Informatica e diritto, XLI Annata, Vol. XXIV, 2015, n. 1-2, pp. 153-164

Sara Conti

La legislazione in materia di prove digitali nell’ambito del processo penale. Uno sguardo all’Italia

Digital Evidence Legislation from the Perspective of the Italian Criminal Procedure

Negli ultimi anni il crescente sviluppo delle tecnologie digitali e la continua globalizzazione delle reti di computer hanno determinato dei fondamentali cambiamenti nella società. Cambiamenti che in determinati casi hanno avuto anche un impatto negativo sulla medesima, favorendo l’emergere di nuovi tipi di crimini informatici o anche la commissione di crimini comuni attraverso l’uso degli strumenti  informatici. In altre parole, risulta arduo immaginare, oggigiorno, un crimine che non abbia una dimensione per così dire “digitale”. Tale prospettiva ha in qualche modo condizionato l’ambito processual-penalistico nazionale, nel quale è ormai risultato evidente il crescente  ingresso della prova di natura digitale. Il contributo mira a dare una visione generale dei più rilevanti strumenti internazionali e a livello  europeo che sono potenzialmente applicabili alle prove digitali, e in particolare alla raccolta, preservazione e scambio delle stesse; cerca  quindi di illustrare come la disciplina italiana in materia risulti modificata attraverso la ratifica e il recepimento delle disposizioni del  Consiglio d’Europa e dell’Unione europea.

Sommario: 1. Introduzione – 2. La Convenzione di Budapest del 2001 del Consiglio d’Europa in materia di “cybercrime” – 3. L’Unione  europea e la disciplina in materia di prove digitali – 4. La legge 48/2008 e l’introduzione delle modifiche al sistema processual-penalistico  italiano: in particolare, i mezzi di ricerca della prova – 5. Conclusioni e prospettive future

English Abstract: In recent years, the increasing development of digital technologies and the continuous globalization of computer  networks led to fundamental changes in society. In some cases, those changes have also had a negative impact on it, resulting in the emergence of new types of computer crimes or even the commission of “common crimes” through the use of IT tools. In other words, it is difficult to imagine, nowadays, a crime that does not show a “digital” dimension. This perspective has somehow influenced the Italian criminal procedure. The article gives an overview of the most relevant international and European instruments that are potentially  applicable to digital evidence, and in particular to the collection, preservation and exchanging of that evidence; then, it illustrates how the Italian criminal procedure on digital evidence has been modified and integrated through the ratification and implementation of the  measures of the Council of Europe and of the European Union.

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