Informatica e diritto, XXXIX Annata, Vol. XXII, 2013, n. 1, pp. 167-186

Orlando Roselli

The Ever Changing Legal Dimension and the Controversial Notions of Law and Science


An apparent paradox characterises the work of the jurist: the difficulty of defining the object of his investigation. The most difficult question to find an answer for is precisely what is the law. For a long time the dominant legal culture, in particular in civil law countries, aspired to attribute the monopoly of law-making to the State and reduce the role of the jurist to that of a simple commentator of the legislator's intent. In times of transition, of profound social transformations, the great legal theories reveal their inadequacy.
Modern legal culture is faced with an obvious difficulty in performing its principal ordering function when it encounters the plural phenomena of globalisation; the radical ever accelerating transformation of the social tissue; the invasiveness of new technologies; the changing relationship among rules, time and space. The task of legal culture is to recognise the 'signs' of these transformations and to reappraise categories, tools, and legal institutions able to provide answers to the legislative needs of post modern societies.
In contemporary law-making, legal authority, jurisprudence, arbitration awards, custom, and the role of jurists in directing the way institutions, large law firms, bodies that are created to promote, in both the scientific and operational field, a common legal language take on an increasingly important role.
The complexity and changeability of social relations require adequate training, professionalism and flexibility. The challenge of globalisations and competition among economic systems plays not so much on all the material factors of production but on the capacity of legal culture to put an ever increasingly complex social dimension into order.
Planetary technological development produces an actual anthropological mutation and poses very real problems relating to the protection of fundamental rights.
The greatest difficulty for the modern jurist is to acquire an historically conscious method that enables him to decipher the consequences of social changes. For this purpose, the jurist must be open even more so than in the past to the contribution of other sciences, he must broaden the horizon of his research in the understanding that, at the basis of scientific development, there is no presumption of a final result but, rather, a healthy uneasiness that pushes him to rethink his results which he should never assume to be ontologically definitive.

La mutevole dimensione giuridica e le controverse nozioni di diritto e scienza

Un apparente paradosso caratterizza il lavoro del giurista: la difficoltà  di definire l'oggetto della propria indagine. La domanda più difficile a cui dare risposta è proprio quella di che cosa sia il diritto. Per lungo tempo la cultura giuridica dominante, in particolare nei Paesi di civil law, ha preteso di ricondurre l'intera dimensione giuridica nell'ambito del monopolio della produzione del diritto da parte dello Stato e ridurre il ruolo del giurista a semplice esegeta della volontà del legislatore. Nelle epoche di transizione, di profonde trasformazioni sociali, le grandi teorie del diritto svelano la loro inadeguatezza.
La cultura giuridica contemporanea incontra una evidente difficoltà nello svolgere la propria funzione ordinante di fronte ai plurali fenomeni di globalizzazione; al radicale sempre più accelerato trasformarsi del tessuto sociale; alle invasività delle nuove tecnologie; al mutare del rapporto tra le norme, il tempo e lo spazio. Il compito della cultura giuridica è quello di cogliere i 'segni' di tali trasformazioni e ripensare categorie, strumenti, istituti capaci di dare risposte alle esigenze ordinamentali delle società pos-moderne.
Nella formazione del diritto contemporaneo acquistano un ruolo sempre più rilevante la dottrina, la giurisprudenza, i lodi arbitrali, le prassi, il ruolo dei giuristi nell'orientare l'operato delle istituzioni, i grandi studi professionali, organismi preposti a promuovere sul terreno sia scientifico che operativo un comune linguaggio giuridico.
La complessità e mutabilità delle relazioni sociali richiede adeguata formazione, professionalità e flessibilità. La sfida delle globalizzazioni, la competizione tra sistemi economici, si gioca non tanto sui fattori materiali della produzione quanto sulla capacità della cultura giuridica di ordinare una dimensione sociale sempre più complessa.
Il planetario sviluppo tecnologico produce una vera e propria mutazione antropologica e pone rilevantissimi problemi di tutela degli stessi diritti fondamentali.
La difficoltà maggiore per il giurista contemporaneo è acquisire un metodo, storicamente consapevole, che lo renda capace di decifrare le conseguenze delle trasformazioni sociali. A tal fine, il giurista deve aprirsi ancora più che nel passato all'apporto delle scienze più varie, deve allargare l'orizzonte delle proprie indagini nella consapevolezza che alla base dello sviluppo scientifico non vi è la pretesa di un risultato definitivo ma una salutare irrequietezza che spinge sempre a ripensare i propri risultati mai presupposti come ontologicamente definitivi.

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