Informatica e diritto, IX Annata, Vol. IX, 1983, n. 3, pp. 5-87

Georg Henrik Von Wright

Norme, verità e logica

A livello d'interpretazione prescrittiva le formule deontiche hanno un significato prescrittivo e non esprimono proposizioni vere o false. In questo senso non si può parlare di relazioni di implicazione o compatibilità (e incompatibilità) tra le formule e neppure, quindi, di una "logica" delle norme. Tuttavia, l'attività legislativa, e anche le norme stesse, possono essere giudicate sotto vari aspetti e standards di razionalità, alcuni dei quali possono essere associati a considerazioni di carattere strettamente logico. Nella prima parte del saggio l'Autore costruisce un sistema formale di logica deontica corrispondente ai cosiddetti sistemi standard, precisandone il vocabolario e definendone le formule ben formate; esamina inoltre il problema dell'applicazione dei connettivi di enunciati alle formulazioni normative, nonché varie questioni relative alle norme di ordine superiore, alla configurabilità del "permesso" come categoria indipendente, al carattere storico delle norme e alle condizioni di soddisfacibilità alle norme che contengono obblighi o permessi; infine, costruisce gli equivalenti di diversi teoremi di logicadeontica applicando la cosiddetta "regola d'impegno razionale" e illustra gli assiomi e le regole d' inferenza del suo sistema di logica deontica. La seconda parte del saggio è dedicata alle norme condizionali o ipotetiche e al modo di formularle senza incorrere nei cosiddetti "paradossi dell'implicazione". Nella terza parte sono introdotti quantificatori temporali "sempre" e "qualche volta", riferiti rispettivamente alle norme che contengono obblighi e permessi. Le nozioni di soddisfacimento e soddisfacibilità sono estese alle norme il cui contenuto è vincolato da quantificatori temporali e sono esaminate formule complesse, composte da variabili, connettivi di verità, quantificatori temporali e operatori deontici. Nella quarta parte è elaborato il concetto di "occasione" e sono definite le condizioni di soddisfacibilità d'un corpus di norme contenente obblighi, proibizioni e permessi riferiti a una data occasione. La quinta parte tende a porre la logica dell'azione a base della logica deontica; in essa è introdotta la distinzione tra "azioni produttive" e "azioni conservative" e "azioni soppressive" (con le relative formule simboliche "B" e "S") ed è precisato il collegamento tra la nozione di "occasione" e quella di "opportunità". Enumerati gli otto modi (o tipi) atomici o elementari dell'azione di compimento e gli otto principi di distribuzione degli operatori B e S su composti molecolari di variabili, l'Autore passa a esaminare gli effetti della distribuzione degli operatori di produzione (B) e conservazione (S) con riferimento ai principi di distribuzione enucleati. Quindi è illustrata la nozione di "espressione BS" ed è descritta la procedura per costruire la "forma normale disgiuntiva perfetta" di un'originaria espressione BS. Alla logica deontica si passa aggiungendo al calcolo BS simboli O e P. Adattando i meccanismi della logica deontica sviluppata nella prima parte del saggio a norme i cui contenuti sono stati di cose descritti da espressioni BS, l'Autore analizza le condizioni di soddisfacibilità delle norme obbligatorie e delle norme permissive; a conclusione chiarisce la nozione di negazione normativa e formula osservazioni su casi particolari. La sesta parte del saggio contiene alcune note sul simbolo dell'omissione. La settima e ultima parte del saggio è dedicata ai quantificatori nella logica deontica. Gli enunciati BS preceduti dagli operatori deontici O e P sono chiamati enunciati OPBS atomici; da essi si possono formare enunciati OPBS molecolari facendo uso dei connettivi. Secondo quanto illustrato dall' Autore, gli enunciati OPBS non quantificati possono essere interpretati sia descrittivamente che prescrittivamente. Gli enunciati OPBS quantificati (atomici e molecolari), invece, devono essere interpretati descrittivamente e non possono essere interpretati prescrittivamente. L'analisi del problema del tipo d'interpretazione da attribuire agli enunciati deontici della forma Tun-Sollen (Durfen), infine, conduce a chiarire che "la norma è che qualcosa deve o può esser fatto", mentre la specificazione dell'agente cui la norma s'indirizza rimane "estranea" alla norma stessa. 

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