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presentazione

Collana ITTIG - serie "CD-Rom"
Numero 2 - Introduzione

Costantino Ciampi, Roberta Nannucci (coordinated by)
ITLaw - Information Technology and the Law. An International Bibliography (1958-1997) - Ed. 1998
Introduzione e manuale d'uso di C. Ciampi, E. Fameli, R. Nannucci
ESI, 1998, 180 p.

ITLaw: un sistema avanzato di documentazione nel campo dell’informatica giuridica
1. L’Informatica giuridica come disciplina autonoma

Fu nell’immediato dopoguerra che Lee Loevinger, nel suo saggio Jurimetrics. The Next Step Forward (1949), definì "Giurimetria" la disciplina che avrebbe dovuto affrontare i problemi relativi al rapporto tra Diritto e nuove tecnologie, quali l’elaborazione elettronica dei dati giuridici, l’impiego della Logica nel campo giuridico e l’automazione dell’attività giuridica in tutti i suoi aspetti. Da quella prima definizione, attraverso un percorso che va dalla "Giuscibernetica" di Losano alla "Giuritecnica" di Frosini, si è giunti all’individuazione dell’espressione, ormai comunemente accettata, di "Informatica giuridica".

Nella Raccomandazione n. 5/80 del Comitato dei ministri degli Stati membri della Comunità Europea, concernente l’insegnamento, la ricerca e la formazione in materia d’Informatica e Diritto, approvata il 30 aprile 1980 e, congiuntamente, nella relativa Esposizione dei motivi, si dichiara che, mentre gli elaboratori elettronici diventano d’uso sempre più comune in tutti i settori dell’attività pubblica e privata, gli studenti di Diritto e i giuristi pratici non sempre hanno familiarità con questo nuovo fenomeno. Essi non conoscono sufficientemente le applicazioni dell’informatica nel campo giuridico, applicazioni che vanno dai sistemi di ricerca legislativa e di trattamento dei testi all’impiego nel campo dell’amministrazione della Giustizia, così come non si rendono conto dei problemi normativi suscettibili del ricorso all’informatica in numerose attività della vita quotidiana. Dal punto di vista degli specialisti l’interazione dell’Informatica e del Diritto richiama nuove competenze metodologiche e nuove strategie interdisciplinari. Si assiste così a una presa di coscienza crescente del fatto che la scienza giuridica tradizionale deve espandersi verso nuovi campi in cui intervengano l’automazione, l’informatica ed altre tecniche apparentate. L’espressione "Informatica e Diritto" è stata usata per definire il campo di applicazione della Raccomandazione perché l’espressione abituale "Informatica giuridica" è stata ritenuta troppo angusta, nella misura in cui essa prende in considerazione unicamente il trattamento dei dati giuridici. Il ricorso all’elaboratore solleva una serie di problemi che devono essere regolati dalla legge e per tali motivi si è ritenuto che l’espressione "Informatica e Diritto" riflettesse meglio i due aspetti del problema.

Questa è la definizione della disciplina nell’ambito della Comunità Europea, ma l’espressione "Informatica giuridica" è diventata ormai d’uso comune (salvo poi specificare come "Diritto dell’informatica" quanto connesso alle implicazioni giuridiche dell’uso dell’informatica).

All’interno della materia sono comprese, in primo luogo, le applicazioni dell’informatica nel campo giuridico, come la memorizzazione e la ricerca delle fonti del Diritto, l’automazione degli archivi d’interesse pubblico (conservatorie dei registri immobiliari, registri anagrafici) o privato (scritture contabili) e l’automazione degli uffici legali e giudiziari.

In particolare, la disciplina affronta una molteplicità di temi che possono essere organizzati secondo una partizione condivisa dalla maggior parte degli studiosi del settore e qui riproposta secondo l’analisi che ne fa Ciampi [Ciampi, 1990, p. 72].

Informatica gestionale (informatizzazione delle procedure giuridiche ed amministrative, informatizzazione delle professioni giuridiche): informatica parlamentare, amministrativa, giudiziaria; certificazione automatica, automazione delle cancellerie, automazione dei registri pubblici; ausilî informatici per la gestione dei processi.

Informatica documentaria (documentazione giuridica automatica): documentazione legislativa, giurisprudenziale, dottrinale; banche di dati giuridici su mainframe e su microelaboratori; tecniche d’analisi documentaria, di abstracting, di classificazione e rappresentazione del contenuto di documenti giuridici, thesauri giuridici, servizi telematici di videoinformazione.

Informatica decisionale (razionalizzazione e informatizzazione delle decisioni giuridiche): analisi automatica del linguaggio giuridico; formalizzazione del linguaggio giuridico, Logica simbolica e Diritto; teoria della decisione giuridica, tecniche di simulazione nelle decisioni giuridiche e amministrative; Intelligenza artificiale e ragionamento giuridico; banche di dati intelligenti; sistemi esperti nel Diritto.

Appartengono all’ambito della "Informatica giuridica" – come sembra ormai acquisito a livello internazionale nella relativa letteratura – anche tutti i problemi connessi alle norme che regolano l’uso dell’elaboratore nei vari settori della società, più esattamente raccolti all’interno dell’espressione "Diritto dell’informatica". Si tratta, in particolare, ancora secondo la presentazione che ne fa Ciampi, di argomenti quali: informatica e libertà, criminalità informatica, contrattualistica nel settore dell’informatica, tutela dei nuovi beni informatici, tutela dei diritti dei lavoratori nella società informatizzata. Quello che viene così a definirsi è un settore di studi di tipo trasversale, in quanto affronta temi connessi al Diritto costituzionale, al Diritto penale, al Diritto civile, al Diritto commerciale, al Diritto valutario e tributario, al Diritto industriale e della proprietà intellettuale, al Diritto del lavoro.

