Informatica e diritto, II Annata, Vol. II, 1976, n. 1, pp. 193-200

Giancarlo Taddei Elmi

L'informatica giuridica presso il Centre d'Informatique Juridique (Cedij)

Sorto nel 1967 come evoluzione del Bureau Informatique del Consiglio di Stato, il Cedij (Centre d'Informatique Juridique) ha come scopo l'automazione della documentazione nel campo del diritto; a tal fine memorizza i testi legislativi e regolamentari e procede alla raccolta delle decisioni del Consiglio di Stato e della Corte di Cassazione utilizzando le analisi compiute dai servizi di documentazione delle due giurisdizioni. Oltre a questa attività principale, il Cedij si dedica anche alla ricerca teorica e applicata e ha stretto convenzioni in campo informatico con vari organi pubblici. Il sistema messo a punto dal Cedij per il reperimento dell'informazione giuridica si basa sull'adozione del metodo del full-text puro per memorizzare la legislazione, d'un metodo misto (riassunto + indicizzazione in linguaggio documentario) per le decisioni giurisprudenziali e del metodo del linguaggio documentario (serie di parole chiave) per la dottrina. Per quanto riguarda in particolare l'interrogazione degli archivi il sistema adottato dal Cedij, denominato Docilis, tende a consentire all'utente, mediante appropriati accorgimenti, di formulare la richiesta nel modo meno formalizzato possibile. Il sistema Docilis è fondato sull' impiego del DPS (Document Processing System), cioè d'un insieme di programmi standard dell'IBM che consentono di memorizzare documenti d'interesse giuridico con la tecnica del full-text e di reperirli poi mediante una strategia di ricerca soddisfacentemente articolata; recentemente però il cedij s'è orientato verso la sostituzione del DPS con un sistema conversazionale di reperimento dei dati denominato Stairs.

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