Informatica e diritto, I Annata, Vol. I, 1975, n. 1, pp. 26-35

Vittorio Frosini

La giuritecnica: problemi e proposte

L’esigenza di fare ricorso a un termine che fosse rappresentativo e indicativo della nuova condizione di lavoro mentale del giurista - condizione determinata in particolare dall’applicazione delle tecniche d’elaborazione elettronica dei dati al diritto - è stata avvertita molto presto. Leo Loevinger, nel 1949, intitolò Jurimetrics l’articolo con cui intraprendeva i primi tentativi di "utilizzare i metodi della scienza nel campo del diritto", mentre nel 1963 Paul S. Hoffman coniò il termine Lawtomation (da law e automation: diritto e automazione) che venne tradotto in italiano con "automazione giuridica". Mario G. Losano propose e propagandò, al fine d’indicare adeguatamente il nuovo metodo d’affrontare i problemi giuridici, il termine di "giuscibernetica", ma contemporaneamente s’era venuta affermando, per designare lo stesso ordine di problemi, l’espressione "informatica giuridica" (dal francese informatique, coniato nel 1962 da Philippe Dreyfus). Col termine di giuritecnica non si pretende di voler sostituire quelli sopra menzionati, ma ci si limita a proporre un nuovo simbolo semantico, riassuntivo delle attuali istanze emergenti nel dominio della nuova esperienza giuridica, e di facile fungibilità. Per giuritecnica s’intende dunque la tecnologia giuridica, e cioè la produzione in atto delle metodologie operative nel campo del diritto risultanti dall’applicazione di procedimenti e di strumenti tecnologici. La giuritecnica, così concepita, andrebbe distinta dalla tecnica dei giuristi, genericamente intesa come la capacità di manipolazione mentale che contraddistingue il lavoro del giurista rivolto a un fine pratico di soluzione di un problema giuridico. I problemi della giuritecnica sarebbero invece quelli che sorgono da una compenetrazione fra quelli giuridici e quelli tecnologici, in modo tale da obbligare a un mutamento di mentalità dello studio e dell’operatore del diritto. Rilevato poi come il calcolatore elettronico del nostro tempo sia uno strumento tecnologico, che partecipa cioè di un’organizzazione scientifica collettiva e che adempie a una funzione - insieme logica e tecnica - di rilevanza sociale, vengono poi esaminati i problemi giuridici suscitati dall’uso dell’elaboratore, con particolare riferimento a quelli che derivano dall’esigenza d’un controllo giuridico sugli stessi calcolatori, per i quali si ritiene sarebbe opportuno disporre l’obbligo di registrazione e la creazione d’una relativa anagrafe. Del pari urgente sarebbe predisporre una disciplina giuridica del servizio d’informazioni organizzato e gestito elettronicamente dalla pubblica amministrazione e intervenire decisamente nella formazione culturale del giurista introducendo nelle nostre facoltà di giurisprudenza lo studio della tecnologia giuridica.

vai al testo integrale / see full text