Si è fatto fin qui riferimento ai settori in cui l’informatica, impiegata nel mondo del Diritto, può essere di supporto per l’operatore giuridico e per il cittadino come utente finale; si è inoltre indicato quel nuovo livello d’intervento che è rappresentato dal "Diritto dell’informatica". Riteniamo, tuttavia, che attualmente debba richiedersi qualcosa di più al connubio tra Informatica e Diritto. Come osserva Giannantonio [Giannantonio, 1990, p. 92), uno sforzo ulteriore dovrebbe condurre alla trasformazione della struttura degli stessi dati giuridici in relazione al modificarsi dell’ambiente sociale in cui opera il Diritto e all’introduzione di nuovi metodi di ricerca, nonché alla modificazione degli stessi procedimenti logici usati dai giuristi per l’utilizzazione e la valutazione delle informazioni, fino alla razionalizzazione della stessa attività giuridica.

L’Informatica giuridica è allora la disciplina che affronta i problemi connessi alla memorizzazione efficace dei dati giuridici, al loro reperimento e alla loro trasmissione, ma anche quelli relativi alla razionalizzazione dell’attività giuridica in una prospettiva più ampia, in cui assumono rilevanza particolare gli studi aventi per oggetto la formalizzazione dell’ordinamento giuridico e, in particolare, quelli sul linguaggio giuridico, sulla Logica giuridica e sull’Intelligenza artificiale applicata al Diritto. Così configurata, l’Informatica giuridica sarà una disciplina che incide realmente nel mondo del Diritto, ancora così statico nelle sue procedure, che interviene con efficacia nell’ufficio giuridico (inteso lato sensu), che fa emergere intrinsecamente l’esigenza di modificare sin dall’origine il dato giuridico, già nel momento della sua produzione, in modo tale che esso possa adattarsi alle nuove tecnologie per il conseguimento di risultati più efficaci e completi.

Si pensi, in particolare, alla possibilità di simulare gli effetti delle leggi in ambito economico e sociale con riferimento a promulgazioni, modifiche e abrogazioni; oppure alle rilevanti opportunità che vengono a prefigurarsi ove si voglia affrontare l’automazione delle tecniche legislative. Esiste un rapporto strettissimo fra il momento della redazione d’un testo legislativo e l’efficacia d’un eventuale sistema d’informazione giuridica. Com’è stato osservato [Pagano, 1990] a proposito della legislazione italiana (ma il ragionamento è applicabile, con le necessarie diversificazioni, anche agli altri ordinamenti), è chiaro che per ottimizzare un sistema informativo giuridico non è sufficiente intervenire a posteriori sul testo legislativo; occorre, invece, fare scelte precise già nella fase della redazione. Ove si utilizzino emendamenti non testuali, ad esempio, si rende di fatto impossibile l’aggiornamento automatico dei testi legislativi; allo stesso modo, il ricorso a formule o modi d’abrogazione diversi dall’abrogazione espressa costituisce una delle principali cause dell’indeterminatezza dell’ordinamento giuridico.

D’altra parte, per esempio, è evidente l’utilità, per il redattore di norme, di avere a disposizione elenchi specifici (forniti dal calcolatore) cui fare riferimento per la stesura d’una ulteriore norma su un particolare argomento: mediante liste relative a norme abrogate potrebbero essere evitati riferimenti a norme non più vigenti; più in generale, poi, si potrebbe analizzare, ridefinire e, auspicabilmente, unificare la terminologia impiegata per esprimere argomenti identici. Il ricorso a liste e stampe ad hoc consentirebbe, inoltre, d’accertare rapidamente modifiche quali le abrogazioni parziali, le sostituzioni e le aggiunte, fino all’eventualità di riformulare l’intero testo normativo, anziché continuare a fare riferimento a un testo originario di cui, verosimilmente, sia stato mantenuto soltanto il titolo.

Si tratta di creare un’effettiva interazione tra discipline, così da ottenere reciproci vantaggi: si dovrebbe infatti determinare un graduale mutamento nella metodologia di lavoro degli uffici legislativi, tale da influire, a sua volta, sull’ordinamento, rendendolo meno indeterminato e quindi meglio rappresentabile nel sistema informatico.

Rispetto a quanto fin qui esposto appare utile un’ulteriore considerazione, connessa alla necessità, sempre più avvertita, di realizzare "sistemi informativi giuridici integrati", intendendo con questo termine sistemi che, oltre alla legislazione, mettano a disposizione dell’operatore giuridico tutte le fonti del Diritto necessarie per lo svolgimento d’una specifica attività giuridica, cioè la giurisprudenza e la dottrina relative.

Il sistema giuridico con cui il giurista deve confrontarsi appare sempre più complesso, per cui risulta sempre più difficile affrontare i nuovi problemi utilizzando le tecniche tradizionali. A dimostrazione di ciò basti fare l’esempio della normativa comunitaria, dalla conoscenza della quale non si può più prescindere nell’ambito dell’attività giuridica, a livello sia di redazione che di applicazione delle norme. È ormai un’esigenza di base del giurista avere a disposizione, su un’unica stazione di lavoro, supporti elettronici (contenenti basi di dati o sistemi informativi più complessi) in grado di gestire fonti così numerose e di tipologia assolutamente diversificata, in modo da poter fronteggiare efficacemente le esigenze sempre più complesse della società moderna [Mital, Johnson, 1991].

Con l’ausilio dell’elaboratore elettronico, come osserva Borruso [Borruso, 1990, p. 33], il lavoro del giurista può guadagnare in efficacia, può elevarsi di qualità, diventando più metodico, più approfondito, più critico. Oggi non è più sufficiente conoscere l’ordinamento dello Stato: il giurista non può trascurare, oltre alle norme della Comunità Europea, gli accordi internazionali, le leggi regionali, i regolamenti comunali. Tutto questo amplia a dismisura il campo delle conoscenze, rendendo molto più numerose e complesse le variabili in gioco.

