Informatica e diritto, XVI Annata, Vol. XVI, 1990, n. 1, pp. 87-110

Josep Aguilˇ Regla

TÚcnica legislativa y documentaciˇn automßtica de legislaciˇn

Tecnica legislativa e documentazione automatica della legislazione

L'Autore si propone, in primo luogo, di delinare il significato con cui sono di solito impiegate le espressioni "scienza", "teoria" e "tecnica della legislazione", mostrando, in particolare, il modo in cui i diversi studiosi hanno caratterizzato questa nuova disciplina e formulando una proposta di sistematizzazione generale dei numerosi temi della materia. Un secondo obiettivo del contributo Ŕ l'elaborazione d'alcune concrete raccomandazioni di tecnica legislativa, con la precisazione che si tratta esclusivamente d'indicazioni destinate a incidere sulla documentazione automatica della legislazione.
Tre sono le idee che l'Autore segnala come punti di riferimento essenziali della trattazione: a) la "contaminazione legislativa" non pu˛ essere intesa solo come un fenomeno di crescita smisurata del sistema giuridico, ma dev'essere considerata come un problema qualitativo, piuttosto che quantitativo; 2) i sistemi di documentazione automatica della legislazione non possono risolvere da soli il problema della contaminazione legislativa in quanto, per i responsabili dei sistemi documentari legislativi, si pone pur sempre il dilemma di scegliere tra il fornire i testi nella loro integritÓ originaria ovvero organizzare in qualche modo le fonti utilizzate al fine d'assicurare una maggiore funzionalitÓ del servizio documentario offerto; 3) infine, poichÚ il legislatore si configura come l'unico soggetto autorizzato a intervenire legittimamente sulla legislazione e dato che molte delle limitazioni degli attuali sistemi di documentazione legislativa derivano dal modo di legiferare e non da problemi di tipo tecnico-informatico, sembra che l'unica via per superare tali limitazioni consista nel modificare la stessa tecnica legislativa.
Conformemente alle opinioni espresse da vari studiosi, "tecnica legislativa" e "dogmatica giuridica" si caratterizzerebbero per la diversitÓ dell'oggetto e dei soggetti destinatari, ma sarebbero comunque entrambe "tecniche", centrate su momenti o aspetti distinti della medesima realtÓ. Rientrerebbero quindi in una pi¨ generale "tecnica della legislazione", distinta dalla "teoria della legislazione", intesa come disciplina avente ad oggetto problemi di natura astratta e concettuale.
L'idea di razionalitÓ (o di razionalizzazione), sempre presente negli studi sulla legislazione, si articolerebbe in cinque livelli, definiti come "linguistico", "giuridico-formale", "pragmatico", "teleologico" ed "etico".
Con riferimento al primo livello vengono formulate nove raccomandazioni, tutte incentrate sull'unitÓ documentaria e sulla terminologia impiegata dal legislatore: 1) deve evitarsi l'uso di parole o espressioni ambigue; 2) deve evitarsi l'uso di parole o espressioni sinonime; 3) gli articoli di legge devono essere redatti tenendo presente che essi costituiranno le unitÓ documentarie del sistema informativo; 4) deve evitarsi il ricorso alla ellissi; 5) deve evitarsi l'uso di pronomi qualora i sostantivi cui essi si riferiscono non appaiano nella stessa unitÓ documentaria; 6) si deve cercare di non omettere termini o espressioni ampiamente utilizzate dalla giurisprudenza e dalla dottrina;  7) deve evitarsi che la definizione giuridica d'un termine o d'una espressione sia contenuta in pi¨ d'un articolo; 8) quando si sia definito un termine, si dovrÓ sempre ricorrere ad esso e non usare un suo sinonimo o definente; 9) per regola generale deve evitarsi che un articolo contenga pi¨ d'una definizione.
Al livello della razionalitÓ giuridico-formale il fine dell'attivitÓ legislativa Ŕ quello della sistematicitÓ, per cui una legge Ŕ irrazionale nella misura in cui va a intaccare la struttura del sistema giuridico.
Si distinguono diverse modalitÓ d'introduzione delle nuove leggi, a seconda che esse includano o meno enunciati destinati a esplicitare la loro incidenza sulle altre norme giÓ esistenti nel sistema. Nella prima ipotesi, ancora, si distingue tra leggi destinate esclusivamente a modificare parti di leggi precedenti ("leggi modificative in senso stretto") e leggi che comportano "modificazioni conseguenziali"; si delineano criteri di giudizio delle une e delle altre e si definiscono le clausore derogatorie "imprescindibili", "inutili" e "utili".
Sono quindi affrontati i problemi documentali posti dall'introduzione di nuove leggi nell'ordinamento giuridico. A livello giuridico-formale l'utilitÓ del sistema di documentazione legislativo rimarrebbe subordinata all'osservanza, da parte del legislatore,  di tre raccomandazioni di tecnica legislativa, in base alle quali sarebbe necessario che le leggi includano tutte le deroghe utili (10a raccomandazione), che le clausole derogatorie utili siano destinate all'eliminazione esplicita dei testi normativi che enunciano le norme incompatibili (11a) e che si evitino reiterate modificazioni delle disposizioni fondamentali contenute in una legge (12a).

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