Informatica e diritto, IX Annata, Vol. IX, 1983, n. 3, pp. 141-166

Angelo Gallizia

L'ufficio dell'operatore del diritto

L'ufficio dell'operatore del diritto sicuramente rientra tra gli oggetti potenziali dell'office automation. In esse sono però presenti alcuni problemi di natura diversa da quelli tecnologici: si tratta dei problemi di trattamento del linguaggio, in cui la parola non si presenta soltanto come stringa di caratteri, ma esprime significati e produce effetti giuridici. L'indagine svolta dall'Autore è centrata sulla formazione e circolazione del documento giuridico, considerato come supporto materiale dell'attività dell'operatore del diritto (sia privato che pubblico). I messaggi giuridici sono classificati in quattro categorie, a seconda che la legge disciplini o meno le singole fasi relative alla loro emissione, trasmissione e ricezione. In particolare per i messaggi giuridici di cui non sia regolata la procedura di ricezione (destinatario ignoto al momento della trasmissione) l'informazione dev'essere conservata in modo da poter essere poi fornita in occasione della richiesta del destinatario; di conseguenza, occorre dotare il documento di dati aggiuntivi, specificatamente destinati a soddisfare quest'esigenza. Alla codificazione necessaria all'inserimento dei dati nell'archivio ("codificazione d'entrata") deve corrispondere poi simmetricamente la codificazione effettuata dall'utente del sistema nel formulare la sua richiesta d'informazione ("codificazione della domanda"). Ciò richiede che le due operazioni vengano svolte applicando rigidamente regole fisse eesplicite. L'Autore esamina le caratteristiche dei dati (fattuali e giuridici) in ordine alla formalizzazione, indaga sulla possibilità d'automatizzare le procedure di codificazione e di redazione dei documenti legali e richiama l'attenzione sull'importanza del ruolo che l'elaboratore elettronico può svolgere in funzione ausiliaria dell'operatore del diritto. Quando oggetto al trattamento automatico sia un'informazione non strutturata (in particolare il contenuto semantico del linguaggio), il sistema di reperimento agevola l'incontro tra domanda e documento pertinente, senza tuttavia garantirlo. La diversità dei linguaggi d'accesso agli archivi e il carattere euristico delle relative procedure d'interrogazione insieme evidenziano ed esprimono le difficoltà che s'incontrano in questo campo. Al fine di eliminare il rischio semantico a carico dell'utente del sistema, secondo l'Autore sarebbe necessario adottare documenti secondari con funzioni esclusivamente documentarie (di recupero dell'inflazione) e non anche informative (di sostituzione del contenuto informativo del documento). A conclusione dell'articolo sono espresse alcune considerazioni sul ruolo che la Pubblica Amministrazione, gli operatori del diritto e la stessa scienza giuridica dovrebbero svolgere nella progettazione dell'informatica giuridica ed è richiamata l'attenzione sull'opportunità di testare preventivamente le soluzioni informatiche ipotizzate mediante la realizzazione di modelli della realtà operativa giuridica in cui l'utente sia attivamente coinvolto. 

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