Informatica e diritto, XLI Annata, Vol. XXIV, 2015, n. 1-2, pp. 201-215

Jeanne Pia Mifsud Bonnici, Melania Tudorica, Joseph A. Cannataci

La regolamentazione delle prove elettroniche nei processi penali in “situazioni transnazionali”: problemi in attesa di soluzioni

Regulating ‘Cross-border Situations’ in Electronic Evidence in the Criminal Law Process: Difficulties Waiting for Solutions

Le prove elettroniche, definite come «quelle con valore probatorio generate da, memorizzate su o trasmesse da qualsivoglia dispositivo elettronico» hanno progressivamente assunto un ruolo sempre più importante nei processi penali. Questo non sorprende, considerando che tanta parte delle attività quotidiane viene registrata su dispositivi elettronici; ad esempio, il consumo dell’energia elettrica viene memorizzato su contatori elettronici “intelligenti”; i telefoni cellulari memorizzano informazioni sulle nostre chiamate, sui messaggi ricevuti e inviati e anche sui nostri comportamenti in rete, sui nostri stili di vita. Tutte queste informazioni potrebbero, successivamente, assumere valore probatorio in un processo penale. Oltre alla sua particolare natura, o forse proprio per questa, la prova elettronica non è necessariamente correlata alla stessa giurisdizione territoriale in cui il presunto crimine è stato commesso o nella quale l’investigazione si svolge. Questo articolo mette in evidenza tre aspetti transnazionali legati alla natura della prova elettronica: (i) laddove tale natura dipenda dal fornitore del servizio responsabile della “registrazione” dell’informazione; (ii) laddove tale natura dipenda da dove viene conservata l’informazione digitale; (iii) laddove dipenda dalla natura transnazionale del crimine commesso. Il  contributo riflette su questi tre aspetti della prova elettronica quando si tratti di disciplinarla nel processo penale; inoltre mostra come l’attuale quadro normativo a livello dei singoli ordinamenti nazionali e a livello internazionale sia insufficiente per le odierne esigenze investigative. Infine, viene discusso come l’adozione di soluzioni agli attuali limiti e lacune non si riduca solo all’introduzione di nuovi accordi internazionali ma è più complessa e richiede nuovi concetti giuridici e la collaborazione di un grande numero di attori.

Sommario: 1. Introduzione – 2. Disciplina della prova elettronica a livello nazionale – 2.1. Ammissibilità della prova elettronica nel  processo penale – 3. Natura transnazionale della prova elettronica – 4. Affrontare la sfida transnazionale – 4.1. Acquisizione di prove  (elettroniche) da un altro paese – 4.2. Prospettiva nazionale della collaborazione su questioni transnazionali – 5. Come affrontare limiti e  lacune del quadro giuridico?

English Abstract: More and more, “electronic evidence”, defined as “any of potential probative value that is manipulated, generated  through, stored on or communicated by any electronic device” , plays an important role in criminal trials. This is not surprising given that most of the activities we take part in daily are captured in an electronic way, e.g., our electricity consumption is registered  electronically by smart meters, our smart mobile phones store information on our calls, messaging, internet behaviour, life-style choices  etc. all of which may have some potential probative value in a criminal trial. Apart from, or because of, its particular nature, electronic  evidence is not necessarily linked to the same territorial jurisdiction as where an alleged crime would have taken place or is being  investigated. This paper focuses on three aspects of this cross-border nature: i. where it may be due to the information provider “recording” the information; ii. where the actual digital information is stored; iii. where the crime itself has a cross-border nature. This paper reflects on these three effects of this “cross-border” nature of electronic evidence when regulating electronic evidence in the  criminal law process. This paper shows how current national and international legal frameworks are insufficient to meet with the  current needs. Further it is argued that solving the current shortcomings is not merely a matter of introducing new agreements but is  more complex, needing new theoretical frameworks and the collaboration of a large variety of actors.

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