Alla luce delle considerazioni fatte è ormai impossibile pensare a un giurista che, per pregiudizi e diffidenza, non voglia confrontarsi con lo strumento informatico: da un atteggiamento del genere, infatti, sarebbe colpito lo stesso sviluppo della sua professionalità. La nuova figura di giurista che viene a emergere è sicuramente molto diversa, ma anche più completa rispetto a quella cui la tradizione ci ha abituati: occorre un rapporto interattivo costante con la macchina, che dev’essere, però, interrogata in modo intelligente per fornire il massimo dei risultati. Il ruolo che all’elaboratore elettronico viene richiesto è fortemente attivo, in quanto la strategia di ricerca impiegata è essenziale per il conseguimento dei risultati. È necessaria una buona conoscenza del Diritto, "specie per quanto concerne lo stile, gli schemi, la nomenclatura, le correlazioni proprie della scienza giuridica (...), oltre alla fantasia necessaria per immaginare – prima ancora di averlo trovato – il testo del documento ideale, che meglio risponderebbe al tema della ricerca intrapresa, e trarre da detto testo immaginato i dati da offrire al computer per la ricerca del medesimo".

Appare quindi essenziale, per un risultato realmente utile, il contributo dei sistemi informatici, che devono possedere interfacce amichevoli, pratiche e funzionali, in grado di ridurre al minimo i tempi connessi all’apprendimento delle funzioni del sistema e del particolare linguaggio d’interrogazione da utilizzare.

Per concludere, ci sembra possa accettarsi la definizione secondo cui l’Informatica giuridica si configura come un insieme di teorie, metodologie e tecniche per conoscere, produrre, gestire, modificare e utilizzare il Diritto, con l’obiettivo di garantire la certezza del Diritto stesso, di rendere efficaci i servizi dell’azienda giustizia e di contribuire a fare del Diritto una speciale funzione sociale d’integrazione, d’equilibrio ed evoluzione culturale del sistema sociale [Limone, 1990, p. 25].

2. La documentazione in materia d’Informatica giuridica: la Bibliografia internazionale d’Informatica e Diritto

Seguire l’evoluzione di questa disciplina così complessa e dal carattere spiccatamente interdisciplinare comporta qualche difficoltà: essa risulta infatti legata a discipline più recenti, quali la Cibernetica e la Scienza dell’informazione, o già consolidate, quali la Filosofia e la Logica. Si presenta, quindi, una notevole varietà e complessità di rapporti tra l’Informatica giuridica, da una parte, e le discipline tecniche, dall’altra. Il considerevole sviluppo degli studi intorno all’Informatica giuridica e il sempre più netto delinearsi di settori di competenza all’interno della disciplina stessa hanno fatto registrare un notevole sviluppo della pubblicistica che, attualmente, risulta essere veramente ricca e interessante.

A Firenze, presso l’Istituto per la documentazione giuridica (IDG) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), fin dall’inizio degli anni Settanta gli sviluppi dell’Informatica giuridica vengono promossi e documentati sia mediante la rivista Informatica e diritto, che ospita studi e ricerche sull’argomento, sia nella Bibliografia internazionale d’informatica e diritto (edita dal 1972 e in seguito, dal 1992, denominata Information Technology and the Law), che raccoglie i riferimenti bibliografici e gli abstracts relativi ai libri e agli articoli pubblicati in tutto il mondo sulle riviste specializzate del settore. A partire dal 1998 lo stesso materiale bibliografico viene pubblicato solo in forma elettronica su CD-Rom.

2.1. Uno sguardo retrospettivo

L’idea di realizzare una bibliografia d’Informatica e Diritto risale a molti anni or sono. Nel dicembre del 1971 fu pubblicato, in edizione provvisoria, il primo fascicolo del Bollettino bibliografico d’informatica generale e applicata al diritto; nel 1972 la Bibliografia era già diventata una pubblicazione periodica rivolta essenzialmente al lettore italiano.

La transizione dall’originario Bollettino alla veste editoriale definitiva della Bibliografia internazionale – fin dal 1975 pubblicata nell’ambito della rivista scientifica Informatica e diritto presso la casa editirice Le Monnier di Firenze – ha rappresentato un notevole salto di qualità in quanto molti sono stati i miglioramenti con essa introdotti.

Le aree disciplinari coperte dalla Bibliografia vennero ridefinite in modo da tener conto dell’evoluzione degli studi e della ricerca nel settore: lo sviluppo dell’Informatica giuridica come disciplina autonoma aveva infatti incoraggiato un’attività di ricerca teorica e metodologica sempre meglio definita, di conseguenza determinando il diffondersi e consolidarsi di applicazioni pratiche rilevanti. Le regole di catalogazione inizialmente utilizzate per la descrizione dei dati bibliografici furono sostituite da quelle comunemente accettate nei Paesi di lingua inglese, in quanto si concordò sull’opportunità di conferire un orientamento internazionale alla pubblicazione. L’inglese sostituì l’italiano, sia come lingua documentaria principale che come lingua veicolare, per la traduzione dei titoli e la compilazione degli abstracts; ugualmente si decise d’indicare in inglese le parole chiave da assegnare alle singole unità documentarie. Nella struttura dell’unità documentaria agli elementi meramente identificativi del documento primario venne aggiunto un breve riassunto, di lunghezza non superiore alle 10 righe, relativo alla descrizione del contenuto essenziale del documento e quindi utile a orientare l’utente sull’opportunità di consultare l’articolo nella sua versione originaria [Nannucci, 1983].

Un thesaurus di termini specialistici attinenti al settore dell’Informatica giuridica e del Diritto dell’informatica venne completato nel 1982 e aggiunto quale aiuto all’analisi e all’indicizzazione; organizzato in un’articolata serie di liste, esso cercava di standardizzare il linguaggio specialistico che veniva consolidandosi in quest’ambito disciplinare, offrendo nel contempo all’utente una guida per comprendere l’organizzazione concettuale dei singoli descrittori [Ciampi et al., 1983, 1985].

Le tecniche per l’elaborazione elettronica e la stampa dei dati vennero adeguate allo sviluppo tecnologico nel frattempo raggiunto; in particolare, fu adottata la tecnica della fotocomposizione. Soltanto in tempi più recenti, nel periodo compreso tra il 1992 e il 1997, la Bibliografia appare come una nuova rivista specialistica, col titolo di Information Technology and the Law (ITLaw), pubblicata semestralmente dalla casa editrice internazionale Martinus Nijhoff di Dordrecht (Olanda).

