Informatica e diritto, XL Annata, Vol. XXIII, 2014, n. 1, pp. 77-96

Tatiana Tkacukova

Litigants-in-person as intruders in court

Stare in giudizio personalmente: come intrusi in tribunale

The paper deals with a topic almost unknown in the Italian judicial practice, but quite original and of great interest even for civil law, continental tradition: the impact of self-defense in civil proceedings, in cases when parties decide to self represent in standing before court and interacting with legal professionals and witnesses. Such aspects seem to be of interest more for legal sociology and psico-linguistic than from a legal and/or linguistic profile, but the analysis linguistic uses open quite interesting views on the behavior of judges towards private citizens. The case study concerns a non-jury libel case against two journalists promoted by McDonald's Corporations. The journalist has been accused for a leaflet distributed by the defendant that accused McDonald's for promoting junk food and using low quality products. The linguistic investigation concerns the transcriptions of the trial, the parties declarations and the interactions with the judge and the claimant's legal representatives. The analysis underlines a negative fairness by the judge in supporting cross examination of witnesses, and a negative behavior of claimant, aimed at demonstrating the inadequate competence of respondents. [abstract tratto dalla rivista]

L’articolo tratta un tema quasi sconosciuto nella pratica giudiziaria italiana ma di grande originalità e di potenziale interesse anche per i giuristi appartenenti alla tradizione continentale: l’impatto che provoca sul comportamento dei giudici (dei tribunali statunitensi) la scelta delle parti di difendersi in giudizio direttamente (self-defense), senza affidarsi al supporto di avvocati e testimoni. A prima vista, l’argomento sembra ricadere in un filone di analisi di profilo sociologico e/o psicolinguistico, più che strettamente giuridico, ma l’analisi testuale qui descritta apre innovativi punti di vista sul rapporto fra i giudici e i privati cittadini. Il caso analizzato riguarda una causa di diffamazione intentata dalla McDonald’s Corporation contro due giornalisti, accusati di aver distribuito un volantino pubblicitario in cui si accusava McDonald’s di promuovere il consumo di cibo dannoso alla salute e di utilizzare prodotti di bassa qualità. L’indagine linguistica del caso (fra l’altro vinto dagli accusati) utilizza le trascrizioni dei verbali d’udienza, ivi incluse le dichiarazioni delle parti e il contraddittorio condotto dal giudice con gli avvocati dell’accusa. L’accurata analisi del lessico e degli usi stilistici mette in luce l’atteggiamento falsamente negativo del giudice nel condurre l’interrogatorio e il tentativo dei legali dell’accusa di mettere in evidenza l’inadeguatezza degli imputati nel sostenere la difesa.

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