Informatica e diritto, XVI Annata, Vol. XVI, 1990, n. 1, pp. 131-157

Carlos Maria Correa

The legal protection of software

La protezione giuridica del software

L'articolo esamina, da un punto di vista economico, i principali problemi connessi con la protezione giuridica dei programmi elettronici, con particolare riferimento ai Paesi di recente industrializzazione e ai Paesi a reddito medio.
La prima parte del contributo è dedicata all'analisi delle caratteristiche della produzione e del mercato del software nel mondo al fine di porre in evidenza il contesto generale in cui si è svolta la trattazione. La tesi sostenuta è che in questo campo sussista un profondo divario tecnologico e industriale tra Nord e Sud e che, per i Paesi in via di sviluppo, esistano possibilità di penetrazione nel settore molto più limitate di quanto spesso si creda.
Nella seconda parte dell'articolo sono invece illustrati i principali orientamenti legislativi in materia di protezione del software e le motivazioni razionali sottostanti all'approccio prevalente, basato sul principio del diritto d'autore.
Nella terza parte della trattazione è svolta l'analisi della protezione del software sotto l'aspetto delle implicazioni che ne derivano per la sua stessa produzione e diffusione locale. Per ragioni economiche e politiche sembra necessario garantire una qualche forma di protezione giuridica dei programmi elettronici, ma gli effetti di tale protezione sull'accessibilità e sullo sviluppo del software dipendono dalla struttura del mercato e dalle politiche adottate nei diversi Paesi.
Partendo dalla considerazione che nessuna forma di protezione giuridica del software può essere universalmente valida, nella quarta parte del lavoro sono segnalati alcuni aspetti che, in una regolamentazione giuridica, possono influenzare la diffusione delle politiche di produzione del software nei Paesi di recente industrializzazione e nei Paesi a reddito medio. Se per un verso non è possibile formulare alcuna indicazione generale sul modo d'elaborare un'adeguata strategia giuridica sulla materia, nel determinare la forma e l'estensione della protezione del software si dovrebbero però tenere sempre in considerazione le condizioni economiche e tecnologiche, come pure gli obiettivi generali che i Paesi interessati si prefiggono.
Nella quinta parte del saggio, infine, sono presentate alcune osservazioni conclusive. Qualunque analisi del problema della protezione del software esige una piena ed effettiva comprensione del contesto economico, istituzionale e tecnologico in cui si muove. Lo studio del mercato mondiale della produzione del software rivela numerosi elementi di rilievo sotto questo aspetto: tra gli altri, la sua rapida crescita, il peso schiacciante dei Paesi tecnologicamente progrediti nel loro ruolo sia di produttori che d'utenti, la posizione dominante delle imprese statunitensi, l'alta concentrazione dell'offerta e, insieme, la centralizzazione delle attività di ricerca e sviluppo. Dal lato opposto, i Paesi di recente industrializzazione e quelli a reddito medio dimostrano di non poter competere con successo, non solo a livello internazionale ma nemmeno al loro interno, nei confronti dei programmi elettronici importati; se non saranno compiuti sforzi concreti per modificare le condizioni e le metodologie di produzione e commercializzazione del software, il ruolo di questi Paesi nel settore è destinato a rimanere una mera illusione.
Nei Paesi industrialmente avanzati il tipo di protezione del software basato sul modello del diritto d'autore è di solito considerato come uno strumento di promozione dell'innovazione tecnologica, atto – nel contempo – ad assicurare un compenso agli investimenti effettuati per lo sviluppo dei nuovi prodotti. Tuttavia, il tentativo di trasferire questo schema normativo nel resto del mondo non tiene evidentemente alcun conto del contesto tecnologico ed economico in cui s'inserisce. D'altra parte, poiché non è politicamente sostenibile l'esclusione d'una qualunque forma di protezione, si tratta di trovare un equilibrio adeguato tra produttore, utente e pubblico interesse. Resta chiaro, comunque, che la sola protezione non è sufficiente a promuovere l'industria del software, essendo invece necessaria una politica specificamente orientata al superamento dei gravi ostacoli che s'incontrano nel settore.
Infine, poiché la questione non riguarda l'opportunità d'assicurare o meno una protezione, bensì la scelta del tipo di disciplina da applicare, acquista particolare rilievo l'analisi di aspetti particolari (come l'ampiezza e la durata dei diritti riconosciuti) all'interno del regime giuridico elaborato, purché si tenga in adeguata considerazione la necessità di raggiungere un soddisfacente equilibrio tra interessi pubblici e privati.

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