A partire dal 1977 i dati utilizzati per la realizzazione della Bibliografia internazionale d’informatica e diritto vengono raccolti in una base di dati elettronica, denominata BID (acronimo corrispondente alle parole che compongono il titolo in italiano della Bibliografia). Allo stato attuale l’archivio BID contiene oltre 41.000 documenti e viene alimentato annualmente con circa 2.000-2.300 unità documentarie.

2.2. La copertura tematica

La Bibliografia raccoglie tutti quei contributi che documentano l’applicazione o l’applicabilità dell’Informatica al Diritto e all’organizzazione dello Stato o che si riferiscono ai problemi posti dall’impatto di queste nuove tecnologie, siano essi di natura giuridica, sociologica, politica, economica o didattica. I vari impieghi dell’Infomatica presi in considerazione si estendono dalla documentazione all’attività di gestione e ai processi decisionali; gli ambiti in cui la tecnologia informatica ritrova questi tre tipi d’applicazioni sono definiti con riferimento alla redazione, all’interpretazione e all’applicazione della legge (automazione nel Parlamento, nella Pubblica Amministrazione e nell’amministrazione della Giustizia). In anni più recenti la Bibliografia ha ampliato l’estensione della sua copertura tematica in modo da comprendere anche alcune di quelle aree disciplinari in cui si sono verificati sviluppi di rilevanza per l’Informatica giuridica, quali l’Intelligenza artificiale (sistemi di supporto alla decisione e sistemi esperti), l’automazione degli uffici (sistemi informativi di gestione) e le nuove tecnologie ipertestuali e ipermediali [Fameli et al., 1983].

2.3. L’orientamento internazionale: i Centri di documentazione

Il carattere internazionale della Bibliografia merita una considerazione a parte: dal momento che essa ha lo scopo di documentare la letteratura pertinente in ambito internazionale e poichè è praticamente impossibile, considerando la distanza dei numerosi Paesi in cui ha origine la documentazione, raccogliere tutto il materiale significativo in un unico luogo, la Bibliografia viene realizzata da alcuni ricercatori dell’Istituto per la documentazione giuridica di Firenze con la collaborazione di Centri di documentazione stranieri, qualificati a ricoprire le aree geografiche più importanti e responsabili della selezione e analisi bibliografica. Tale collaborazione è coordinata da autorevoli studiosi ed esperti d’Informatica giuridica.

I ricercatori impegnati nel progetto fin dalla sua fase iniziale sono gli stessi autori del presente volume (Costantino Ciampi, Elio Fameli e Roberta Nannucci), che si sono interessati soprattutto degli aspetti organizzativi dell’opera complessiva, oltre che della definizione dettagliata dei suoi contenuti. Solo a partire dal 1982 hanno cominciato a collaborare all’impresa Simona Binazzi (in qualità di assistente editoriale), Rosa Maria Di Giorgi e Giuseppe Trivisonno; questi ultimi due ricercatori hanno poi sospeso la loro attività redazionale nel 1996.

Relativamente all’organizzazione dei Centri di documentazione merita ricordare che i primi contatti con organismi stranieri specializzati risalgono al 1973, anno in cui iniziarono a collaborare con l’Istituto per la documentazione giuridica il Norwegian Research Centre for Computers and Law di Oslo e l’Università di Parigi Sud. Nel 1975 l’organizzazione dell’impresa bibliografica si ampliò includendo alcuni nuovi Centri: il DOSIR, cioè il Dokumentationsstelle für Information und Recht, diretto da Wilhelm Steinmüller dell’Università di Regensburg; il Centro di documentazione diretto da Colin F. Tapper, docente di diritto al Magdalen College dell’Università di Oxford, e quello coordinato da Hélène Bauer-Bernet, direttrice del Service Juridique de la Commission des Communautés Européennes di Brussels. Col passare degli anni, soprattutto intorno al 1982, alcuni tra i responsabili di questi Centri sono stati sostituiti da altri eminenti studiosi della disciplina.

Attualmente i Centri di documentazione sono organizzati come segue: l’analisi della letteratura specialistica in lingua tedesca è svolta, a partire dal 1982, dal Büro für Grundlagenforschung und Systemplanung di Vienna, diretto da Werner Robert Svoboda, membro della Computer and Law Society; Martine Quenillet e Hervé Pujol, dell’IRETIJ di Montpellier, sono responsabili della letteratura specialistica in lingua francese a partire dal 1990 (essi hanno sostituito il CNRS di Parigi, che aveva collaborato all’impresa per oltre dieci anni, dopo che l’Istituto diretto da Jean-Paul Buffelan aveva dato il suo contributo fino al 1975); la documentazione dell’Europa orientale è stata finora fornita da Vladimir Vrecion della Charles University di Praga; Deirdre Exell Pirro ha la responsabilità della documentazione attinente ai Paesi di lingua inglese (Gran Bretagna, Irlanda, Nord America e Australasia). Un accordo di collaborazione stipulato per il materiale giapponese è stato concluso in tempi recenti: l’analisi, svolta inizialmente (1988-1992) da Yoshiyuki Matsumura, della Hokkaido University, è ora curata da R. Tsuno, della Chuo University. La rete organizzativa si è estesa ulteriormente nel 1983, quando sono stati costituiti altri Centri di documentazione: José A. Moreiro Gonzales, dell’Università Carlos III di Madrid, è responsabile della documentazione spagnola, mentre Aernout Schmidt, docente dell’Università di Leiden, è responsabile della documentazione olandese. Nel 1995 si è aggiunto Ilya V. Nikiforov, docente della Facoltà giuridica dell’Università di S. Pietroburgo, che si occupa dello spoglio della letteratura russa sulle materie pertinenti. La letteratura specialistica in lingua italiana è stata invece analizzata, negli anni, da alcuni membri del Comitato editoriale della Bibliografia internazionale in collaborazione con funzionari del Parlamento italiano; dal 1990 collabora stabilmente a questa sezione Enrico Bisenzi.

