Informatica e diritto, XVI Annata, Vol. XVI, 1990, n. 1, pp. 33-86

Costantino Ciampi

L'uso delle tecnologie informatiche nelle Assemblee legislative regionali

L'articolo riproduce, con qualche variazione, il testo della relazione presentata al Seminario nazionale di studi su “Fonti, tecniche legislative, fattibilitą, implementazione delle leggi e sistemi informativi”, organizzato a Palermo, nei giorni 27-29 aprile 1989, presso la sede dell'Assemblea Regionale Siciliana, dall'Osservatorio legislativo interregionale.
All'interno dell'ampio dibattito sui problemi relativi all'informatizzazione della Pubblica Amministrazione viene approfondito il tema del ruolo d'un sistema informativo a base informatica quale ausilio nei processi decisionali di competenza delle Assemblee legislative regionali.
Nel primo paragrafo il tema viene inquadrato nella pił ampia tematica della politica dell'informatica pubblica e, in particolare, dell'uso che le amministrazioni regionali fanno, in generale, delle moderne tecnologie dell'informazione.
Il quadro – completo anche se sintetico – presentato nel primo paragrafo descrive una realtą purtroppo non molto confortante consentendo all'Autore di sviluppare, nel secondo paragrafo, alcune considerazioni sulle carenze progettuali nel settore dell'informatica pubblica. Queste possono ricondursi ad almeno tre ordini di fattori: a) il mancato completamento della riforma istituzionale della Pubblica Amministrazione; b) la sussistenza nell'ordinamento giuridico italiano di alcune norme arcaiche, pletoriche e contraddittorie che impediscono all'informatica di sviluppare i suoi benefici effetti e, dall'altra parte, la mancanza di norme che regolino i nuovi prodotti e servizi messi a disposizione dall'informatica; c) il persistere nella burocrazia pubblica – dall'alta dirigenza ai gradini pił bassi – d'una cultura amministrativa impregnata di formalismo e rispondente a concezioni politiche e a criteri giuridici non pił adeguati a dominare la complessitą dei fenomeni e dei rapporti sociali.
Nella terza parte del contributo l'Autore delinea le caratteristiche essenziali d'un sistema informativo “ideale” perle assemblee legislative, traendo ispirazione da ricerche ed esperimenti settoriali condotti nell'ambito dell'Istituto per la Documentazione Giuridica del CNR, che opera da oltre vent'anni in questo campo di ricerca, ma soprattutto riconducendo a unitą e a “sistema” la frastagliata e per molti versi ancora incompleta esperienza di quei Consigli regionali e di quei Parlamenti nazionali e sovranazionali che hanno gią avviato esperienze d'elaborazione automatica dell'informazione, senza peraltro preoccuparsi, nella maggioranza dei casi, di predisporre una chiara politica di piano.
Nel quarto paragrafo, dedicato alle considerazioni conclusive, l'Autore, dopo aver sottolineato l'importanza per le Regioni di dotarsi d'un sistema informativo a base informatica – in quanto esso, oltre a rendere possibile una maggior efficienza funzionale rispetto ai flussi informativi tradizionali, risulta apprezzabile anche in termini d'efficacia, razionalizzando tutte le fasi di trattamento dell'informazione (raccolta, elaborazione, diffusione) e garantendo l'univocitą, la protezione e la riservatezza dell'informazione stessa, nonostante la presenza d'una pluralitą di soggetti cooperanti nel sistema – fornisce alcune indicazioni propositive per attuare valide forme di coordinamento tra le Regioni, soprattutto nel settore della formazione professionale dei dipendenti e della sperimentazione e produzione di software standardizzato.
Completano l'articolo due Appendici: una Nota bibliografica in tema di “Informatica, Assemblee parlamentari e Governo regionale” e un Elenco delle principali leggi e delibere regionali in tema di “Sistemi informativi” e “Strutture informatiche”.

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