, in questo caso, alla sola enunciazione di direttive vincolanti) o a quella "dottrinale" (estendendosi allora alla formulazione di concetti giuridici fondamentali e di ergole del ragionamento giuridico), alla concezione procedurale o a quella sostanziale (a seconda che prenda in considerazione esclusivamente le modalitÓ di formazione della legge o anche i principi fondamentali a essa relativi), alla concezione ristretta o a quella ampia (la prima restringe l'analisi ai problemi attinenti al processo di formazione della legge fino alla sua emanazione, mentre la seconda tiene conto anche delle difficoltÓ d'interpretazione e applicazione della norma).
La pianificazione e l'organizzazione della formazione delle leggi, in quanto valgono a porre il legislatore in condizioni di elaborare ed emanare le leggi disponendo del tempo occorrente ad acquisire i dati (tecnici e/o statistici) necessari e a dibattere i problemi assiologici attinenti, sono funzionali alla razionalitÓ di tale processo. Nei Paesi socialisti esiste un particolare tipo di pianificazione che consiste nella sistemazione periodica di determinati settori della legislazione in vigore e comporta l'eliminazione di lacune, incoerenze, contraddizioni, atti normativi superflui o non applicati (desuetudine). Un altro tipo di pianificazione ha invece per oggetto l'attivitÓ futura di formazione delle leggi per lunghi periodi di tempo, avendo riguardo allo sviluppo generale dello Stato e della societÓ. Inotre esistono strumenti organizzativi che possono influenzare favorevolmente la formazione delle leggi. In Polonia svolgono questa funzione la Commissione per le attivitÓ legislative, il Consiglio legislativo e, per certi aspetti particolari, lo stesso Ministro della giustizia.
Infine viene rilevato che pu˛ riuscire di notevole ausilio alla formazione razionale delle leggi la creazione d'un sistema specializzato d'informatica legislativa, atto a fornire informazioni complete e attendibili sul complesso delle leggi in vigore, sull'attivitÓ giurisprudenziale e sulle opinioni della dottrina giuridica.

vai al testo integrale / see full text