Qui di seguito sono indicati i nomi dei principali collaboratori che, in un arco di tempo di oltre vent’anni, hanno atteso alla raccolta sistematica del materiale documentario contenuto nella banca di dati su CD-Rom presentata in queste pagine.

bibliographical documentation Documentation Center responsible
English Documentation C. Tapper, 1975-79; D. Exell Pirro, 1982-
German Documentation W. Steinmueller, 1975-79; W.R. Svoboda, 1982-
French Documentation I. De Lamberterie, 1975-79; W. Svoboda, 1986-87;
H. Pujol e M. Quenillet, 1992-95; D. Exell Pirro 1996-
Italian Documentation E. Zampetti, 1975-79; R. Pagano, 1977-79; E. Bisenzi, 1990-
Spanish Documentation J. A. Moreiro Gonzales 1993-
Scandinavian Documentation J. Bing, 1975-90; P. Hiselius, 1992; L. Skuterud, 1993-94; V. Elster, 1996-97
Dutch Documentation A. Schmidt, 1993-
EEC Documentation H. Bauer-Bernet, 1975-79
Documentation from East European Countries V. Vrecion, 1982-96
Russian Documentation I. V. Nikiforov, 1995-
Slovenian Documentation A. Mavcic, 1995-96
Japanese Documentation Y. Matsumura, 1988-90

2.4. Il ciclo produttivo

La realizzazione d’una bibliografia del tipo descritto in queste pagine implica un numero considerevole di operazioni complesse, ciascuna delle quali dev’essere svolta secondo procedure attentamente elaborate e criteri gradualmente definiti nel corso degli anni. L’analisi delle fonti e la selezione dei documenti costituiscono le fasi più delicate del ciclo produttivo della Bibliografia, dal momento che sono proprio le scelte operate dai documentalisti a determinare non solo la pertinenza e rilevanza dell’informazione, ma anche la sua coerenza: quanto maggiore è l’attenzione dedicata alla raccolta del materiale da analizzare, tanto più affidabile e utile risulta la Bibliografia.

Individuazione delle fonti di spoglio. Ogni anno vengono spogliate oltre 300 riviste specialistiche pubblicate nei vari Paesi del mondo: sono compresi nell’analisi bibliografica anche volumi e opuscoli, atti di convegni e conferenze, miscellanee, saggi e altri tipi di documenti, quali tesi di laurea e rapporti di ricerca a cura di organizzazioni private, organi pubblici, istituti scientifici, università, fondazioni, ecc. (cioè tutto quel materiale che è di solito designato come "letteratura grigia"). Si provvede, inoltre, con regolarità anche all’analisi delle collane specializzate nel campo dell’Informatica giuridica attualmente pubblicate presso editori italiani e stranieri, come pure delle cosiddette fonti secondarie, quali le riviste di abstracts e le basi di dati bibliografici in linea [Di Giorgi, 1986][Di Giorgi, Binazzi, 1987]. Infine, con lo sviluppo e la diffusione di Internet, sono sempre più numerosi i riferimenti a documenti reperibili in rete.

Selezione delle unità documentarie. Per selezionare il materiale rilevante è stato stabilito un principio generale: il contenuto d’un documento che potrebbe essere d’interesse per la Bibliografia dev’essere rapportato alle classi dello Schema di classificazione appositamente predisposto. Questo principio ha portato all’identificazione d’un doppio livello di rilevanza dei dati rispetto alle tematiche considerate nella Bibliografia. Il primo livello è quello connesso con gli aspetti teorici e applicativi dell’Informatica giuridica e coi problemi sociologici, politici, educativi, economici e giuridici derivanti dall’applicazione delle tecnologie informatiche e dall’automazione in generale; il secondo livello riguarda, invece, gli sviluppi teorici e le applicazioni pratiche di discipline scientifiche e settori di ricerca rilevanti per l’evoluzione del Diritto. Poiché, relativamente alla selezione e all’analisi dei dati, l’applicazione di questa regola ha portato a far concentrare gradualmente il materiale bibliografico raccolto intorno alle voci principali dello Schema di classificazione, è risultata opportuna l’introduzione d’un secondo principio, in base al quale solo per i documenti valutati di maggiore rilevanza la mera segnalazione bibliografica dev’essere completata con l’aggiunta d’un breve riassunto del contenuto.

Descrizione e analisi bibliografica. Mentre può essere qui sufficiente osservare che la descrizione del materiale selezionato segue le regole generali della catalogazione bibliografica, l’analisi del documento, di cui l’abstract rappresenta l’espressione fondamentale, merita un ulteriore approfondimento. L’esperienza ha evidenziato che l’abstract deve corrispondere a precisi criteri, relativamente sia all’espressione formale che alla rappresentazione del contenuto del documento. Ad esempio, il linguaggio naturale (basato su periodi semplici, ma completi) è preferibile a espressioni telegrafiche prive di struttura sintattica; i periodi devono essere espressi nella forma impersonale e devono essere evitate con cura le "parole vuote" (parole di scarso significato e aggettivi non necessari). È essenziale la brevità, intesa come equilibrio fra l’incisività del riassunto – la lunghezza del quale non può superare un numero predeterminato di parole – e la lunghezza del documento originale.

Indicizzazione dei documenti. Le segnalazioni bibliografiche sono arricchite con l’aggiunta di parole chiave, funzionali all’individuazione del contenuto dei documenti e quindi anche al loro più agevole e preciso reperimento. La selezione delle parole da utilizzare come descrittori (monotermini o pluritermini) è stata il risultato d’uno studio attento della terminologia tecnica ricorrente nella vasta ed eterogenea letteratura prodotta nel campo dell’Informatica giuridica. Sono stati necessari alcuni anni di studio per valutare e uniformare tale terminologia, chiarire i numerosi dubbi e problemi linguistici connessi e quindi costruire un vero e proprio thesaurus della terminologia emergente. Il THES/BID – realizzato da Costantino Ciampi, Elio Fameli e Giuseppe Trivisonno e pubblicato in inglese nel 1982, in italiano nel 1984 e nella nuova edizione (intitolata THES/ITLaw, integrata con nuovi descrittori e col rinvio a più lingue) nel 1998 – costituisce ormai un autorevole punto di riferimento nel settore specialistico di competenza, oltre che uno strumento indispensabile per il documentalista e per l’utente finale. Come s’è accennato, in vista della pubblicazione e distribuzione della Bibliografia su CD-Rom il Thesaurus è stato integrato con la terminologia che negli anni è venuta formandosi e consolidandosi ed è stato reso recentemente disponibile in una versione plurilingue (italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo e portoghese), pubblicata presso la ESI (Edizioni Scientifiche Italiane) di Napoli, nel fasc. 2/1998 della rivista internazionale "Informatica e diritto".

