Informatica e diritto, IX Annata, Vol. IX, 1983, n. 3, pp. 109-140

Costantino Ciampi

Il problema della proteggibilità del software nell'ordinamento giuridico italiano e straniero. Soluzioni e prospettive

A causa dell'evoluzione tecnologica dell'hardware e del software si assiste attualmente a un'enorme dilatazione del mercato dell'informatica; in tale contesto il problema della tutela del software si presenta in termini nuovi e con particolare gravità. Secondo l'Autore il fenomeno della riproduzione, imitazione e uso indebito di prodotti e servizi informatici è riconducibile a cause precise, ma ha dato luogo a vari tipi di reazione da parte delle aziende interessate: prescindendo da quelle che hanno rinunciato a contenere gli abusi, alcune sono intervenuto sul piano tecnico, assicurativo e di politica commerciale, mentre altre si adoperano perché vengano realizzate forme di tutela giuridica adeguate. Il contributo che i giuristi hanno dato in questo senso si è articolato in tre fasi distinte: in un primo momento essi si sono limitati a inquadrare le misure protettive dei programmi elettronici nell' ambito dei principi generali del diritto (responsabilità civile e penale, concorrenza sleale tra imprenditori, segreto industriale e commerciale); successivamente si sono orientati nel senso di considerare il software come un bene rientrante nell' ambito della proprietà intellettuale e industriale (estendendo ad esso la normativa in vigore per i beni appartenenti a questa categoria); nella fase attuale, infine, è sempre più avvertita l'esigenza d'un regime specifico di protezione legislativa. In quest'ultima direzione si renderebbe necessario apportare modifichsostanziali alla legge sui brevetti e alle norme che disciplinano il diritto d'autore; allo stesso modo, a livello internazionale, occorrerebbe introdurre un protocollo aggiuntivo ai diversi trattati e convenzioni in materia di brevetti e alla Convenzioni di Unione di protocollo aggiuntivo ai diversi trattati e convenzioni in materia di brevetti e alla Convenzione di Unione di Berna per quanto attiene al diritto d'autore. In teoria, però, tanto sul piano nazionale quanto su quello internazionale, sarebbe configurabile anche la possibilità di creare strumenti normativi specifici, atti a disciplinare in maniera del tutto autonoma la protezione del software. Nell'articolo è descritta l'esperienza legislativa svoltasi negli Stati Uniti sulla materia, sono fatti puntuali riferimenti alla corrispondente situazione europea e sono esaminate le proposte formulate nel 1978 dall'Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI). I principali aspetti del problema della protezione del software sono individuati con riferimento - oltre che al tipo dello strumento normativo da impiegare (legislazione generale o speciale), alle caratteristiche della tutela giudiziaria da garantire (civile e, possibilmente, anche penale) e alle procedure di registrazione da adottare - all'oggetto, agli obiettivi, alla durata e all'estensione territoriale della protezione stessa. Completano l'articolo una ricca Nota bibliografica sulla vasta letteratura esistente sul tema nell'area anglosassone, italiana, francese e tedesca e un Allegato, che riproduce la traduzione (non ufficiale) delle "Disposizioni-tipo sulla protezione del software" preparate dall'OMPI nel 1978. 

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