Informatica e diritto, XV Annata, Vol. XV, 1989, n. 1, pp. 7-13

Vittorio Frosini

Human rights in the computer age

Durante la seconda metà di questo secolo ha avuto luogo una vera e propria mutazione antropologica: l'uomo, come simbolo di tutta l'umanità, nella sua dimensione globale, ha creato una nuova immagine di se stesso, l'"uomo nuovo" che vive e opera nell'era del computer. Questo "uomo nuovo" è diverso dagli uomini di tutte le generazioni precedenti soprattutto perchè, grazie ai progressi tecnologici conseguiti, è in grado di comunicare simultaneamente con qualunque altro essere umano sulla terra, ma anche di uscire dal suo stesso ambiente naturale, avventurandosi nell'esplorazione dello spazio, e d'avvalersi dell'ausilio di potenti elaboratori elettronici per prendere decisioni rapide e precise.
Su queste nuove condizioni della vita umana occorre svolgere un'approfondita riflessione, esaminando le questioni etiche implicate. Si sta assistendo a una "rinascita" dell'uomo, che omporta trasformazioni radicali nei suoi modelli di pensiero e di comportamento; sorge però l'esigenza d'inquadrare correttamente le nuove esperienze che la vita oggi propone, rapportandole a una precisa valutazione etica, individuale e sociale.
Il progresso tecnologico ha recato notevoli benefici all'umanità, ma, nello stesso tempo, sembra assalire la stessa dignità della persona. È l'uomo, infatti, che conferisce una valenza, positiva o negativa, al progresso: le scoperte fatte per  migliorare la qualità della vita sono servite anche per minacciare e impoverire le risorse spirituali dell'umanità. Per questo motivo una rassegna critica delle nuove filosofie e dei nuovi modellli comportamentali emergenti nell'era dei computer non può assumere il tono di un'apologia, ma deve invece stimolare l'analisi, sollecitando un'efficace tensione morale.
La nuova realtà etica dovrà essere in armonia coi tempi e quindi aderire il più possibile ai problemi e ai valori espressi dalla realtà che ci circonda. Gli elementi fondamentali su cui si basa la vita spirituale dell'individuo sono, oltre al diritto alla vita stessa (inteso in un senso più ampio della semplice sopravvivenza), il diritto alla libertà (che può essere definita come "integrità morale" della persona) e il diritto alla felicità, che corrisponde a un bisogno insopprimibile dell'essere; quest'ultimo, in particoalre, in quanto non può realizzarsi se non è riconosciuto e protetto dalla collettività, evidenzia l'importanza d'una organizzazione sociale coerente e ordinata.

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