Stampa della Bibliografia. Programmi particolari consentono la gestione e l’elaborazione dei dati (ordinamento dei dati ed elaborazione delle liste) fino alla loro fotocomposizione nell’impostazione grafica definitiva. Per tutto il periodo in cui il testo finale è stato consegnato dal Comitato redazionale all’editore in camera-ready copy, queste tecniche hanno garantito un’alta risoluzione grafica, oltre a una considerevole riduzione dei tempi di stampa.

Masterizzazione del CD-Rom. A seguito del passaggio della Bibliografia dalla versione a stampa a quella su CD-Rom sono state messe a punto tutte le procedure informatiche idonee alla produzione della matrice e alla sua duplicazione.

2.5. Le procedure di gestione

L’evoluzione dell’informatica ha reso necessario un graduale, ma costante aggiornamento delle tecniche utilizzate per la produzione e gestione del materiale bibliografico. È stata realizzata una serie di archivi di supporto, contenenti informazioni relative sia alla gestione dell’impresa bibliografica (flusso dei documenti e tempi di produzione dei Centri di documentazione, gestione amministrativa, indirizzari degli utenti), che all’attività documentaria (Thesaurus d’Informatica giuridica ed Elenco delle fonti). Questi ultimi due archivi vengono aggiornati sulla base delle indicazioni fornite dai Centri di documentazione e delle valutazioni elaborate dal Comitato redazionale. Nel caso dell’archivio delle fonti l’aggiornamento si basa sullo spoglio dei cataloghi di case editrici e istituti di ricerca specializzati nei settori disciplinari pertinenti, oltre che dei cataloghi delle più importanti biblioteche del mondo. Attualmente è possibile anche accedere agli archivi in linea della Biblioteca dell’Istituto per la documentazione giuridica che, al suo interno, comprende una delle collezioni più complete, a livello internazionale, in materia d’Informatica giuridica.

2.6. Il software per l’immissione automatica dei dati

Dal 1991 i Centri di documentazione che collaborano con l’Istituto per la documentazione giuridica alla realizzazione della Bibliografia utilizzano un programma appositamente predisposto, denominato Bid/INput (BIN), che consente l’immissione automatica dei dati; in tal modo il materiale viene acquisito direttamente su supporto magnetico ed è pronto per la successiva elaborazione e distribuzione.

Le informazioni contenute in ogni unità documentaria sono di tre tipi, comprendendo la descrizione del documento (tipologia del documento e riferimenti bibliografici), la sua segnalazione bibliografica (indicazione dell’autore, del titolo e sottotitolo e della lingua originale) e l’analisi del suo contenuto (codice di classificazione, abstract e parole chiave).

Per semplificare l’acquisizione dei dati e consentire un editing standardizzato dei documenti è stato elaborato un apposito programma, utilizzato per la descrizione dei vari elementi bibliografici; lo stesso programma provvede anche ad inserire tutti i caratteri di controllo necessari ad automatizzare la produzione della Bibliografia.

La scheda su supporto cartaceo, inizialmente predisposta per l’indicazione dei dati attinenti alle singole unità documentarie, è stata sostituita da un apposito modulo elettronico in cui sono presenti tutti i campi necessari alla registrazione degli elementi descrittivi del documento da analizzare.

I Centri di documentazione che collaborano con l’Istituto alla produzione del materiale bibliografico forniscono i dati direttamente su floppy disk. L’elaborazione dei dati così acquisiti porta alla produzione di tre tipi di output: su nastro magnetico per l’utilizzo sull’host computer delle più importanti reti informatiche di distribuzione delle informazioni, su carta per la pubblicazione a stampa e su floppy disk per le operazioni di salvataggio e scambio dei dati.

La fase d’analisi e indicizzazione del documento risulta fortemente ottimizzata in quanto viene messa a disposizione del documentalista una serie di dizionari ed elenchi di supporto alla compilazione. Il documentalista accede agli elenchi posizionandosi col mouse sulle finestre della maschera che appare sul video: in esse, a seconda dei casi, sono indicati sigle e numeri corrispondenti alla lingua originale delle fonti, alla tipologia dei documenti, allo Schema di classificazione, ai titoli dei periodici e ai descrittori. La decisione d’utilizzare i codici numerici al posto dei termini di cui si compongono i descrittori è stata suggerita dall’opportunità d’evitare sprechi di memoria.

Ogni elenco è costituito da una serie di sigle o codici numerici, seguiti dalla relativa descrizione per esteso. In ciascuna di queste liste è possibile effettuare la ricerca per parola, per sintagma e per codice, con tutte le funzioni di mascheramento dei dati normalmente previste nei programmi per il reperimento delle informazioni. Una volta che il documentalista abbia scelto l’espressione o il codice opportuni, il relativo campo viene automaticamente riempito in tempo reale.

Ovviamente, la parte del lavoro non automatizzabile è quella relativa alla compilazione dell’abstract, che viene elaborato dal documentalista e immesso direttamente in un apposito campo di lunghezza variabile. È possibile attivare anche un campo dello stesso tipo per note e osservazioni che il documentalista ritenga opportuno segnalare ai curatori della Bibliografia.

Al momento dell’indicizzazione si attiva la consultazione del Thesaurus: è stata prevista una molteplicità di tipi d’accesso, in modo da rendere il più possibile efficaci la ricerca e la successiva scelta del descrittore da utilizzare. Il documentalista può scorrere l’elenco dei descrittori in ordine alfabetico, oppure ricorrere agli operatori booleani per il reperimento dei descrittori completi o delle singole parole di cui essi si compongono. Data la disponibilità, all’interno del programma, d’un indice permutato dei descrittori (Indice KWOC), è possibile effettuare anche la ricerca per parola all’interno dei descrittori e quindi ottenere l’elenco di quelli che contengono la parola considerata. Una volta selezionato il descrittore, esso viene assegnato al documento e nel corrispondente campo della scheda bibliografica viene visualizzato il numero relativo al descrittore selezionato [Binazzi et al., 1991].

