Informatica e diritto, VIII Annata, Vol. VIII, 1982, n. 2, pp. 53-77

Antonio Anselmo Martino

Contributo logico-informatico all'analisi della legislazione

╚ ormai un'esperienza pressante elaborare regole che consentano di mettere ordine nella legislazione esistente (a livello nazionale e internazionale) e di migliorare la tecnica della produzione legislativa futura; da tali regole potrebbero facilmente derivarsi i criteri idonei a una valida integrazione e unificazione del diritto. Nell'articolo Ŕ descritta un'esperienza d'informatica giuridica metadocumentaria relativa alla costruzione d'un programma automatico per l'analisi degli ordinamenti giuridici vigenti. Definita la nozione di "sistema giuridico" come insieme delle norme vigenti in un dato tempo e spazio, viene considerato come modello del sistema un insieme di enunciati isomorfo rispetto al primo. Del modello dev'essere poi individuato l'ambito normativo, mentre al suo interno occorre precisare tutte le condizioni rilevanti e univoche. Le conseguenze delle condizioni sono azioni umane possibili e le relazioni tra le azioni possono essere rappresentate mediante gli operatori logici. Oltre al "dovere" e alla "proibizione", che sono gli operatori deontici principali, sono configurabili numerosi altri operatori (il "permesso forte", il "permesso debole", il "permesso bilaterale", ecc.); ai fini del modello proposto sono per˛ considerati sufficienti gli operatori interdefinibili di "obbligatorio", "proibito", "permesso" e "facoltativo". L'esposizione Ŕ chiarita da un esempio tratto dal codice civile francese in materia di requisiti per contrarre matrimonio, ma Ŕ subito dopo segnalata l'attuale impossibilitÓ di passare dal modello statico al suo inserimento dinamico nell'ordinamento.

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