Informatica e diritto, XXXV Annata, Vol. XVIII, 2009, n. 1, pp. 93-103

Daniela Messina

Le prospettive del diritto all'oblio nella Società dell'informazione e della comunicazione

Il lavoro si propone di analizzare la rilevanza del diritto all'oblio e le possibili forme di tutela di tale situazione giuridica soggettiva in un'era, quella della Rete, che sta progressivamente cambiando la percezione che l'uomo ha di sé come individuo e come membro di una comunità. Favorendo l'abolizione dei confini spazio-temporali ed il potenziamento della capacità di memorizzazione, le nuove tecnologie si stanno infatti imponendo come indispensabile strumento di archiviazione dei dati, arrivando a modificare la stessa percezione collettiva del passato. Le conseguenze di tale cambiamento risultano evidenti in particolar modo nell'ambito dell'attività di informazione dove oggi si pone il problema dell'impossibilità di "dimenticare", di consentire ancora che il tempo, come sempre, faccia il suo corso cancellando il ricordo relativo ad un avvenimento, un protagonista (talvolta involontario) o una vicenda, dal momento che la notizia risulta molto spesso imprigionata in una rete non più fisica, ma virtuale. Da qui l'accentuarsi dell'esigenza collettiva di una rilettura e valorizzazione del diritto all'oblio come esigenza di tutela della propria sfera privata, basata sul diritto a non veder distorta la propria immagine attuale a causa di un'ingiustificata reiterazione di notizie relative a vicende o affermazioni che in passato lo hanno visto protagonista, ma che non corrispondono più a quella che è l'attuale proiezione dell'identità di un individuo all'interno della società. Occorre tuttavia bilanciare la tutela del diritto all'oblio con la libertà di informazione, ricercando un punto di equilibrio tra il diritto di narrare gli avvenimenti e di informare i consociati ed il fondamentale diritto del singolo a non veder minata la naturale evoluzione della propria personalità con una nuova diffusione di notizie che ripropongono un'identità cristallizzata, mai evolutasi nel tempo e, quindi, spesso non corrispondente all'attuale ruolo dell'individuo nella società. Il lavoro di bilanciamento è stato svolto in passato essenzialmente dalla dottrina e dalla giurisprudenza, in assenza di un intervento legislativo volto a riconoscere il diritto all'oblio come diritto soggettivo costituzionalmente garantito. Successivamente, l'introduzione della normativa sul diritto alla tutela dei propri dati personali ha consentito di porre alcuni punti fermi nell'attività di interpretazione, ma restano oggi ancora alcuni nodi insoluti legati proprio all'avvento delle nuove tecnologie e all'uso crescente di queste ultime a scopo informativo. Un disegno di legge è attualmente in discussione in Parlamento, ma elementi di utile approfondimento vengono anche dall'esperienza comparata, con particolare riferimento ad un progetto di legge francese. In entrambi i testi in discussione, nei quali non mancano luci ed ombre, appare presente la volontà di riconoscere il diritto all'oblio quale diritto meritevole di tutela autonoma e distinta dai pur fondamentali diritti alla riservatezza e all'identità personale, nel pieno rispetto dei rispettivi dettati costituzionali. Se, infatti, obiettivo comune delle carte costituzionali è quello di garantire i diritti inviolabili ed indispensabili per un adeguato e corretto sviluppo della personalità di un individuo nella società anche e soprattutto in linea con l'evoluzione che inevitabilmente la contraddistingue, il diritto all'oblio si pone come ulteriore strumento di tale adempimento, legittimato dalle nuove esigenze che proprio quel progresso inarrestabile ha portato alla luce.

Sommario: 1. Il diritto "di dimenticare" e "di essere dimenticati" - 2. Il difficile cammino del riconoscimento del diritto all'oblio - 3. Il legislatore e la disciplina del diritto all'oblio - 4. I tre elementi cardine del diritto all'oblio: tempo, interesse sociale e soggetti legittimati ad agire

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