Informatica e diritto, XXXVII Annata, Vol. XX, 2011, n. 1-2, pp. 185-197

Cristiana Sappa

Diritti di proprietà intellettuale e dati pubblici nell'ordinamento italiano

Italian Rules on Intellectual Property Rights and Public Sector Information

Riassunto: In Italia come altrove il riutilizzo dei dati pubblici è suggerito, ma non imposto, da alcune norme recenti di derivazione europea: il decreto legislativo 36/2006, così come modificato dalla legge comunitaria 96/2010, che recepisce la direttiva 2003/98/CE; tuttavia il riutilizzo è condizionato in primo luogo da un dato fattuale (e giuridico), e cioè la messa a disposizione di questi dati da parte della pubblica amministrazione o dell'ente pubblico; ed in secondo luogo esso è chiaramente subordinato al rispetto di situazioni giuridiche soggettive (possesso, misure tecniche di protezione), di privative di derivazione privatistica (diritti di proprietà, di proprietà intellettuale, ma anche diritti contrattuali) o pubblicistica (diritti generali e speciali sui beni culturali). Questo contributo studia esclusivamente i diritti di proprietà intellettuale e più precisamente i diritti d'autore e connessi; si chiede come ed in che misura i diritti d'autore e connessi interferiscono con le norme sui dati pubblici; e se questa interferenza incentivi o limiti il riutilizzo qui menzionato. Di primo acchito ed in via generale sembra che l'esistenza di diritti esclusivi d'autore e connessi circoscriva molto l'ambito di applicazione delle norme sul riutilizzo; la risposta sembrerebbe dover essere simile anche qualora le p.a. e gli enti pubblici fossero tenuti a permettere il riutilizzo: questo esito si raggiunge attraverso una ricostruzione delle discipline sul riutilizzo e sui diritti d'autore e connessi qui studiate. Un tentativo di soluzione potrebbe essere quello di immaginare un accentramento dei diritti qui descritti presso il detentore dei dati pubblici; ma per studiare la messa in atto di questa opzione, è necessaria un'analisi approfondita dello strumento contrattuale di riferimento; in alternativa rimane l'opzione di studiare quale margine di libertà per il riutilizzo dei dati pubblici è lasciato dalle eccezioni e limitazioni al contenuto della tutela d'autore indipendentemente dal soggetto titolare dei diritti.

Abstract: The Public Sector Information (PSI) re-use is regulated in Italy by the legislative decree 36/2006 (as modified by the act 96/2010) which implements the European directive 2003/98/EC into the national law. The PSI re-use is merely suggested and not imposed by the European legislator. In addition the availability of the PSI depends on the public administrations initiatives and this has an impact on re-uses. The PSI re-use is also influenced by the possession of data, the existence of technological protection measures on them, prerogatives such as property rights, intellectual property rights, norms on public and cultural goods, privacy and personal data, and so forth. This work studies intellectual property rights, with particular attention to copyright and some neighboring rights. It analyses how and to what extent copyright and neighboring rights interfere with norms on PSI and whether these interferences encourage or limit the PSI re-uses. At a first glance it would seem that the existence of copyright and neighboring rights limits substantially the application of PSI re-use norms. This statement would seem to concern also the public sector bodies that must allow the PSI re-use. An attempt of solution would be to centralize under the control of the public sector body holding the PSI the prerogatives which impose obstacles to the re-uses. However, in order to understand the concrete feasibility of this option an in depth analysis of contracts is needed. Should copyright contractual clauses interpretation unfit the purpose of optimal re-uses, it would be necessary to study the room left to the re-users by exceptions and limitations to the content of the copyright or neighboring rights protection.

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