Col 1998, a seguito della decisione di pubblicare la Bibliografia internazionale d’informatica e diritto (ITLaw) non più su supporto cartaceo ma su CD-Rom, il software per l’immissione automatica dei dati è stato trasferito in ambiente Windows ed è stato arricchito con quelle ulteriori funzionalità che esso rende possibili (gestione contemporanea di più finestre, selezione e trasferimento di parti di testo tra queste, agevolazione delle operazioni d’importazione ed esportazione dei dati, correzione ortografica automatica e consultazione dei dizionari degli autori e delle riviste).

Il nuovo programma d’immissione dei dati è dotato anche di menù che aiutano il documentalista nel suo lavoro di compilazione delle schede bibliografiche in base alle regole definite negli anni relativamente alle esigenze d’omogeneizzazione dei dati.

3. Distribuzione e diffusione della Bibliografia internazionale d’Informatica e Diritto

La diffusione d’una Bibliografia internazionale può attualmente avvalersi di tecnologie avanzate, che riducono al minimo l’incidenza dei costi e, nel contempo, incrementano notevolmente le possibilità e le modalità d’accesso all’informazione. In considerazione di ciò, dal 1998 il Comitato di redazione della Bibliografia internazionale d’informatica e diritto ha deciso di cessarne la pubblicazione come rivista a stampa per realizzarla, invece, come CD-Rom, per la consultazione locale, e come archivio in linea, per quella in rete.

3.1. La Bibliografia nella versione a stampa

Nella versione a stampa della rivista internazionale Information Technology and the Law, la Bibliografia era organizzata in tre Indici, denominati rispettivamente: Keyword Index (Indice per parole chiave), Bibliography (Bibliografia sistematica) e Author Index (Indice per autore). I tre indici, a loro volta, erano collegati tra loro mediante il riferimento ai codici alfanumerici assegnati ai documenti.

La Bibliography costituiva l’Indice principale, contenendo, oltre ai riferimenti bibliografici completi di ciascuna unità documentaria, anche una breve descrizione in inglese del relativo contenuto. I documenti erano organizzati per materia in base a uno Schema di classificazione appositamente realizzato ed erano ordinati secondo un codice alfanumerico che consentiva all’utente di passare agevolmente, per un’informazione più completa, dal Keyword Index o dall’Author Index alla Bibliography. Ciascuna unità documentaria era ed è tuttora inquadrata sotto un codice numerico – di cui è indicata anche la descrizione per esteso – composto da un massimo di quattro cifre, in relazione al livello gerarchico occupato all’interno dello Schema di classificazione. La stessa unità documentaria, inoltre, è preceduta da un codice alfanumerico contenente il numero progressivo a quattro cifre del documento e una lettera che ne identifica la tipologia (B=Books and Booklets; D=Court Decisions and Judgements; G=Grey Literature; L=Legislation; M=Miscellaneous; P=Articles from Periodicals).

Il Keyword Index è una lista di descrittori – parole singole o combinazioni di parole (sintagmi) – appositamente selezionati dagli autori del Thesaurus d’Informatica e Diritto (THES/BID) e utilizzati dal documentalista per l’analisi e indicizzazione dei documenti e dall’utente finale per il loro più agevole reperimento. Nell’Indice in questione i descrittori sono riprodotti in neretto ed elencati in ordine alfabetico. Sotto ciascun descrittore sono indicati i titoli dei documenti pertinenti, completi della traduzione in inglese, del codice di classificazione e di quello alfanumerico che identifica il documento; sulla base di tali codici l’utente è in grado di risalire alla Bibliography in modo da poter prendere visione della scheda bibliografica nella sua interezza. Il Keyword Index è realizzato secondo la tecnica d’indicizzazione Kwoc (Key Words Out Context), in base alla quale i descrittori sono riprodotti fuori dal contesto dei titoli dei documenti cui si riferiscono.

L’Author Index, infine, è una lista in ordine alfabetico di tutti gli autori o curatori dei documenti contenuti nella Bibliography; ciascun titolo di documento è affiancato dagli stessi codici utilizzati nel Keyword Index, che riportano l’utente alla descrizione completa delle unità documentarie nella Bibliography. Si noti che la paternità delle sentenze è attribuita all’organo decidente, mentre quella delle norme legislative è riferita all’assemblea che le emana.

3.2. La Bibliografia nella versione su CD-Rom

Rispetto alla versione a stampa, quella su CD-Rom offre all’utente numerosi vantaggi: da una parte rende possibile consultare simultaneamente una grande massa di dati (l’intero data base comprende oltre 41.000 unità documentarie), dall’altra migliora notevolmente la qualità dell’informazione ottenibile in risposta da parte dell’utente, grazie alla fitta rete di collegamenti ipertestuali realizzabili mediante software particolarmente evoluti (in ordine al conseguimento di questo obiettivo è stato utilizzato il programma FolioViews nella versione 4.11).

L’Infobase comprende sei sezioni: Author Index, Keyword Index, Classification Table, Composite Index e Cross Tables, Multilingual Thesaurus e Bibliographic Data Base (la Bibliografia vera e propria è ordinata in senso cronologico decrescente, dal documento più recente a quello più lontano nel tempo). Il sistema permette all’utente, oltre che d’effettuare la ricerca all’interno di ciascuno di tali Indici, anche di navigare da un Indice all’altro in base ad associazioni di concetti.

I links che possono essere stabiliti fra le informazioni all’interno d’una base di dati di tipo bibliografico sono molto numerosi e la loro organizzazione per tipologia appare particolarmente funzionale alle esigenze diversificate dell’utenza [McAleese, Green, 1990] [Mc Grew, Mc Daniel, 1989].

