Informatica e diritto, XLIII Annata, Vol. XXVI, 2017, n. 1-2, pp. 453-482

Mimma Rospi

Social media, minori e cyberbullismo: lo status quo
della legislazione nazionale ed eurounitaria

Social Media, Children and Cyberbullying:
The
status quo of Italian and European Union Legislation

Il contributo presenta una riflessione sul rapporto tra i minori e i social network. I moltissimi casi di cyberbullismo hanno dimostrato le falle dei sistemi di tutela a causa della scarsa educazione dei minori a un uso corretto della Rete. Si sostiene che l’attenzione dei legislatori deve concentrarsi sul contrasto al fenomeno del cyberbullismo e allo stesso tempo deve incentivare l’apprendimento di un uso corretto della Rete, anche con strumenti di soft law come i codici di condotta. A tal fine sono analizzati gli elementi positivi e negativi sia della legislazione europea, che nell’art. 8 del regolamento (UE) 2016/679 affronta la problematica dell’accesso ai servizi della società dell’informazione dei minori, sia della recente legge italiana contro il cyberbullismo (l. 71/2017). In particolare, si ritiene che sia  necessario incentivare l’approccio multidisciplinare per individuare buone pratiche all’interno di un “buon cyberspazio”, quale luogo di esercizio delle libertà fondamentali, nonché migliorare il metodo della co-regulation.

The goal of this paper is to reflect on the relation between children and social networks. There are many cases of  cyberbullying, because children use frequently the web without a correct digital education. So the legislators have to contrast this phenomenon, but at the same time they have to improve a correct use of Internet further with soft law like codes of conduct. This paper analyses positive and negative elements of the European legislation for children and their use of services of information society (in  especially, the Article 8 of Regulation (EU) 2016/679) and the new Italian Cyberbullying Act (2017/71). In particular, it seems to be necessary to improve the multidisciplinary approach to create good practises in a “good cyberspace” like a marketplace of the exercise of the fundamental rights and to exploit the method of co-regulation.

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