Informatica e diritto, XL Annata, Vol. XXIII, 2014, n. 1, pp. 97-109

Silvia Ferreri

Qualità dei documenti e qualità della legislazione. A proposito di una ricerca promossa dalla Commissione europea

Document quality control of statutory and administrative texts. A short report on a European Commission funded research

L'articolo illustra i risultati di una ricerca, alla quale un gruppo di studiosi torinesi ha preso parte, per la Commissione europea - Direzione generale traduzione, in tema di qualità dei documenti prodotti dalle pubbliche amministrazioni e da organizzazioni internazionali. Non avendo la Commissione europea specificato che cosa si intendesse per "qualità" dei documenti, l'indagine ha privilegiato l'elemento della "trasparenza", intesa come leggibilità del testo. I dati raccolti indicano un incremento di sensibilità verso la comunicazione semplificata con i destinatari dei documenti ufficiali, lungo una direttrice che parte dall'emisfero sud (Australia) verso il Nord (USA) (anni Settanta), con un movimento in Europa dalla Scandinavia (Svezia e poi in Finlandia) verso l'Inghilterra e via via la Germania, la Francia, la Spagna, anche l'Italia. Nella varietà di strategie adottate dai diversi enti si trovano alcuni snodi cruciali. Tra i più evidenti: la precauzione di assicurare al legislatore un servizio di supporto unificato che lo assista nel mantenere coerenza nello stile e nella terminologia (come in Germania). Quando la redazione legislativa richiede l'uso di più lingue (Stati con più lingue ufficiali o organizzazioni internazionali), un accorgimento necessario è il controllo centralizzato, spesso collegato al Governo, come nel caso Finlandese ("Government Translation Unit" presso l'ufficio del Primo ministro). Dal punto di vista tecnico è preferibile che le diverse versioni linguistiche siano negoziate parallelamente, mano a mano che i diversi articoli di legge vengono discussi, attraverso il procedimento di "co-drafting": altamente raccomandato, ma sistematicamente utilizzato solo in Canada e Svizzera (altrove, in modo discontinuo). Nelle organizzazioni internazionali il procedimento di co-redazione è raramente seguito: l'esperienza in materia marittima, durante i negoziati della Convenzione delle Nazioni Unite del 1982, sul "diritto del mare" non è stato privo di difficoltà. Tutti i corrispondenti di istituzioni che devono gestire più lingue hanno confermato l'utilizzo di supporti tecnologici con programmi tipo "Dtsearch e Copyscape" (ONU), "Mercury CAT" (ONU), "Framemaker" (UK), "Logiterm" (CEDU, Corte Eur. dir. Uomo), "eNorm", "Destatis webservice" (Germania), "MultiTrans" (OECD), "CAT-FUSION", "WORDFAST", "Language Translation Science" ecc. Tra le applicazioni di taluni software, al di là delle esigenze traduttive, si può mirare a mantenere traccia degli emendamenti e correlare le modifiche a testi connessi; identificare citazioni non riconosciute; segnalare gli acronimi corretti, proporre espressioni ricorrenti/formule convenzionali. In Italia rileva il contributo dei linguisti computazionali che hanno reso disponibili software che aiutano a semplificare il linguaggio burocratico.

Sommario: 1. Introduzione. - 2. Considerazioni generali. - 3. Accorgimenti adottati. - 4. Redazione multilingue. 4.1. Negli Stati. 4.2. Nelle organizzazioni internazionali. - 5. Incidenza dei sistemi automatici di traduzione. - 6. Le corti internazionali.

English Abstract: The article presents the results of a study performed by a group of scholars belonging to Turin university on behalf of the EU Commission, DGT (Directorate general translation) on Quality Document Control in public administrations and international organisations. The research was focused mainly on the transparency of documents, on their readability. Data collected highlight an increased attention to issues of communication with citizens starting from the earlier experiences in Australia toward the Northern Hemisphere (USA, in the '70), with a development in Europe from the Scandinavian countries towards England and subsequently towards Germany, France, Spain, and also Italy. In the variety of policies implemented we noticed some relevant features. Such is the support offered to the legislator by means of a central service helping in keeping a uniform style and a consistent terminology (as it happens in Germany). Where the legislator has to use more than one language (multilingual countries or international organisations) a necessary precaution concerns the centralized control performed by services often connected to the Government, as in Finland (Government Translation Unit). Looking at the technical approach the research has observed that the negotiation of legal texts in several languages in parallel (co-drafting) is preferable: this procedure is highly recommended in theory, but consistently followed in practice only in a few cases, such as Switzerland and Canada (elsewhere, only discontinuously). Within international organisations the co-drafting procedure is only rarely followed: the maritime experience, during the negotiations of the 1982 UN Convention on the "law of the sea", has met significant difficulties. All respondents from institutions bound to the use of several languages have confirmed that they employ technologies such as Dtsearch, Copyscape (UN), Mercury CAT (UN), Framemaker (UK), Logiterm (ECHR - European Court of Human Rights, Strasbourg), eNorm, Destatis webservice (Germany), MultiTrans (OECD), CAT-FUSION, WORDFAST, Language Translation Science, and so on. Beyond offering translation support, some software may help in tracking amendments to legislative bills and in connecting to texts that may be involved. Some software help in identifying acronyms, quotations, expressions that are often recurring in official documents. In Italy consideration must be given to the software devised by computational linguists, these are helpful in simplifying the bureaucratic language of the administration.

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