La presenza d’un thesaurus specialistico della materia, strettamente collegato alla base di dati – ciascuno dei descrittori del Thesaurus si riferisce a documenti particolari – consente d’impiegare, anche all’interno della base documentaria cui in queste pagine si fa riferimento, elaborati modelli concettuali di collegamenti ipertestuali. Infatti, con riferimento ai documenti viene realizzato un metalivello, costituito dall’insieme dei nodi contenenti ciascun descrittore del Thesaurus. Tale rete di connessioni interagisce col livello sottostante, formato dall’insieme dei nodi facenti riferimento a ciascuna delle unità documentarie contenute nella Bibliografia. All’interno del sistema la gestione delle diverse tipologie di relazioni esistenti nel Thesaurus (relazioni di gerarchia, di associazione, di sinonimia, ecc.), attraverso i links ipertestuali, viene trasferita anche ai documenti bibliografici collegati mediante i descrittori, rendendo così possibile una navigazione molto articolata tra i due livelli, quello semantico e quello dei documenti. Infatti, il descrittore assegnato a un documento presenta anche una sua collocazione all’interno della rete semantica che esprime l’organizzazione del Thesaurus; utilizzando tale descrittore come chiave d’accesso alla base documentaria, attraverso gli altri descrittori presenti in ciascun documento e a loro volta collegati al primo, è possibile accedere a un gruppo di documenti semanticamente connessi.

La possibilità di memorizzare i percorsi di ricerca consente d’affinare gradualmente le strategie per il reperimento delle informazioni, ampliando notevolmente le possibilità associative del sistema e garantendo risultati diversamente non conseguibili [Agosti et al., 1989] [Di Giorgi, Nannucci, 1992].

Qui di seguito sono presentate quattro tabelle, indicative delle caratteristiche principali dell’intera base di dati, attualmente costituita da 41.401 unità bibliografiche selezionate da fonti di vario tipo, pubblicate in 16 lingue originali in oltre 30 Paesi diversi (appartenenti alle aree geografiche dell’Europa, delle Americhe, dell’Australasia e del Giappone).

La Tab. 1 mostra la distribuzione dei documenti per lingua, distinguendo tra i documenti estratti dalle riviste e quelli appartenenti ad altre tipologie (che costituiscono una minoranza). Anche se le lingue sono state raggruppate per aree linguistico-geografiche, si deduce facilmente che i documenti in italiano rappresentano circa 1/3 di quelli in inglese e la metà di quelli in tedesco; ciò corrisponde in parte anche all’evoluzione dell’Informatica giuridica che, nata negli Stati Uniti, si è innanzi tutto consolidata nei Paesi a più alto sviluppo tecnologico. I documenti nelle lingue nordiche (svedese, norvegese, finlandese e olandese), iberiche (spagnolo e portoghese) e asiatiche (giapponese) costituiscono, infatti, una percentuale decisamente inferiore.

La Tab. 2 rappresenta il processo di sviluppo che ha subìto la documentazione specialistica nel settore dell’Informatica giuridica dalle origini (anni Cinquanta) ai nostri giorni. Il mondo anglosassone e quello tedesco hanno avuto un’evoluzione più rapida fin dagli anni Sessanta, mentre nelle altre aree geografiche c’è stato uno sviluppo più lento, ma graduale e costante.

La Tab. 3 indica la tipologia dei documenti da cui è formata l’intera base di dati. Gli articoli estratti dalle riviste specializzate sono circa il 70% del totale; seguono le opere miscellanee e i libri. Le sentenze e i testi legislativi rappresentano una percentuale minima, anche perché sono stati considerati oggetto d’analisi solo negli ultimi anni.

Infine, la Tab. 4 si riferisce alla ripartizione sistematica del materiale bibliografico dell’intera base di dati, completando il quadro della Tab. 2. Quasi la metà dei documenti in essa contenuti appartengono alla classe 3 dello Schema di classificazione (si tratta, cioè, di documenti inquadrati nel settore del Diritto dell’informatica), mentre solo il 15 % appartiene alla classe 1, corrispondente alle applicazioni dell’informatica nella Pubblica Amministrazione. Il 13% delle unità documentarie, nella classe 4, si riferisce agli aspetti sociologici, politici, educativi ed economici dell’introduzione dell’informatica; solo una percentuale inferiore all’1% riguarda le trattazioni di tipo teorico.

3.3. La base di dati in rete

L’Istituto per la documentazione giuridica fornisce ai Centri di documentazione della Corte di Cassazione e della Camera dei Deputati una copia dei dati relativi all’aggiornamento della Bibliografia (circa 2.000 documenti all’anno). La tecnica d’indicizzazione a linguaggio misto con la quale sono memorizzati i documenti nell’archivio BID consente la ricerca nel data base utilizzando sia il linguaggio naturale dell’abstract che il linguaggio artificiale dei descrittori assegnati a ciascun documento.

Fin dal 1982, nell’ambito dei sistemi informativi della Corte di Cassazione e della Camera dei Deputati, è consultabile anche l’archivio THES/BID, contenente tutto il Thesaurus di parole chiave costruito per l’indicizzazione dei documenti. All’interno dell’archivio THES/BID è possibile individuare i descrittori rilevanti per la materia e, in particolare, per l’argomento d’interesse nella sessione di ricerca avviata. Una volta individuate le chiavi semantiche d’accesso, esse possono essere esportate e utilizzate nella consultazione dell’intero archivio; ciascun documento è infatti indicizzato con almeno 3 o 4 descrittori tratti esclusivamente dall’apposito Thesaurus realizzato per la consultazione dell’archivio.

È superfluo precisare quanto si acquisti in termini d’efficienza nel reperimento delle informazioni mediante l’impiego del Thesaurus, che comunque non esclude la ricerca full-text, sempre possibile su tutta la base documentaria.

Quanto prima, utilizzando l’apposita interfaccia di FolioViews, la base di dati verrà distribuita anche attraverso Internet, la rete informatica più diffusa nel mondo; per qualunque utente, passando attraverso il sito Web dell’Istituto, sarà così possibile accedere alle informazioni in essa contenute.

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