Informatica e diritto, I Annata, Vol. I, 1975, n. 1, pp. 105-117

Benito Iperti

Tecniche informatiche e iter di formazione e manifestazione del libero convincimento del giudice penale

Il giudice, di fronte al supposto reato accaduto, deve procedere alla fissazione degli elementi di fatto, alla qualificazione giuridica del fatto, e, per ultimo, all’individuazione e interpretazione della norma giuridica da applicare nel caso concreto. L’iter del convincimento del giudice - convincimento su cui deve fondarsi la sua giusta decisione - riguarda sia i soggetti investiti direttamente o indirettamente dell’attività di ricostruzione del fatto, sia l’oggetto della verifica e della ricostruzione, nonché i mezzi mediante i quali tale attività trova estrinsecazione (mezzi di prova). Le procedure enunciate possono subire trasformazioni a motivo della crescente diffusione dei mezzi per l’elaborazione automatica dei dati. L’elaboratore elettronico, se richiesto di decidere un dato fatto, deciderà sempre nello stesso modo e conformemente al programma previsto, ma la decisione automatica potrà risultare errata o per erronea rappresentazione del fatto da giudicare o per difetti di programmazione relativi al confronto tra i dati relativi alla situazione di fatto e quelli relativi alla situazione di diritto. Alla decisione eventualmente imperfetta della macchina deve seguire, se del caso, la correzione ragionata dell’uomo, che potrà a sua volta costituire un arricchimento "culturale" della macchina stessa. Per quanto riguarda in particolare l’iter di formazione del convincimento, l’istituzione del casellario penale automatizzato consentirà di conoscere tempestivamente i precedenti dell’indiziato o dell’imputato, mentre il sistema d’automazione realizzato dalla Cassazione per la ricerca delle massime civili e penali permetterà al giudice di conoscere l’orientamento della giurisprudenza, per ciascun elemento trattato, fin dal momento della formulazione dell’imputazione. Polizia e carabinieri, poi, già dispongono di elaboratori elettronici interrogabili direttamente da qualsiasi località del territorio e in grado di fornire indicazioni precise sia sulla persona dei pregiudicati sia sulle caratteristiche del loro modus operandi. Nella prospettiva d’automazione illustrata il principio del libero convincimento del giudice non subirebbe però alcuna limitazione, rimanendo comunque sempre impregiudicata la libera valutazione delle prove. Non è facile invece pensare alla possibilità pratica di rendere automatico anche il controllo sulla motivazione: almeno allo stato attuale della tecnica tale realizzazione non sembra possibile a causa della imprevedibilità delle forme che le motivazioni possono assumere nella loro esplicazione logica. Infine il problema della qualificazione giuridica del fatto, nonché dell’individuazione e interpretazione della norma giuridica, può considerarsi già in buona parte risolto, se si tiene presente che in proposito la questione di fondo consiste nella possibilità per il giudice di disporre in breve tempo del maggior numero possibile d’informazioni relative a norme, dottrina e giurisprudenza.

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