Informatica e diritto, XV Annata, Vol. XV, 1989, n. 1, pp. 55-61

Davor Krapac

Computer evidence in the continental criminal procedure: some admissibility and proof-taking issues

La prova elettronica nel diritto processuale penale continentale: problemi di ammissibilità e di esibizione delle prove

L'informazione prodotta dall'elaboratore elettronico differisce notevolmente da quelle che possono inquadrarsi nell'ambito delle prove tradizionali, quali le testimonianze, gli atti e i documenti diretti a provare o confutare i fatti d'una causa. Di conseguenza si pongono due importanti questioni, con riferimento, l'una all'ammissibilità della "prova elettronica" nei procedimenti penali e, l'altra,  al suo grado di credibilità in ordine alla sua assunzione in giudizio con valore probatorio.
L'ammissibilità della prova fornita mediante il computer è esaminata in relazione ai sistemi penali continentali, di tipo inquisitorio. La protezione del diritto alla riservatezza e altri diritti costituzionalmente  riconosciuti ai cittadini (regolati dal "Rechtsstaatsprinzip" in Germania e dalla "Loyauté dans la recherche des preuves" in Francia)  possono rendere inammissibili le prove ottenute mediante strumenti elettronici. Ugualmente difficile è la valutazione di prove attinenti ai reati informatici.
In generale, poi, la mancanza di conoscenze adeguate nel campo dell'informatica pone i giudici nell'obiettiva impossibilità d'applicare efficacemente il principio della "libera valutazione delle prove"; solo con l'istituzione di tribunali altamente specializzati sarà possibile ovviare a tali gravi inconvenienti.

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