Informatica e diritto, VI Annata, Vol. VI, 1980, n. 2-3, pp. 275-300

Ilio Calabresi

Informatica e critica testuale. Questioni e prospettive emerse dal Colloquio di Parigi del 1978

Informatics and Textual Criticism. Problems and Prospects Arising from the 1978 Paris Meeting

Nell'articolo l'A. analizza gli atti del primo Colloquio internazionale organizzato a Parigi dal CNRS sull'uso dell'elaboratore elettronico nella critica testuale, cioè come ausilio perl a pubblicazione di testi (antichi e moderni) secondo criteri rigorosamente scientifici. I vari contributi presentati dagli studiosi contengono l'illustrazione dei primi risultati concreti ottenuti in questo campo in circa un decennio di ricerche e sperimentazioni, da quando un pioniere della materia, il benedettino dom Jacques Froger, pubblicò la sua opera fondamentale La critique des textes et son automatisation (Paris, 1968). Nelle cinque sezioni in cui nel volume degli atti risultano distribuite le relazioni, sono affrontati i molteplici aspetti delle possibilità d'impiego dell'elaboratore elettronico nella critica testuale, dalle questioni preliminari ai metodi statistici, algoritmici e formali, nonché all'applicazione delle tecniche della collazione automatica e della fotocomposizione. A conclusione degli atti del Colloquio nel volume sono riportate alcune tavole rotonde aventi lo scopo dichiarato di riepilogare e coordinare gli elementi essenziali delle varie comunicazioni. In generale l'A. osserva che, grazie all'elaboratore elettronico, si sono potuti affinare e affermare metodi filologici nuovi, nati cinquant'anni fa: però quello che finora è mancato è stato un progresso della teoria adeguata all'evoluzione della tecnica. Per altro verso, poi, per conseguire migliori risultati nella sperimentazione, sarebbe necessario sfruttare al massimo le possibilità dell'elaboratore, soprattutto trovando il modo d'immagazzinare il maggior numero possibile di informazioni sui "testimoni" di un testo (manoscritti od opere a stampa da cui il testo è tramandato), comprese quelle varianti grafiche e abbreviazioni che alcuni filologi ritengono invece opportuno omettere.

In the article the A. analyses the proceeding of the first International Meeting organized in Paris by the CNRS on the use of computers in textual criticism, that is to say as an auxiliary for the publication of texts (ancient and modern) in accordance with strictly scientific criteria. The various contributions by the experts contain illustration of the first concrete results achieved in this field in about ten years of research and experiment, since a pioneer in the subject, the Benedictine Dom Jacques Froger, published his fundamental work “La critique des textes et son automatization” (Paris 1968). In the five sections into which the volume of the proceedings in divided, the various aspects of possibilities of the use of computers in textual criticism are dealt with. These include preliminary questions od statistical, algorithmic and formal methods, as the application of the techniques of automatic collation and photocomposition. In conclusion of the proceeding of the Meeting the volume gives some discussions for the stated purpose of recapitulating and coordinating the essential elements of the various communications. In general the A. observes that, thanks to the computer, it has been possible to refine and establish new philological methods, born fifty years ago; however what has been lacking up to now was a progress in theory adequate for the evolution of the technique. On the other hand, to achieve better results in experiments, it would be necessary to exploit the possibilities of the computer to the maximum above, all by finding the way to store the greatest possible amount of information on the «testimonies» of a text (manuscripts or printed works by which the text is handed down), including those graphic variations and abbreviations that some philologists on the contrary consider it desirable to omit.

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