Informatica e diritto, VIII Annata, Vol. VIII, 1982, n. 2, pp. 93-116

Rodolfo Pagano

Informatica e potere legislativo

L'espressione "potere legislativo" è assunta dall'A. con riferimento sia alla funzione legislativa che all'organo che esplica tale funzione. Quanto a questa seconda accezione si rileva che l'informatica è destinata a incidere profondamente sugli assetti costituzionali degli Stati, in quanto la possibilità che essa offre d'organizzare e rendere accessibile insiemi coerenti di dati (economici, sociali, scientifici, ecc.) e d'elaborare nuovi modelli decisionali, se congiunta con l'ineguale distribuzione degli strumenti informatici tra i poteri costituzionali, rischia di svalutare lo stesso ruolo del Parlamento. In questa prospettiva, attualmente in Europa gli organi legislativi stanno svolgendo un'attività di sistemazione e razionalizzazione delle loro fonti d'informazione, collegandosi anche a banche di dati esterne per quanto riguarda la documentazione economica e statistica. Relativamente ai rapporti tra informatica e funzione legislativa si pongono due interrogativi fondamentali: si tratta cioè di stabilire cosa sia un sistema d'informatica giuridica e cosa esso offra al legislatore. Problemi più specifici, e di natura strettamente giuridica, riguardando la fissazione del termine a quo del sistema informativo e l'individuazione delle norme da immettervi. Appurato che nel sistema informativo è solo possibile immettere le norme promulgate - senza distinzione tra quelle vigenti e quelle non più in vigore -, si evidenzia una situazione di sostanziale "incontrollabilità" dell'ordinamento, cui sarebbe possibile ovviare almeno in parte col ricorso a un'adeguata tecnica legislativa. La fase anteriore alla presentazione del progetto di legge - e quindi la sua redazione - non è regolata da norma e pertanto è attualmente rimessa alla prassi o ai suggerimenti contenuti nell' esigua letteratura sull'argomento. Ogni legge dal punto di vista del contenuto può comprendere, oltre a uno o più enunciati definizioni concettuali o citazioni di norme già promulgate. Sono causa d'indeterminatezza dell' ordinamento l' ambiguità semantica e sintattica degli enunciati, la rarità delle definizioni, l'uso d'un linguaggio non specializzato, il ricorso indisciplinato alla tecnica dei riferimenti. Solo un sistema d'informatica giuridica integrato consentirebbe il controllo permanente dell' ordinamento, fornendo al legislatore gli elementi necessari a migliorare la sua tecnica di produzione delle norme. Infine restano tuttora da affrontare e approfondire i problemi relativi alla realizzazione di sistemi informatici di previsione e simulazione nel campo legislativo e le questioni connesse con l'emanazione di leggi a contenuto amministrativo aventi caratteristiche formali tali da renderle automaticamente applicabili.

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