Informatica e diritto, XLI Annata, Vol. XXIV, 2015, n. 1-2, pp. 139-151

Laura Bartoli, Cesare Maioli

La catena di custodia del dato digitale: tra anelli solidi e anelli mancanti

The Chain of Custody of Digital Data: Solid and Missing Links

Nonostante l’intervento legislativo del 2008, l’integrità dell’elemento di prova digitale resta un tema alla ribalta. Nel contributo viene esaminata una questione fondamentale: come assicurarsi che quanto presentato in tribunale sia un prodotto conforme all’originale? La disciplina statunitense ha affrontato il nodo estendendo all’ambito informatico un istituto già collaudato sui più tradizionali reperti fisici: la catena di custodia. Uno dei modi per soddisfare il requisito passa attraverso una documentazione che non presenti lacune; in altre parole, occorre dare atto di ogni passaggio di mano indicando data, ora, soggetti coinvolti e operazioni effettuate affinché, al processo, non emergano vuoti.

Sommario: 1. Introduzione – 2. Ricerca e raccolta – 3. Custodia e analisi – 4. Le migliori pratiche e i divieti probatori

English Abstract: Despite of the Italian Law 48/2008, ratifying the Budapest Convention on Cybercrime, the integrity of the digital evidence remains an important topic. In this paper the authors examine a fundamental issue: how is it possible to guarantee that an evidence presented before a Court is a true copy of the original one? In the US this issue has been faced extending to digital evidence the methodolology already used for more traditional physical evidence: the chain of custody method. The integrity requirement is based on a painstaking documentation including who did what, when and where, in order to avoid gaps during the trial.

vai all'anteprima / see preview