Informatica e diritto, VI Annata, Vol. VI, 1980, n. 1, pp. 39-58

Ulises Schmill

Considerazioni di semantiche di logica deontica, con particolare riferimento alla giurisprudenza

L'A. presenta una semantica per alcune logiche deontiche, utilizzando il metodo degli "insiemi modello", sviluppato da Hintikka, nella forma in cui esso è stato presentato da Snyder per la logica modale. Definiti i concetti di "insieme modello" e "sistema modello" e presentate le due possibilità generali di formalizzazione dei concetti normativi (posizioni non riduzionistiche e posizioni riduzionistiche di logica deontica), l'A. illustra particolarmente una semantica deontica della posizione non riduzionistica svolta come estensione della logica modale aletica (cioè di tipo andersonniano), estendendo le considerazioni svolte alla posizione riduzionistica. Rilevata quindi l'insufficienza, nel campo giuridico, degli operatori deontici O ("obbligatorio"), P ("permesso") e V ("vietato"), Schmill introduce il concetto di "facoltà" (F), distinguendolo da quelli di "permesso" e "autorizzazione". La "facoltà" viene definita in riferimento al contenuto di quelle norme giuridiche che stabiliscono le differenti sfere (ambito materiale, personale, temporale e spaziale) degli atti di creazione delle norme, mentre la condotta che costituisce l'esercizio d'una facoltà può a sua volta essere obbligatoria, proibita o permessa. Una volta formalizzati i concetti di facoltà, competenza e nullità, l'A. mostra come la previsione della giurisprudenza sia soggetta alle condizioni determinate da tali operatori e fornisce una risposta affermativa alla questione della possibilità della loro iterazione.

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